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L’arte marchigiana in Russia PDF Stampa E-mail
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Scritto da laetitia   
I Grandi Maestri marchigiani del XX secolo esposti  a Mosca
Trentacinque eccellenze marchigiane riunite per rappresentare, per la prima volta, l’espressività artistica italiana contemporanea all’estero. È la mostra “L’arte italiana del XX secolo attraverso i grandi marchigiani”, che dal 23 novembre al 13 febbraio 2007 si tiene all’Accademia dell’Arte russa di Mosca. Da Adolfo De Carolis, agli inizi del Novecento, passando per i grandi nomi dell’arte della Penisola e internazionale, a Osvaldo Licini, Scipione, Pericle Fazzini, Edgardo Mannucci, Orfeo Tamburi, fino a giungere, a cavallo del XXI secolo, ad Arnaldo Pomodoro, Walter Valentini, Bruno d’Arcevia, Valeriano Trubbiani, Enzo Cucchi, solo per citarne alcuni. Trentacinque grandi artisti tutti accomunati dall’essersi distinti nel panorama italiano e soprattutto dall’essere marchigiani d’origini o d’adozione. Per un’esposizione ideata e curata dal critico d’arte Armando Ginesi, promossa dalla Regione Marche con la collaborazione del Comune di Ancona e dell’Associazione Marche Russia di Osimo, che hanno già sottoscritto alcuni mesi fa un protocollo d’intesa.

“Nel Novecento le Marche hanno offerto, all’evoluzione dell’arte italiana (ed in diversi casi anche di quella europea ed internazionale), un grande contributo attraverso personalità di rilievo - dice il professor Ginesi - al punto che la produzione di coloro che in questa terra sono nati e vi hanno operato, oppure di quelli che ne sono espatriati o, infine, di quanti l’hanno scelta come loro topòs ideale, costituisce uno spaccato largamente rappresentativo di tutta l’articolata avventura espressiva italiana nel corso di cento anni”. In maniera anche strabiliante vista la modesta grandezza della regione che non supera i diecimila chilometri quadrati.

Dalle Marche alla Federazione Russa un ponte, in nome dell’arte, che va a suggellare anche contatti già avviati e proliferi di carattere economico, che fanno della nostra regione la quarta in Italia a livello di interscambio.

L’esposizione sarà poi riproposta ad Ancona.

 
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