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Le committenze del Comune di Senigallia e Giovanni Anastasi PDF Stampa E-mail
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Scritto da Flavio e Gabriela Solazzi   
Leggendo gli antichi resoconti delle riunioni consiliari, spesso si rinvengono le “allegrezze” per il verificarsi di un lieto evento, consistente per lo più, dopo la devoluzione del Ducato di Urbino, nella nomina di un porporato o nell’ascesa di un cardinale al soglio pontificio. Le Autorità (nel nostro caso i Gonfalonieri e il Consiglio degli Anziani nel loro complesso) si affrettavano a dimostrare il giubilo della comunità con il proporre, discutere e fare approvare l’esecuzione di un ritratto o un busto del personaggio, da collocarsi nella sede comunale. I comuni i cui bilanci non fossero floridi dovevano rivolgersi alle celebrità locali che, pur essendo di valore, presentavano il vantaggio di associare alla minor fama minori pretese pecuniarie. Tra questi c’è anche Giovanni Anastasi, nostro concittadino. Nel 2001 erano stati segnalati i pagamenti a lui fatti per i ritratti di due Cardinali Legati: Giacomo Cantelmi (1690) e Lorenzo Altieri (1697). Per quest’ultimo l’Anastasi fu anche risarcito “per essere andato a Pesaro per vedere altro ritratto” del porporato. Queste notizie sono tratte da un regesto manoscritto di Bollettari (opera di Francesco Pesaresi) conservato presso la Biblioteca Antonelliana di Senigallia: in esso si dice che la prima committenza comunale all’Anastasi risale al 1688 (aveva 35 anni) per il restauro della “beata Vergine” nella “Chiesola”, cioè nella chiesetta che faceva parte del Palazzo del Comune. Le occasioni di celebrazioni del tipo suddetto erano numerose e la lettura del manoscritto riporta alla luce i nomi di altri pittori locali, contemporanei dell’Anastasi (1653-1704), quali Clemente Valeri, Camillo Averardi, Giuseppe Sartini, che pensiamo non si siano limitati a dipingere stemmi e ritratti di prelati: se l’atto di omaggio doveva figurare di qualche valore, il prestigio del pittore doveva essere di una certa consistenza. Una frenetica attività, stando al manoscritto, si concentrò su “Porta Nova” o Porta Ancona, sita in piazza Saffi e demolita dopo il terremoto del 1930. Ad Antonio del Giudice, che nel 1631 vi aveva dipinto la Vergine del Rosario, si avvicendarono nel 1649 Clemente Vaneri per un affresco dello stesso soggetto, nel 1666 e nel 1674 due pittori innominati per il “quadro sopra porta Nova” e infine nel 1721 si pagava “Francesco Omodei Pittore, per avere dipinto la Madonna Santissima del Rosario con altri Santi sopra Porta Nuova”. Quanto all’Anastasi dal manoscritto risulta che nel 1685 o 1686 (il testo indica chiaramente il 1586!) eseguì lo stemma del Cardinal Petrucci e del Vice-Legato, nel 1689 il ritratto del Cardinale Pallavicini, nel 1701 il ritratto del Cardinale Legato e lo stemma di Monsignor Caffarelli, nel 1703 lo stemma e il ritratto del Cardinale Tanara. Nessuna di queste opere è stata finora identificata. Nei Libri dei Consigli conservati presso la Antonelliana le proposte e le discussioni per l’esecuzione dei ritratti del neo-eletto Papa Ottoboni (1689) e del Legato indicano l’intenzione di fare bella figura, reclutando due pittori di Roma. Il costo previsto, però, è eccessivo e quindi “si negozi e tratti per simile ritratto con il Sig. Giovanni Anastasi Pittore, dal quale se ne può sperare un ottimo lavoro per l’esperienza che se ne ha e si può credere se ne avrà assai vantaggio.”. Con il risparmio relativo al ritratto del Papa si potrà eseguire anche quello del Legato. L’Anastasi accetta e rassicura che non richiederà di più rispetto alle committenze precedenti.
 
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