| Recensione Libri, FAHRENHEIT 451 |
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| Scritto da Lucia Ferroni | |
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Un romanzo di fantascienza uscito per la prima volta nel 1951, in epoca maccartista, ma i cui temi (totalitarismo, appiattimento culturale..) risultano tuttora attuali. Ray Bradbury immagina un futuro in cui i vigili del fuoco appiccano incendi invece di spegnerli; in particolare danno fuoco alle case in cui viene denunciata la presenza di libri; fahrenheit 451 è appunto la temperatura a cui brucia la carta. Portando alle estreme conseguenze i processi di trasformazione del XX secolo, l’autore tratteggia lo scenario di un mondo in cui la gente vive un intorpidimento intellettuale perenne che permette al potere di agire indisturbato. Attraverso una progressiva massificazione della cultura, un livellamento ad un minimo indispensabile di conoscenza causato dal ritmo sempre più veloce della vita, le persone stesse arrivano a disinteressarsi dei libri. Il passo successivo compiuto dal potere è il divieto per chiunque di possedere testi cosicché l’uguaglianza (livellamento) possa essere totale. Si eliminano i libri per eliminare dagli uomini i turbamenti, le preoccupazioni, tutto ciò che non sia svago, piacere. In particolare le giornate vengono massicciamente occupate da un modello di televisione cui ci stiamo preoccupantemente avvicinando: quattro pareti-schermo nel salotto di casa che ingoiano lo spettatore e gli si rivolgono direttamente chiamandolo per nome in un ipnotico turbine di immagini e parole che non lascia alcuno spazio al pensiero, alla reazione. Questo scenario viene raccontato soprattutto dal punto di vista del protagonista, Guy Montag, un vigile del fuoco dedito a bruciare i proibitissimi libri che, nel breve spazio del romanzo, prende coscienza del mondo distorto in cui vive e sente che qualcosa in lui è cambiato. |
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