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Energia: Italiani spreconi PDF Stampa E-mail
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Scritto da Walter Tomassoni   
Secondo una recente indagine europea dell’Associazione Inglese Energy Saving Trust, gli Italiani sono tra i più sciuponi di energia (dopo gli inglesi). Tra i comportamenti scorretti c’è quello di lasciare accese le luci di “stand by” degli elettrodomestici che, secondo un’indagine della Federconsumatori, può arrivare ad aumentare la bolletta di 33 euro in un anno Tenere inserito il carica batterie, lasciare bollire l’acqua oltre il necessario, non spegnere le luci quando si esce da una stanza e tenere il riscaldamento troppo alto. Se in Italia oggi si parla di energia, di bollette elettriche e del gas, si può senz’altro dire che le notizie cattive, o decisamente problematiche, superano di gran lunga quelle buone, anche se nel 2007 queste si dovrebbero stabilizzare a causa del prezzo del petrolio sceso a 60 dollari al barile. Il nostro Paese importa il 15% dell’energia elettrica e l’85% del gas che si consuma. Quanto costa il metano? Costa 73 centesimi al mc. Una famiglia che consuma 1400 mc di metano all’anno deve pagare in più l’Iva al 20%. Il 41% di imposte e accise. Quanto costa il Kilowat? Nel 2006 il costo medio di un Kw è stato 14,85 centesimi. L’Iva incide in modo diverso a seconda dei consumi. Ritornando alle nostre bollette, secondo i dati dell’Osservatorio nazionale su tariffe e servizi di Federconsumatori, il 2006 è stato un anno di rincari record; una famiglia media si è trovata a pagare 157 euro in più. Luce e gas, rispetto al 2005, si è pagato la bolletta più salata da 10 anni a questa parte: così ci spiega il responsabile dell’Osservatorio Dott. Mario Zannini. Per quanto riguarda l’elettricità: chi ha una potenza impegnata di 3 Kilowatt (quella normalmente utilizzata dalle famiglie) ha pagato 51 euro in più rispetto l’anno precedente. Analogo record lo troviamo nel metano. Anche qui una famiglia che consuma 1400 mc si è trovata un aumento, nel 2500 di 106 euro, corrispondente all’11,2%. A ciò occorre un rimedio. Infatti l’Autorità garante ha annunciato un interessamento. Da tempo abbiamo chiesto un intervento mirante a prevedere tariffe sociali e locali in base a criteri che valutino reddito e numero dei componenti familiari, che venga ridotta l’Iva dal 20% al 10% e che le accise statali e comunali, anch’esse ridotte, siano applicate in base ad un diverso ed accurato sistema sociale che tenga conto degli anziani soli in casa e dei pensionati al minimo. In Italia molte cose si dicono e si fanno in nome del Popolo sovrano, ma quando il popolino chiama nessuno risponde. Le richieste di tutti quegli anziani che hanno contattato l’Osservatorio cittadino da me diretto, richieste da noi trasmesse agli Enti, vertevano in particolare sull’eliminazione di quelle accise varie che pesano sulle bollette, specialmente nei mesi di dicembre-gennaio-febbraio quando il consumo è maggiore. Questo riservato almeno per quegli anziani di salute precaria che, durante i mesi invernali, trascorrono la loro vita prevalentemente in casa. La nostra città, Senigallia, conta 42.000 abitanti di cui 300 sono persone anziane di oltre 75 anni. Noi sappiamo che il ricavato da alcune accise sul metano, a livello comunale, viene ridistribuito in campo assistenziale, ma spesso, purtroppo, non arriva là dove maggiore è il bisogno che talvolta rimane nascosto, sopportato nel silenzio con molti sacrifici economici e morali.
 
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