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Scritto da Andrea
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Sono oltre 300.000 le firme raccolte in tutta Italia durante la manifestazione denominata V-Day e circa 1600 di queste sono state raccolte a Senigallia nelle circa 10 ore di attività del banchetto organizzato dal locale Meetup di Grillo in piazza Roma lo scorso 8 settembre.
L'obiettivo esplicito di far approdare la proposta di legge in parlamento è stato raggiunto insieme con il più importante obiettivo di richiamare l'attenzione del pubblico e dei media sulla situazione a dir poco particolare che vive la classe dirigente italiana, tra privilegi, impunità e guarentigie spudorate che la fanno additare da molti più come "casta" che come classe politica moderna.
La stampa nazionale, in seguito al successo dell'evento, ha dovuto affrontare il problema Grillo e i temi da lui sollevati con la manifestazione, tant'è che dopo l'8 settembre non è passato giorno che non si siano viste trasmissioni o servizi o editoriali sull'argomento.
(l'8 ottobre, ECOTV, ha dedicato uno speciale in cui, tra gli altri, è stato proiettato il video del V-day di Senigallia)
Questo, nonostante tutte le strumentalizzazioni e filtri mediatici, è comunque servito come momento informativo anche se permane una situazione di ostracismo su Grillo e le sue battaglie in quanto capita che, pur parlando di lui, a lui non viene dato il microfono, e spesso sono i suoi detrattori a riferire; esemplare il caso dell'evento a Bologna in cui lo si accusava di aver mancato di rispetto a Marco Biagi (cosa del tutto infondata).
Ma forse gli italiani sono abbastanza smaliziati da subodorare queste manipolazioni mediatiche e, istintualmente ormai, reagiscono abbandonando i canali consueti ma truffaldini e vanno a cercarsi le notizie dove esse si mostrano più per quello che dovrebbero essere: ovvero mezzi obiettivi per conoscere il mondo e non pubblicità camuffata per far piacere un prodotto o un personaggio.
Non per nulla anche Grillo, tra il serio e il faceto, ha minacciato di fare contro i giornali - i giornali non i giornalisti - il prossimo V-day, perché, dopo la politica, l'altro paradosso tutto italiano è la mancanza di una giornalismo libero e impegnato che faccia il suo dovere di mastino della democrazia e soprattutto del potere.
(non a caso fino all'anno scorso l'Italia era all'ultimo posto tra i paesi dell'Euro come libertà di stampa, fonte: House of Freedom)
E' questo vuoto informativo che ha portato il Grillo nazionale, da comico qual è, a fare l'informatore ed essere anche molto seguito perché, come dice lui, la concorrenza è minima. Ma non perché manchino i giornalisti e anche bravi, ma perché mancano le testate che li lascino fare il loro lavoro.
Chissà che, con un comico-mastino alle costole e le vendite e gli ascolti in calo, le varie testate non si provino a (ri)fare vera informazione e smettano di fare la propaganda come ora, che pur benché comica, agli italiani non fa ridere affatto.
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