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il capriolo PDF Stampa E-mail
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Scritto da Niki Morganti   
Negli ultimi anni una nuova specie di Mammifero si sta affacciando sul nostro territorio, ed è il Capriolo (Capreolus capreolus). Le segnalazioni di avvistamenti sono sempre più frequenti, come più frequenti sono diventati i reperimenti di tracce di questo animale.   
Il Capriolo è un Ungulato, cioè un mammifero che cammina sulle unghie (o meglio sugli zoccoli che non sono altro che unghie modificate) come i cavalli, e appartiene alla famiglia dei Cervidi, della quale fanno parte anche cervi, renne e alci. Rispetto a questi ultimi però risulta essere più piccolo: raggiunge infatti una lunghezza massima 130 cm ed un’altezza (alla spalla) di 75 cm; il peso non supera i 30 kg. Il mantello di pelo varia di colore a seconda della stagione: in estate è di colore marrone-rossiccio, mentre in inverno grigio-bruno; la gola, il ventre e il posteriore sono bianchi, la coda è presente solo nelle femmine in forma di un ciuffo di peli; a lato del naso presenta dei caratteristici “baffi” neri. Il maschio possiede dei piccoli palchi (con questo termine vengono indicate le corna dei Cervidi): hanno solo tre punte, due delle quali presenti nella biforcazione apicale; le corna cadono ogni anno (da ottobre a dicembre) e ricrescono alla fine dell’inverno: inizialmente sono ricoperte da uno strato di pelle chiamato velluto, il quale viene perso quando il palco raggiunge le dimensioni finali, il che coincide con il periodo delle dispute territoriali tra i maschi per avere le femmine, vale a dire da marzo-aprile.I maschi conducono una vita solitaria per tutto l’anno tranne che per il periodo riproduttivo: dopo aver “deciso” i territori con gli altri maschi, da metà luglio a fine agosto avviene il corteggiamento, costituito dall’inseguimento da parte del maschio nei confronti della femmina, e l’accoppiamento. Le femmine, invece, vivono riunite in branchi costituiti da 3-7 individui diretti da una femmina dominante: in questi branchi le gerarchie e i rapporti sociali sono ben definiti e strutturati (come in tutti gli animali sociali). In maggio-giugno le femmine partoriscono 1-2 cerbiatti dal caratteristico mantello bruno fittamente maculato. Dopo la riproduzione, la gestazione dura circa 9 mesi e mezzo: l’ovulo, infatti, dopo essere fecondato, resta impiantato nell’utero materno ma rimane quiescente fino a dicembre, quando poi riprende a svilupparsi. In autunno anche i maschi si aggiungono ai branchi delle femmine, spesso occupando l’ultimo posto nella gerarchia. I giovani raggiungono la maturità sessuale dopo i 14 mesi di vita, vita nella quale il Capriolo può raggiungere un’età massima di 12-18 anni.Il Capriolo è diffuso in gran parte dell’Europa continentale, in Gran Bretagna e in Medio Oriente. In Italia è presente sulle Alpi e sugli Appennini, ma attualmente sembra stia espandendo il suo areale. Questo animale frequenta aree boschive con fitto sottobosco inframmezzate da spazi aperti, sia in montagna che in aree collinari, pianeggianti e umide; lo si può ritrovare anche in aree agricole, purché siano presenti cespuglieti o boscaglie dove si possa rifugiare.Ma come è possibile che un animale che nelle Marche era presente solo nell’entroterra, oggi si stia espandendo fino al mare? Sono stati trovati individui anche dentro Senigallia e sul litorale di Fano! I motivi possono essere vari e concatenati tra loro, cioè una causa non spiega il fenomeno; attualmente in provincia di Ancona si stanno avendo polemiche sull’apertura della caccia al Capriolo, motivando questa che la popolazione di Capreolus capreolus è in esubero e che può diventare un problema per l’agricoltura. L’espansione di questo Ungulato, però, potrebbe essere conseguente a vari fattori: un aumento dei predatori in montagna (il ritorno del Lupo in Appennino), la competizione alimentare con altre specie (Cervo e Daino), il rimboschimento di alcune zone e l’abbandono di campi coltivati (i fiumi e gli incolti in campagna). A Senigallia il Capriolo è riuscito ad arrivare grazie al “corridoio verde” del fiume Misa, ma adesso è presente in molte delle piccole aree boschive presenti nella nostra campagna. Infine ricordo che Bambi è un Cervo e non un Capriolo, come erroneamente detto sui telegiornali qualche tempo fa.
 
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