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Un albero comune nel nostro territorio è sicuramente il Pioppo nero (Populus nigra). Questo albero è facilmente riconoscibile, in quanto la corteccia si presenta fessurata e di color grigio-bruno; le foglie sono a forma di cuore più lunghe che larghe, il margine è traslucido e con piccoli denti regolari, il colore è un verde acceso (anche se adesso le piante le stanno perdendo e le poche rimaste sui rami hanno assunto una colorazione giallo banana);
la chioma espansa è a forma di cupola, e l’altezza dell’albero può arrivare anche a 30 metri.Come anche per il Pioppo bianco (vedi l’Eco di luglio), anche il Pioppo nero presenta i suoi fiori sotto forma di amenti, cioè in infiorescenze ad asse allungato di fiori soltanto femminili o soltanto maschili: quelli maschili sono rossi mentre quelli femminili verdi, entrambi maturano in marzo, e in maggio-giugno gli amenti femminili liberano soffici semi bianchi.Questo albero, comune anche in tutta Italia, è frequente lungo i corsi d’acqua, infatti lo ritroviamo sia lungo il fiume che lungo i fossi, e, per i notevoli pregi ornamentali, trova impiego nella formazione di alberature stradali e di filari lungo i confini di proprietà; inoltre, data la crescita rapida e la chioma larga, i pioppi neri si piantano spesso per formare barriere frangivento.Tradizionalmente usato in Veneto, in Toscana e nel Ferrarese come sostegno delle viti, era spesso coltivato presso le case coloniche per la produzione di frasche. Il Pioppo nero non teme l’inquinamento atmosferico e cresce vigoroso in aree fortemente industrializzate, dove forma barriere protettive intorno a stabilimenti, ferrovie e altre istallazioni industriali.Il Pioppo nero predilige terreni freschi e fertili, mentre teme i ristagni idrici; si incrocia facilmente con altre specie di pioppi e produce ibridi vigorosi, apprezzati per la loro rapida crescita e il legname di ottima qualità. Il legno del Pioppo nero viene adoperato per la fabbricazione di carta, mobili rustici, attrezzi, lavori di tornio, ceste di frutta, fiammiferi. Per quest’ultimo impiego, il legno è particolarmente adatto, perché ha un tessuto aperto che lo rende facilmente impregnabile con la cera di paraffina in cui i fiammiferi vengono immersi, ed è difficile che si rompa o scheggi quando poi il fiammifero viene utilizzato; in Olanda invece i blocchi di legno servono per la fabbricazione di zoccoli.
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