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ALLA SCOPERTA DI…CASTEL COLONNA PDF Stampa E-mail
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Scritto da Fabio Bellini   

Castel Colonna è un antico castello dell’entroterra di Senigallia, situato a mezza costa di una collina, sullo spartiacque che divide la valle del Nevola da quella del Cesano. Il suo nome solenne è recente, in quanto, come vedremo, fino al 1921 si chiamava “Tomba di Senigallia”, nome ancora a volte usato nelle nostre campagne. Secondo le antiche fonti storiche, Castel Colonna sembra sia stato fondato da un gruppo di fuggiaschi della distrutta città romana di Suasa, i quali, verso il V secolo d.C. costruiscono una “Tomba” (cioè una “fortezza rurale” ) sulle nostre colline, a quei tempi boscose e selvagge. Col tempo, intorno alla “Tomba” vengono costruiti capanne, magazzini, ricoveri per gli animali domestici…e si viene lentamente formando un piccolo centro abitato che per secoli verrà chiamato “Tomba” in ricordo della fortezza rurale a cui doveva la sua origine.

Attraverso i secoli, la “Tomba” entra nei possessi del Monastero di Fonte Avellana e, nel XIV secolo, ha inizio la lunga signoria dei Malatesta che si protrarrà per circa due secoli.

Nel 1457, Vittoria Colonna, moglie ed erede di Carlo Malatesta (discendente dalla nobile famiglia dei principi Colonna e nipote di Papa Martino V) fa completare la cerchia di mura e la rocca, opere fatte iniziare nel 1300 dal Mastin Vecchio di Romagna. La rocca, per ordine di Vittoria Colonna, viene fatta ristrutturare dall’architetto militare Giovan Battista Mastini da Pennabilli; oggi ne rimangono i sotterranei visibitabili e la torre merlata di ingresso, sotto la cui volta è ancora murata l’antica lapide in arenaria con la dedica a Victoria Columnensis De Malatestis “Magnifica Domina”.

Nel 1463, con la sconfitta di Sigismondo Malatesta da parte di Federico da Montefeltro nella battaglia del Cesano, termina la signoria malatestiana e, nel 1474 inizia la signoria dei Della Rovere. Con i Della Rovere, il castello della Tomba viene inserito nel Ducato di Urbino, diventando capoluogo del Commissariato Ducale di Tomba che comprendeva i tre castelli di Tomba, Ripe, Monterado (istituito nel 1475 da Giovanni Della Rovere ed abolito nel 1808 da Napoleone).

Purtroppo, nel XVII secolo, Francesco Maria II Della Rovere fa abbattare la rocca malatestiana ormai obsoleta; con le sue pietre viene fatto edificare il Palazzo Pubblico (oggi Palazzo Comunale) su progetto dell’architetto Ascanio Passeri da Pergola. Nel 1631, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, termina la signoria roveresca e il nostro castello passa allo Stato della Chiesa, inserito nella Legazione Pontificia di Urbino, restando poi nella provincia di Pesaro fino al 1860 quando, con regio decreto del Commissario straordinario per le Marche, Lorenzo Valerio, quasi tutti i territori alla destra del fiume Cesano vengono assegnati alla provincia di Ancona.

Nel 1921, come già accennato, con regio decreto di Vittorio Emanuele III, dietro richiesta dell’amministrazione locale dell’epoca, il Comune di “Tomba di Senigallia” viene autorizzato a chiamarsi “Castel Colonna” (nome scelto dagli amministratori locali per ricordare “Vittoria Colonna”, la feudataria malatestiana di cui ancora oggi si raccontano fatti leggendari).

Il cambio del nome era stato chiesto soprattutto per evitare i frequenti disguidi postali con il Comune di “Tomba di Pesaro” che oggi si chiama “Tavullia”). Con questo ultimo atto, praticamente terminano le vicende storiche di Castel Colonna. Cosa rimane oggi di visibile di tutte le antiche vicende che hanno caratterizzato questo piccolo ma interessante centro medievale? E’ rimasto perfettamente integro (anche se pesantemente restaurato) il perimetro delle mura malatestiane, di cui è completamente percorribile il “cammino di ronda”. All’ingresso del paese si innalza la “Torre malatestiana”, cioè l’antico ingresso della rocca fatta costruire da Vittoria Colonna, come ricorda l’antica lapide murata all’interno. Sotto la torre si possono visitare i sotterranei della fortezza fatti iniziare dal Mastin Vecchio (Malatesta da Verrucchio); essi percorrono tutto il paese nel senso della larghezza e furono adibiti a rifugio antiaereo durante l’ultima guerra. La chiesa parrocchiale di S.Mauro, di epoca roveresca, custodisce alcune interessanti opere d’arte: La “Madonna della Misericordia” del ‘700, attribuita a Gaetano Lapis da Cagli; un artistico crocifisso ligneo che si dice donato da Francesco Maria II Della Rovere e una bella Madonna del Rosario, antica statua in legno di ignoto. Provenendo da Ripe, Castel Colonna si presenta molto caratteristico, a forma allungata di nave con il campanile che funge da albero maestro, serrato dalle mura che emergono da un folto bosco di cipressi. Dal sommo della collina che lo domina si ammira uno sterminato panorama che va dalle rocce di Montefeltro al Furlo, al Catria e, al limite dell’orizzonte, i Sibillini.

Parlando di Castel Colonna, non si può fare a meno di nominare la “Segavecchia”, antica sagra di Mezza Quaresima che rappresentava la fine dell’inverno. Caduta un po’ nel dimenticatoio, era stata recuperata negli anni ’80 ed aveva acquisito larga risonanza; ora si pensa di riportarla in luce, inserendola nel circuito turistico dei distretti di Senigallia e Marotta. Sarebbe un’occasione in più per venire a conoscere questo piccolo ma caratteristico centro, ricco di antiche memorie e, cosa non disprezzabile, anche di buona cucina e di vini generosi!! La Romagna è vicina: qui la piadina, il Trebbiano e il Sangiovese sono di casa: provare per credere!!

 
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