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Dopo un periodo di fruttuosi restauri il palazzo “De Pocciantibus “ ad Ostra Vetere diviene importante spazio cittadino,denso di valore storico e luogo eminentemente culturale,attraverso le iniziative che vi troveranno sede.La prima, che coincide con la sua inaugurazione è la mostra antologica di Walter Bastari,estremamente significativa perché rappresenta una sorta di lettura del suo percorso di ricerca artistica e al tempo perché accanto alle sue opere troveranno posto alcune delle immagini esemplari della serie fotografica di Mario Giacomelli,intitolata appunto “Il pittore Bastari”,già esposta al museo di Capodimonte a Napoli.Il 5 novembre ci sarà quindi l’inaugurazione di questo evento espositivo che vede accanto alla produzione pittorica,anche i disegni e le sculture del celebre pittore senigalliese. Occorre quindi ,anche in occasione di questa significativa mostra,rileggere attraverso una più specifica analisi stilistica ed espressiva,tutta la ricerca di Bastari che mostra una precisa coerenza interna che si precisa nello sviluppo del suo percorso artistico.Intanto va sfatato il mito dell’istintività dell’artista,intesa come valore intrinseco al suo essere,puro stimolo sensoriale che il gesto pittorico fissa sulla tela ,senza che alcun filtro interpretativo intervenga a mediare l’istanza ideativa e l’urgenza figurale.E’importante dunque ridefinire il contesto operativo,assumere la pratica pittorica nell’ambito più vasto della esperienza artistica,così da riconsiderare l’opera di Bastari non come semplice ghiribizzo personale,ma come originale e maturo pensiero artistico che attraversa,ed è attraversato da importanti esperienze pittoriche a lui strettamente connesse.Per sgomberare il campo da definizioni inappropriate ,bisogna ridefinire Il pittore Bastari;l’artista è tutt’altro che ingenuo e per nulla ignaro,anzi la sua formazione esemplare ci dice che frequenta con profitto l’Istituto d’Arte,dove affina la sua cultura tecnica e teorica,attraverso la frequentazione di artisti di notevole importanza e tuttora presenti in musei e significative collezioni.A partire dagli anni ’90 la sua carriera subisce una netta impennata,partecipa ad importanti mostre in Francia,dove ottiene ottime critiche e vari riconoscimenti, diviene come si diceva,protagonista della serie fotografica “Il pittore Bastari” di Mario Giacomelli,è presente in fiere nazionali ed internazionali ,come quella prestigiosa di Nizza,lavora con la galleria Arearte che gli dedica varie mostre personali,espone tra l’altro al Parlamento Europeo di Strasburgo,quale alfiere dell’arte in terra marchigiana,insieme a Bruno d’Arcevia e lo stesso Mario Giacomelli.L’opera di Bastari appare quindi decisamente coerente ,caratterizzata da precise connotazioni stilistiche e fortemente simbiotica al personaggio umano che il pittore incarna,tanto che lo stesso Giacomelli dedicò alla sua immagine una importante serie di fotografie,esposte a suo tempo nella galleria Arearte e nel Museo di Capodimonte a Napoli,in una importante mostra curata dal celebre critico Achille Bonito Oliva.Cosa ha dunque visto Mario Giacomelli in Bastari,oltre alla più volte dichiarata ammirazione per la sua pittura? Sicuramente da grande artista qual è ,il fotografo è riuscito a riconnettere metaforicamente il personaggio con la sua opera,come in una intervista dove afferma:”….è vero che Bastari ha la forma di essere umano,ma è anche vero che è tutta una invenzione”.Questa intuizione è ben visibile nella serie di fotografie che egli ha dedicato al pittore adottando una modalità espressiva che permette di realizzare una complementarietà tra figura e ambiente ,raccontando una storia,sorta di viaggio sospeso tra fantasia onirica e realtà trasfigurata,dove il pittore diviene una figura errante che attraversa poeticamente il mondo.Come avviene nei dipinti di Bastari,dove il pittore assume l’identità dei suoi personaggi,così nelle foto di Giacomelli il suo sembiante diviene filtro e tramite umano tra il fotografo e la realtà. Nel disegno, esperito attraverso le tecniche più significative come la matita,la sanguigna,il carboncino,il pastello,Bastari esplicita l’aspetto più dichiaratamente narrativo della sua personalissima visione,i racconti segnici si dipanano a partire da una grafia che si aggroviglia ,si estende,si coagula in zone dichiarate da uno spesso fraseggio di segni sovrapposti. Altro aspetto importante e significativo dell’artista è costituito dalle sue ricerche plastiche ,apparentemente sembrerebbe impossibile tradurre in senso volumetrico una tipologia espressiva costruita prevalentemente sul colore e sul segno,eppure le sue sculture, pur mantenendo le caratteristiche tipiche dello stile di Bastari, aggiungono un altro tassello alla complessità del suo mondo artistico.In occasione della mostra è stato edito un accurato catalogo che documenta la storia artistica del pittore,corredato da contributi critici di Carlo Emanuele Bugatti, Stefano Schiavoni, Enzo Carli, Gabriele Tinti, Alfredo Pasolino, Maurizio Cesarini,la mostra prosegue fino al 2 dicembre 2006. |