Martedì, 18 Giugno 2013

Infarto: più a rischio chi lavora troppo

Di recente alcuni studiosi del CDI, il centro diagnostico italiano di Milano, hanno dimostrato che i classici fattori di rischio cardiovascolare (fumare, avere il diabete, il colesterolo o la pressione alta) spiegano solamente una piccola parte dei problemi cardiovascolari. Occorre considerare anche altri elementi come lo stress della vita quotidiana, i fattori emotivi, psicologici e sentimentali. Sin dagli anni ’50 è noto che gli individui con personalità di tipo A (competitività elevata, aggressività nei rapporti personali e psico-sociali, tendenza al controllo totale delle situazioni) hanno un rischio d’infarto e ictus molto più elevato. Lo stesso vale per coloro che hanno una personalità di tipo D (individui pessimisti con affettività negativa, inibizione sociale e grande difficoltà a manifestare apertamente le proprie emozioni). Ma rischio aumenta anche a seguito di eventi negativi (lutto, separazione, perdita del posto di lavoro).I ricercatori, guidati da Enzo Grossi, hanno quindi analizzato in dettaglio il rapporto tra eventi cardiovascolari maggiori (infarto, ictus) e lo stress lavorativo. Rischia di più l’infarto chi è sottoposto a una forte pressione lavorativa con un rilevante carico di lavoro, senza avere la possibilità di decidere quando e come svolgerlo e che non gode di supporto e collaborazione da parte dei colleghi. Conta anche la percezione soggettiva di quanto il lavoro viene riconosciuto, apprezzato e valorizzato dai colleghi. Ma esistono anche fattori protettivi, che riducono cioè il rischio d’ammalarsi. L’esercizio fisico costante, un moderato consumo di vino rosso, frutta e verdura fresche. Molte sostanze naturali riescono ad incidere anche sull’iper-colesterolemia. Basta cercare di assumere frutta secca (noci, nocciole, mandorle, pistacchi), soia e pompelmo rosso o giallo per vedere scendere i livelli di colesterolo nel sangue. Eppoi ci sono i fitosteroli, sostanze naturali presenti in piccole quantità nelle verdure che inibiscono l’assorbimento intestinale del colesterolo. Ma per essere efficaci bisogna assumerne almeno 2 grammi al giorno. Ci ha già pensato l’industria, lanciando sul mercato yogurt, latte e latticini arricchiti con fitosteroli, quel tanto che basta per ridurre i livelli di colesterolo ematico del 15-20%. Senza parlare di Pancor, il primo panino arricchito con fitosteroli, vitamina A ed E. Tre panini al giorno (contengono due grammi di fitosteroli) - non fanno miracoli ma riducono il colesterolo di un ulteriore 10-15%. Che bello ridurre il rischio cardiovascolare bevendo vino (in modiche quantità) e mangiando frutta e verdura. Misteri e magie della dieta mediterranea.

 

 

 

Scritto da Dott. Raniero Mancini

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