Ecco il messaggio che il tele imbonitore fa arrivare sulle nostre tavole, con l’ausilio dell’ennesimo spot che a confronto la strategia del terrore anti-terrorismo sembra uscita fuori dal pc della Pixar! Dimagrire, dimagrire, dimagrire… ecco l’input costante e martellante a cui veniamo sottoposti, un lavaggio del cervello paragonabile solo alla scena estrema di Alex in Arancia Meccanica, una pellicola che “casualmente” prende di mira lo stesso nemico da combattere: la società! Non c’è bisogno di consultare un medico per definire criminale la frase che viene sopra citata, ma occorre far luce e riflettere su quello che si sta trasformando in un’arma di disturbo di massa. 

I fattori da prendere in esame per analizzare da dove nasca e da dove sia nato il fenomeno sono molteplici. A partire dai modelli televisivi che ci vengono propinati, passando per il mondo della moda e parlando della superficialità delle menti di chi giudica le persone senza alcuna competenza e consapevolezza della possibile fragilità psicofisica di chi ascolta.
È sempre più difficile vedersi per come si è oggettivamente, senza trovare per forza difetti e soprattutto è sempre più arduo accettare se stessi. Viviamo in un’era di paradossi, di ipocrisie latenti: falsi moralisti che si scagliano contro quello stesso sistema che gli dà loro da mangiare, patetici indici accusatori puntati in nome degli ascolti e poi un mix di disinformazione irritante, di qualunquismo becero e soprattutto di finto interesse verso un problema che attanaglia migliaia di individui.

Questa società allo sbando, che passa sopra le sofferenze altrui pur di arricchirsi, deve essere fermata, o quantomeno rivista. Non si può continuare a confondere chi attraversa un momento drammatico di un’esistenza priva di razionalità e senso della realtà. Un’esistenza priva di piaceri, di quotidianità, di gioia, dove tutto viene scandito da un ordine prestabilito in base al proprio aspetto. Una vita trasformata in incubo, dal quale è impossibile svegliarsi con la sola forza di volontà. Si diventa schiavi di un immagine, di un’idea, anche solo di una parola. E in un attimo ogni certezza sprofonda verso un abisso dal quale è impossibile risalire senza un aiuto.

Ma è questa la società che abbiamo creato? 

Emn_RIPRODUZIONE RISERVATA

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