libro:sopra le nuvole non piove mai

Aneddoti di viaggio

per dare un senso alla vita

 

Nelle sale di aspetto degli aeroporti dove attendi che un incontro inatteso possa renderti la vita finalmente viva, mentre la tecnologia mette fuori gioco gli ultimi scampoli di umanità che ritrovi, invece, in luoghi lontanissimi.  Resti in fila al check-in del tuo smarrimento, ma che occasione per sentirsi uomini capaci ancora di sorprendersi e sulla scala mobile ritrovarsi a pensare che è bello vivere così…viaggiando.

Un libro di racconti di viaggio, ma si potrebbe anche definire un libro su di un’epoca precaria. Là dove la crisi non è solo occupazionale, ma anche, soprattutto, esistenziale, affettiva, etica, relazionale.  La realistica polaroid di un’umanità dismessa e sentimentalmente precaria, capace di accorgersi che “bisogna avere il coraggio di fermarsi e di rinunciare a tutto – fuorché all’Amore – e ricominciare da capo”. “Se vivi senza amore sei perso – sottolinea l’Autore, Roberto Rovaldi, senigalliese – l’Amore è come la nafta per il motore della macchina. Un corpo senza Anima. Senza saremmo già morti. Si può morire ogni giorno…ci sono molti modi per morire nel quotidiano. Molti sono già morti e non lo sanno. Ciò che fa la differenza fra vivere e sopravvivere (peggio morire) dipende da noi. Dobbiamo non smettere di sorprenderci. Lo stupore, la curiosità, ci sono d’aiuto. Impariamo ad usare i cinque sensi il più possibile. Ascoltare, osservare, toccare”

I viaggi, lo spostamento, il cuore in fuga e la testa che gira cullandosi in nuove situazioni, sono una necessità per l’Autore.

“Non ne posso fare a meno” risponde sicuro.

Ti fermerai?

Ho paura di doverlo fare. Soldi, tempo, malattia, vecchiaia sono grandi ostacoli. Quando non viaggio mi sento uno sfigato. Ogni lasciata è persa.

Sopra le nuvole non piove mai è il titolo della pubblicazione, che arriva dopo anni di esperienze di viaggio e di inchiostro buttato su carnet sparsi qua e là

Un libro tenuto sospeso in testa. E’ diventato poi un copia e incolla. Immagazzino tutto e poi libero. Certe volte devo fermare il cervello. Ho bisogno che i pensieri si sedimentino, si sommino. Poi, a casa, al computer espello e poi sistemo…

Edito da Marcelli Editore di Ancona. A Paolo (Marcelli ndr) Roberto ha fatto una dedica nel prologo e si è visto rispondere: “ho creduto in te prima che nel tuo lavoro, perché è mia ferma convinzione che non è solo un testo a fare di un autore un buon autore, quando questo non ha sufficiente anima per insaporire una emozione scritta”.

E di emozioni il libro ne è intriso spontaneamente, senza pretese artistiche alte, ci sono le gioie e le riflessioni, simpatici aneddoti, racconti a tinte vivaci e pensieri a tinte più fosche.

Parlando di sé Rovaldi dice “Mi ritengo una persona serena e felice, uno che ha imparato a guardare alla vita con estrema lucidità e che, francamente, non chiede molto per sé. Come direbbe Isabelle Allende “basta un po’ d’acqua calda che scende dal rubinetto”. Nel corso della mia vita ho avuto le più disparate esperienze, tutte piuttosto movimentate. Mi sono permesso il lusso di girare il mondo e sperimentare il mio modo di vedere la vita, confrontandomi con altre persone che, invece, vivevano in maniera completamente differente. Crescendo ho visto molte cose cambiare attorno a me, a volte purtroppo in peggio. Ho notato, soprattutto nelle persone che vivono in Occidente, una perdita di stimoli e di curiosità verso la vita stessa, verso le emozioni, la fantasia e la semplicità. Questo perché ormai si ha la tendenza ad eliminare il bambino che vive in noi, per sostituirlo con l’adulto che deve governare il mondo e gestire le emozioni. Sembra che sia severamente vietato godere delle piccole gioie perché si teme di essere additati come infantili. L’essere fanciulli, invece, è un aspetto della mia persona che io tenterò sempre di mantenere, nonostante il passare degli anni”.

Energico e positivo Sopra le nuvole è un Inno alla vita e alle sue meraviglie e continue scoperte. Pecca, forse, di troppo ottimismo? Schopenhauer scriveva che è una forma di ingenuità…

E allora viva l’ingenuità se ci fa essere migliori…ma attenzione posso anche essere molto triste. Uso l’ottimismo per combattere la mia tendenza alla tristezza…sono tutto e il contrario di tutto. Anche Leopardi, alle volte. La vita è nelle nostre mani, non va sprecata. Adesso, ora, io devo dare il meglio di me. Cogliere l’attimo. Ogni istante è il momento più importante della nostra vita.

Ma non c’è il rischio di un senso perenne di inquietudine per pretendere sempre il massimo da noi stessi?

E’ comunque dare un senso alle nostre esistenze. Posso essere anche inquieto, poi mi calmo con i viaggi e la lettura

Parigi, Sri Lanka, i fiordi norvegesi, in Giappone, Amantani, New York, Puerto Escondido fino ai confini del mondo con entusiasmo, resistenza, anche fisica e creatività. Il più bel viaggio?

Perù e Lo Sri Lanka dove sono accaduti miracoli. L’incontro con persone meravigliose. Spero di tornarci con dei progetti.

Un luogo ancora da raggiungere?

La serenità, In fondo cerco sempre quella. Molto difficile da far durare. Ci sono dei momenti. La tocchi, poi ti sfugge di mano.

Siamo come su di un tronco lungo le rapide, sempre in movimento e sulle sponde ci sono cose da prendere, sta a noi allungare la mano. Molte ci sfuggono, molte le afferriamo.

                                                                                                                                                              l.st.

 

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