Jonathan Franzen

Purity

Einaudi, 656 pagine

manipolazioni e paranoie

 

La protagonista del nuovo romanzo di Jonathan Franzen è una giovane laureata di nome Pip. Il suo nome completo, datole da una madre non del tutto sana di mente, è Purità. Pip non conosce il vero nome della madre e non sa chi sia suo padre, e questo senso di identità incerta alimenta la sua confusione generale. La struttura del romanzo segue lo stesso schema delle Correzioni e di Libertà: un personaggio occupa diverse scene per poi sparire, sostituito da un altro personaggio, e riemergere in un secondo momento. Il libro è scritto deliberatamente in una lingua colloquiale, informativa, dimessa. In altri termini, dipende più dalla storia che dallo stile. Insieme a Pip altri due personaggi dominano il romanzo: Andreas Wolf, complicato, carismatico, bello, originario della Germania Est, ora in Bolivia a dirigere il Sunlight project, una sorta di Wikileaks; e il serio e tranquillo Tom Aberrano, che gestisce un sito di giornalismo investigativo dalla sua casa di Denver. Ai tempi della caduta del muro di Berlino, Andreas e Tom si incontrano brevemente, ma abbastanza a lungo da condividere un segreto. Per una serie di coincidenze, Pip finisce per lavorare prima per Wolf e poi per Tom. Al centro del romanzo, tuttavia, c’è un omicidio, ed è questo delitto, e la necessità di coprirlo, ad animare tutta la narrazione. Passo dopo passo, capiamo che l’ignoranza di Pip circa l’identità del padre e il vero nome della madre la rende immensamente vulnerabile, soprattutto di fronte ad un Andreas Wolf sempre più paranoico. Purity è un libro di segreti, manipolazioni e menzogne. Come i precedenti due romanzi di Jonathan Franzen, mette in scena le difficili relazioni tra genitori e figli nell’America bianca e i danni che provocano, le tensioni nelle amicizie, e il modo in cui il tempo, la familiarità e i difetti umani lavorano per corrodere un matrimonio. Inoltre collega il mondo privato e domestico alle questioni pubbliche più pressanti. Purity è a suo modo un romanzo ambizioso, che tratta della maniera in cui viviamo nel mondo contemporaneo, ma nello stile traspare anche un senso di modestia, perché Franzen sembra determinato a non scrivere frasi cesellate che attirino un’eccessiva attenzione su di sé.

                                                                                                    Colm Toibin, The New York Times

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