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cambia la ricetta della mutua |
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Scritto da Dott. Raniero Mancini
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Da alcuni anni è in atto una rivoluzione silenziosa che riguarda le medicine e le modalità di prescrizione. Il Consiglio dei Ministri ha di recente approvato un decreto ove si prevede che, in caso di urgenza, il farmacista è autorizzato a fornire farmaci anche senza prescrizione.
Le condizioni e le regole entro le quali tutto ciò dovrà avvenire non sono ancora state specificate ma dovranno essere restrittive per evitare abusi, utilizzi impropri, e scoraggiare i farmaco-dipendenti che in Italia sono in continuo aumento. Prima di diventare legge il decreto avrà un iter abbastanza complesso dovendo passare alla Camera e Senato, sentito il parere della conferenza Stato–Regioni, Ordini dei medici e farmacisti. Ma se tutto andrà bene questa normativa entrerà in vigore entro fine anno.
Il secondo grande capitolo di questa rivoluzione silenziosa è costituita dall’ampliamento della prescrivibilità farmaceutica su ricetta rossa della mutua. Non sono più solo i medici di famiglia a prescrivere farmaci sulla ricetta rossa, ma a tutti i medici specialisti (dipendenti o convenzionati) dovranno imparare a utilizzare il ricettario rosso regionale. Questo significa che quando andate da uno specialista o siete dimessi da un reparto ospedaliero il medico ha l’obbligo di scrivere eventuali prescrizioni farmaceutiche sul ricettario rosso, e non deve spedirvi dal medico di famiglia per trascrivere le medicine. In tal modo si semplifica la vita a tante persone (malati, familiari, parenti, badanti), evitando inutili code dal medico di famiglia che peraltro -essendo un libero-professionista laureato- ha tutto il diritto, se lo ritieno opportuno, di rifiutare di trascrivere un farmaco suggerito da altri.
Il terzo grande capitolo è quello dei “farmaci generici”. Si tratta di prodotti in commercio da moltissimi anni, quindi ben collaudati in termini di efficacia ed effetti collaterali, ma il cui brevetto è ormai scaduto. Il che vuol dire che qualsiasi altra azienda, diversa dalla casa madre detentrice del brevetto, li può produrre a prezzi di mercato anche molto più bassi. Il vantaggio è duplice: minor costo del associato a maggior efficacia e sicurezza rispetto ad analoghi prodotti introdotti sul mercato più di recente e quindi meno sicuri. Anche se arrivati in ritardo rispetto ad altri paesi europei, i “farmaci generici” si stanno diffondendo ampiamente apportando grandi benefici in termini di appropriatezza prescrittiva e riduzione della spesa farmaceutica.
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