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Cancro al colon retto PDF Stampa E-mail
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Scritto da Raniero Mancini   
Dopo le campagne di prevenzione contro il tumore al seno (mammografia) e al collo dell’utero (Pap test), la regione Marche avvia lo screening dei tumori al colon-retto tramite la ricerca del sangue occulto nelle feci (Sof). L’obiettivo della campagna è quello di ridurre la mortalità per questo tipo di tumore identificando la malattia in una fase molto precoce, ma anche impedire che si sviluppino nuovi cancri del colon-retto asportando lesioni pre-tumorali e polipi durante l’esame endoscopico. Il cancro al colon retto è la seconda causa di morte per tumore, subito dopo il tumore del polmone nell’uomo e quello del seno nella donna. L’incidenza più elevata si registra nelle regioni del centro-nord rispetto a quelle meridionali. Nelle Marche, nel 2005, ha colpito 1250 persone (750 uomini e 500 donne) con un tasso standardizzato d’incidenza di 50 nuovi casi ogni 100mila abitanti e una mortalità annua di circa 20 decessi ogni 100mila abitanti. La fase sperimentale del progetto, iniziata a Fano (Ztl 3-Asur Marche), riguarda un campione di 3.700 persone d’età compresa tra 50 e 69 anni. Ognuno dei quali ha ricevuto  un plico dall’azienda sanitaria contenente la lettera d’invito (firmata anche dal medico di famiglia), il depliant informativo sulla prevenzione, il modulo per la protezione dei dati personali e per il consenso informato. Il flaconcino contenente il test per eseguire la ricerca del sangue occulto nelle feci (Sof) si ritira invece nella farmacia più vicina dove il farmacista spiegherà in dettaglio come effettuarlo. Una volta eseguito, il test va consegnato al laboratorio analisi più vicino. Se il test è negativo (assenza di sangue nelle feci) l’utente verrà richiamato ogni 2 anni; se positivo (presenza di sangue nelle feci) verrà invitato a sottoporsi a colonscopia all’ospedale di Fano. La fase sperimentale durerà fino a giugno 2007, durante il secondo semestre 2007 il programma sarà esteso a tutta la popolazione della regione. Il programma è gratuito, ma non è obbligatorio, anzi l’adesione allo screening deve essere  frutto di una scelta ben precisa e motivata. I sanitari che partecipano al progetto (medico di famiglia, gastroenterologo, farmacista, oncologo, chirurgo) sono disponibili di volta in volta, ognuno per le proprie competenze, a chiarire dubbi o eventuali perplessità. Chiedete al vostro medico di fiducia notizie dettagliate su questo progetto, saprà spiegarvi i passaggi procedurali e l’importanza di aderire. Per saperne di più esiste anche un  numero verde gratuito 800.710.977    
 
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