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Carboidrati e Depressione PDF Stampa E-mail
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Scritto da dott. Alessandro Pierini   
Se la depressione è uno dei mali moderni, una errata alimentazione tipica del nostro tempo è parzialmente responsabile dell’insorgenza di questo disturbo: infatti un eccesso di assunzione di carboidrati, sembra peggiorare questo disturbo. Una recente ricerca condotta da Timonen su 831 persone e pubblicata sul British Medical Journal, mette in evidenza appunto la relazione tra resistenza all’insulina e depressione. I ricercatori dell’Università di Oulu in Finlandia hanno così scoperto che nei soggetti che presentano insulino-resistenza, è più facile che si sviluppi la depressione. I soggetti diabetici di tipo 2 infatti avevano un valore di depressione di 6 (rilevato con la scala di depressione di Beck), mentre chi presentava una normale tolleranza agli zuccheri si fermava a 5. Non dimentichiamoci inoltre che l’insulino-resistenza è correlata anche con altre patologie come ipertensione, diabete e disturbi coronarici. La resistenza all’insulina è un’alterazione che riguarda le cellule del nostro organismo; dopo anni di abitudini alimentari errate e mancanza di attività fisica le nostre cellule captano, “sentono” molto meno l’insulina prodotta dal nostro corpo e il nostro corpo quindi ne deve produrre sempre di più. Conseguentemente una dieta ricca di zuccheri non fa altro che aumentare i livelli di questo ormone nel sangue e complicare ulteriormente questa patologia. Come combattere l’insulino-resistenza e le sue conseguenze, quindi anche la depressione? Naturalmente con l’attività fisica e una dieta adeguata, che porteranno anche ad una diminuzione del grasso corporeo. Dati epidemiologici, supportati da molte ricerche, affermano che l’accumulo di grasso nel tessuto muscolare rende le cellule maggiormente resistenti all’insulina, mentre un muscolo allenato, risponde meglio alle stimolazioni ormonali; questo è quanto è emerso da uno studio sperimentale compiuto su ratti obesi, dove è risultato che la sensibilità all’insulina aumenta attraverso la stimolazione del metabolismo dei grassi nei mitocondri. I soggetti sedentari prima di iniziare qualsiasi attività fisica devono effettuare una visita dal proprio medico curante e successivamente consultare personale specializzato in grado di consigliare il tipo di attività, la frequenza settimanale e l’intensità del programma di allenamento da seguire. Non dimentichiamoci infatti che è solamente grazie ad un tenore di vita equilibrato che l’umore rimarrà alto e l’efficienza fisica a livelli ottimali.
 
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