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Scritto da dott. Raniero Mancini
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Pagina 2 di 2 La mucosa dell’intestino contiene cento milioni di neuroni, ecco perché autorevoli scienziati paragonano il tubo digerente a un secondo cervello, che comunica costantemente, sia di notte che di giorno, con il midollo spinale e il cervello vero e proprio.
Ma la prova che intestino e cervello sono fortemente connessi viene anche dall’esperienza comune. A chi non è mai capitato di avere diarrea e problemi intestinali prima di un esame o quando si trova ad affrontare periodi stressanti? Diverso è il caso di chi lamenta dolori addominali continui che durano anche mesi, spesso associati a senso di gonfiore addominale, digestione difficile, bruciori. Siamo di fronte a una vera e propria condizione morbosa, la sindrome dell’intestino o del colon irritabile. Le cause del colon irritabile non sono ancora del tutto chiarite. Sono stati ipotizzati fattori scatenanti di tipo infettivo (virus, batteri), dietetico o legati allo stile di vita. Non dobbiamo tuttavia dimenticare che già nel secolo scorso questa condizione morbosa veniva inquadrata nel capitolo dei disturbi o malattie psicosomatiche. In realtà non esistono malattie totalmente organiche, né esistono malattie totalmente psicosomatiche, ma se partiamo dell’inscindibile unità corpo-mente e corpo-spirito, in ciascuna malattia esiste una quota di natura organica e una parte d’origine mentale. Il colon irritabile è una malattia in cui tipicamente lo sviluppo e la cronicizzazione sono influenzati da fattori emotivi, agenti stressanti, aree di conflitto psichico, stili di personalità. Che le cose stiano in questo modo lo dimostra anche il fatto che i tentativi di trattare il colon irritabile attraverso terapie farmacologiche o psicoterapie è destinato per lo più a fallire. L’approccio più attuale, basato sull’uso delle cosiddette medicine alternative (omeopatia, fitoterapia, yoga), colloqui e gruppi di auto-aiuto, hanno determinato una percentuale di successo sicuramente maggiore. Nonostante una medicina sempre più teconologica e articolata, sono finiti i tempi del corpo-macchina o del corpo-fatto-a-pezzi. Nel nuovo millennio è forse il caso di ripensare la questione e andare a studiare maggiormente le interconnessioni che esistono tra l’intestino, secondo cervello dell’organismo, e la mente umana. E’ lì che potremmo trovare con grandi probabilità una soluzione curativa del colon irritabile e di tutte le altre sindromi funzionali digestive.
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