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Scritto da Raniero Mancini
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Molti operatori sanitari si stanno progressivamente spostando all’interno dei centri commerciali.
E non si tratta solo di farmacisti, ottici, fisioterapisti, già presenti da tempo. Oggi anche psicologi e medici ci stanno facendo un pensierino. Come succede alla Coop di Milano ad esempio, dove ogni venerdì una psicologa è a disposizione dei clienti per sedute di un’ora totalmente gratuite riservate ai soci Coop. Al momento sono solo incontri preliminari atti ad inquadrare il problema e cercare di focalizzare alcune strategie elementari per affrontarlo. Non si effettua psicoterapia vera e propria. Si tratta spesso di problematiche con i figli o il partner. Se la psicologa capisce che la persona ha bisogno di maggior supporto la indirizza verso servizi ad hoc. E’ una sorta di punto d’ascolto di primo livello che però sicuramente apre nuove prospettive e nuove strade. Come quella intrapresa in Gran Bretagna, nazione cronicamente carente di medici di famiglia. Al fine di facilitare l’accesso ai servizi il governo ha pensato di aprire ambulatori medici all’interno dei supermercati nelle zone più disagiate e meno serviti dai medici di primo livello. L’idea non è per niente piaciuta all’ordine dei medici e al sindacato che vedono nel progetto l’anticamera della privatizzazione del sistema sanitario nazionale britannico. E in Italia? Non ci risultano casi del genere, ma è chiaro che se la liberalizzazione delle farmacie e del mercato farmaceutico dovesse estendersi al ritmo degli ultimi due anni la cosa sarebbe sicuramente praticabile. Molti colleghi (generalisti e specialisti) potrebbero scegliere di lavorare all’interno dei supermercati anche perché è economicamente più conveniente e consente di avere contatti con un maggior numero di clienti. Infatti in Italia, paese a più alta densità di sanitari nel mondo, c’è una certa difficoltà a trovare clienti o pazienti. Infatti molti medici, per poter sbarcare il lunario, devono dividersi tra più studi professionali sparsi su un territorio più o meno vasto, arrivando a percorrere ogni giorno moltissimi chilometri per spostarsi da uno studio all’altro. C’è poi un fattore di tipo strutturale e riguarda gli alti costi (d’apertura e di gestione) di un ambulatorio medico. Costi che diventano proibitivi se moltiplicati per 2 o 3 volte, quanti sono gli studi medici. Un gruppo di 5-6 sanitari potrebbe unirsi in un unico gruppo lavorando all’interno di supermercati garantendo il servizio per l’intera giornata e anche nei giorni festivi, ma al tempo stesso riducendo i costi di gestione. |