Eco Marche
Notizie
Home
Notizie
Cultura
Regione Marche
Cerca
Collegamenti web
News Feed
Contattaci
Fotografie delle Marche
Cartina delle Marche
Forum Community
Chat Marche
Mercatino Annunci
Ricette Marchigiane
WebCam Marchigiane
Archivio Eco
Diapositive Marchigiane
Video Marche
Affinità di Coppia
Amministratore
Articoli correlati
Frase del giorno
Frase del giorno:

cerca con Google!
link segnalati
Home arrow Notizie arrow Medicina arrow RUBRICA:MEDICINA E SALUTE/Meningiti infantili: vaccinarsi o no?
RUBRICA:MEDICINA E SALUTE/Meningiti infantili: vaccinarsi o no? PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 1
ScarsoOttimo 
Scritto da Dott. Raniero Mancini   

Quella delle meningi è un’infiammazione seria, anche se difficile è stimare la gravità della malattia al momento del suo esordio. E’ bene distinguere tra meningite virale o batterica. Le forme virali, le più frequenti, guariscono spontaneamente nel giro di una decina di giorni senza lasciar danni al sistema nervoso. 

Più complessa la situazione delle meningiti batteriche che, pur essendo meno frequenti di quelle virali, possono essere mortali in una certa percentuale di casi o lasciar danni neurologici permanenti.Tutto questo nonostante lo sviluppo di terapie antibiotiche di grande efficacia e la disponibilità di vaccini a spettro sempre più ampio. Sono circa una dozzina i batteri capaci di scatenare  l’infiammazione delle meningi ma i più importanti sono tre: Haemophilus Influenzae, Meningococco e Pneumococco. Anche se mancano studi precisi sull’incidenza reale di queste tre forme, stime del 2002 indicano che nella fascia d’età  da 0 a 4 anni, il Meningococco sia responsabile del 40% di tutte le meningiti batteriche, Pneumococco del 30%, Haemophilus Influenzae 5%, altri batteri 10%. Nel restante 15% dei casi non si è potuto isolare alcun batterio e la causa rimane sconosciuta. La bassa incidenza di meningite da Hemophilus è collegata al fatto che la vaccinazione, sicura ed efficace, è già stata introdotta da qualche anno assieme ai 4 vaccini obbligatori dell’infanzia (difterite, tetano, pertosse, epatite B) nella vaccinazione cosiddetta “esavalente”.      Poca informazione è stata fatta sui vaccini utili a proteggere da Pneumococco e Meningococco. Gran parte di quello che sappiamo su questi due vaccini deriva da fonti istituzionali (ministero della salute, assessorati regionali) o da campagne pubblicitarie sponsorizzate da case farmaceutiche. L’attendibilità di questo tipo di comunicazione è alta anche se permangono alcune lacune. Come quella di enfatizzare eccessivamente i benefici  e minimizzare  effetti indesiderati e costi economici (legati al prezzo dei  vaccini e  all’organizzazione della campagna vaccinale) al fine di massimizzare i profitti (aziende farmaceutiche) o la diffusione della vaccinazione (fonti istituzionali). Il risultato è quello di una grande confusione sia per le famiglie che tra gli addetti ai lavori. Un esempio? Quello del vaccino antipneumococcico, che in farmacia costa tra  70 e 80 euro. In alcune regioni (come il Veneto) viene somministrato gratuitamente e con offerta attiva a tutti i nuovi nati, anche fuori delle categorie a rischio, in altre è a totale carico delle famiglie che decidono di sottoporre i bimbi a vaccinazione, in altre ancora (come prevede il piano nazionale vaccini) vengono vaccinati gratuitamente solamente  i bimbi ad alto rischio di setticemia e meningite a cause delle ridotte difese immunitarie.  

 
< Prec.