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RUBRICA:MEDICINA E SALUTE/SovraDiagnosi: un nuovo costo per la sanità PDF Stampa E-mail
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Scritto da Dott. Raniero Mancini   
La diagnosi e la metodologia medica stanno cambiando. Oggi la diagnosi è preclinica, cioè va fatta prima dell’avvento dei sintomi e segni clinici della malattia. Questo permette di trasformare in “paziente” ogni persona che abbia esami alterati (colesterolo, glicemia,  mutazione del DNA) senza che lamenti alcun sintomo o malessere soggettivo.
Poco si dice sull’efficacia della medicina preventiva (quanto si riduce, se si riduce, la mortalità con quel dato screening - quanto migliora, se migliora, la qualità della vita?) e sui costi (quante risorse pubbliche vengono impiegate nel nostro Paese?). Quasi ignorati sono gli effetti collaterali delle procedure di screening e diagnostiche in generale che cominciano a preoccupare seriamente non solo i medici, ma tutti gli operatori della salute.    Uno di questi è la sovradiagnosi che consiste nel riconoscimento di condizioni patologiche che non avrebbero mai portato conseguenze sulla salute come la diagnosi precoce di tumori non evolutivi o che non si sarebbero mai manifestati nel corso della vita (non pericolosi per la vita). Di recente alcuni medici hanno provato a calcolare il tasso di sovradiagnosi sottoponendo al test diagnostico determinate popolazioni. In altre parole quando una persona viene sottoposta ad un test diagnostico di screening quante probabilità esistono  che rappresenti una sovradiagnosi? Il tasso è risultato del  25 per cento per i tumori della mammella (1 tumore su 4 è non evolutivo) e fino al 70 per cento per i tumori maligni della prostata (2 tumori su 3 sono non evolutivi). Purtroppo la scienza non dispone ancora di esami in grado di differenziare un tumore maligno (della mammella o prostatico) che sia aggressivo e potenzialmente mortale da un analogo tumore non progressivo e non evolutivo, che starà lì buono ancora chissà per quanti anni, e non costituirà mai un reale pericolo di vita. La sovradiagnosi è quindi seguita invariabilmente da un sovratrattamento. Sia i tumori con andamento aggressivo (clinicamente rilevanti) sia quelli non evolutivi saranno trattati alla stessa maniera (in genere con l’intervento chirurgico e terapia farmacologica), che ovviamente risulterà del tutto inutile nel gruppo dei non evolutivi (1 tumore della mammella su 4 e 2 tumori prostatici su 3). Con tutti i rischi annessi al tipo di intervento effettuato. Di questo noi medici e voi lettori dovremmo essere consapevoli in modo da favorire un impiego più critico degli innumerevoli strumenti diagnostici che abbiamo oggi a disposizione.
 
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