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Vino Rosso:mantiene giovani cuore e cervello PDF Stampa E-mail
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Scritto da dott. Raniero Mancini   
In certe zone della Francia meridionale dove le abitudini alimentari non sono particolarmente salutari, anzi la dieta è ricca di grassi animali, carne e formaggi stagionati, la mortalità per malattie cardiovascolari è più bassa rispetto ad altre zone dove le abitudini alimentari sono più salutari. I medici lo sanno da 50 anni e l’hanno chiamato il “paradosso francese” per sottolineare la stranezza della cosa. La spiegazione, avanzata sin dall’inizio, sta nel fatto che in quelle zone si beve vino rosso ai pasti. Ma per quale motivo una dieta aterogena ricca di grassi animali e povera di frutta e verdura si associa a una minor mortalità? Nel 2006 l’American Hearth Association –prestigiosa associazione dei cardiologi americani- ha dedicato un’intera sessione del suo congresso annuale per cercare di rispondere al quesito. Si è visto che il vino rosso contiene tre composti fenolici (resveratrolo, acido caffeico, catechine) che anche a bassissime dosi sono in grado di diminuire la produzione di citochine proinfiammatorie, l’aggragazione piastrinica e la formazione della placca aterogena, proteggendo cuore e reni dai danni ischemici. L’effetto cardioprotettore e nefroprotettore, che è stato anche ufficialmente riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sembra essere duraturo dal momento che questi composti possono accumularsi elettivamente in alcuni organi come il cuore, il fegato e il polmone da dove poi passano nella circolazione ematica. Il vino, in modiche quantità, può contrastare anche l’evoluzione verso la demenza di anziani già affetti da lievi deficit cognitivi e di memoria. Un gruppo di medici italiani (Solfrizzi e collaboratori) ha preso in esame le abitudini alimentari e l’uso di bevande alcoliche in un gruppo di 1445 anziani di età compresa tra 65 e 84 anni affetti da una lieve alterazione delle funzioni cognitive (una sorta di pre-demenza). I bevitori moderati (meno di un bicchiere al giorno) avevano un rischio di peggiorare verso la demenza conclamata più basso rispetto a quello degli astemi se monitorati per 3 o 4 anni. Ma tutto dipende dalla quantità. L’abuso ha un’effetto decisamente nocivo per la salute e il benessere generale, è responsabile di gravi malattie, tumori dell’apparato digerente, danni al fegato, al cervello e ai nervi periferici. Solo una dose ottimale moderata è in grado di proteggere cuore, rene e cervello. Dose ottimale che dipende da molte variabili come il sesso, l’età e le modalità di assunzione della bevanda rispetto ai pasti. Le donne i teenager lo tollerano meno. Gli uomini di mezza età di più, ma dovrebbero comunque mantenersi al di sotto dei due bicchieri di vino al giorno. Per le donne un bicchiere. A queste dosi ottimali il vino ha effetti assolutamente positivi sulla digestione, migliora la circolazione del sangue, protegge il cuore dagli eventi ischemici e mantiene giovane anche il cervello.
 
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