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Scritto da Maria Antonia Martines
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Equiseto – Equisetum arvense l., coda cavallina o rasperellaQuesta pianta è diffusa in tutto il mondo ed è molto comune in Italia; cresce in luoghi umidi, su terreni pietrosi, sabbiosi o argillosi, ha fusti articolati e ramificati, fino a 60 cm. con varie scanalature e foglie palmate che ricordano un pino in miniatura.
Il suo utilizzo è citato in antichissimi trattati di medicina; i suoi antenati erano alberi giganteschi che formavano foreste palustri nel Carbonifero superiore; il nome deriva dal latino equi = cavallo e seta = crine ovviamente per la sua somiglianza con la coda del cavallo. Per le preparazioni si utilizza solo la pianta, fresca o secca.Contiene tra gli altri, due flavonoidi, la quercetina e il kaempferol ma anche calcio, potassio, fitosterolo, vitamina C ed è in particolare ricco di minerali e silice, dal 5 al 10%. E’ così in grado di stimolare la sintesi del collagene dei tessuti ossei e connettivi favorendo la ricostruzione delle cartilagini, la saldatura delle fratture con beneficio sia per la mobilità sia per la formazione del callo osseo. Ha un’azione protettiva e migliorativa sull’elasticità dei tendini durante gli sforzi sportivi Quindi come rimineralizzante è utile nei dolori articolari, nelle fratture nelle carie dentali. Ha anche proprietà diuretiche e depurative, astringenti, antisettiche e antiemorragiche. Il succo ha proprietà emopoietiche in pratica stimola la produzione dei globuli rossi e bianchi utile in caso d’infezioni e malattie croniche.Come sempre consultate il vostro medico prima d’ogni iniziativa personale o suggerita. |