| Domani è già marzo |
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| Scritto da Paolo Volponi | |
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da “L’appennino contadino” di Paolo Volponi estrapoliamo "Domani è già Marzo"Paolo Volponi (Urbino, 6 febbraio 1924 – Ancona, 23 agosto 1994) è stato uno scrittore, poeta e narratore tra i più grandi in Italia, un orgoglio per la nostra regione.
Domani è già marzo e la strada scopre tra i frutteti il petto della contrada. A marzo il contadino riordina gli attrezzi e libera i confini. A marzo i contadini scendono verso i paesi; si fermano nelle piazze mercatali davanti alle osterie, ai forni, ai falegnami che odorano sotto i portali di pietra fiorita, davanti ai negozi di ferramenta, davanti a tutti gli spacci con un sentore d’acqua muffita. I vecchi si fermano alle porte; i giovani salgono le vie cittadine. Ormai li mischia aprile, mese senza paura, e salgono insieme i mezzadri e i garzoni, i mietitori, i braccianti, i legnaioli, i muratori di campagna, gli innestatori, gli scavatori di pozzi e di vigna, i cercatori d’acqua e i cacciatori. Il giorno nella città non ho paura, stretto tra le mura è sempre luminoso, e sempre vive di qualche cosa, ora per ora; preso alla mattina presto nei mercati, nella profonda luce che rispecchiano le facciate nobiliari o i porticati; guidato per le vie al suono del selciati sino ai vertici gentili dei rioni; alzato a mezzogiorno in fronte alle chiese su tutte le piazze, una sopra l’altra, di mattone o di pietra, non è vinto dalla foglia incerta, non predato dalle fratte di spini, non morto nella morte degli insetti; non arato, seminato, sarchiato, faticato ora per ora, dalla mattina alla sera. Il giorno gira nella città il suo dolce sole, muove il ventaglio alto delle nubi, e chiama dal mare l’amorosa luce serale che si stende su tutte le terrazze, sui giardini pensili, sull'arcate dalle quali soffia l’Appennino. Si congiunge alla notte per le strade, quando vicino s’odono risate di ragazze verso i torrioni e voci da tutti i portoni. |
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