L’ansia è uno stato emotivo spiacevole accompagnato da un senso di oppressione, da eccitazione e dal timore di un male futuro la cui caratteristica principale è la scomparsa o la diminuzione del controllo volontario e razionale della personalità
È un’emozione molto simile alla paura, ma senza una causa evidente, infatti, mentre nella paura, avvertiamo una tensione per una causa che riusciamo ad identificare, l’ansia è basata su sensazioni non identificabili (sento che succederà qualcosa, ma non so che cosa). Come si manifesta l’ansia? Generalmente ci sono due modalità, una avviene attraverso le espressioni corporee che nell’ansia sono simili alla paura, ma meno accentuate, per esempio, occhi sgranati e muscolatura del viso e del corpo in tensione. L’altra modalità avviene attraverso comportamenti atti a lenire l’ansia (es. telefonate continue, agiti di controllo su di sé o sull’altro). Si possono distinguere diversi livelli, o sistemi di risposta, attraverso i quali si manifesta l’ansia e ogni altra emozione; essi sono: quello psicologico, fisiologico, cognitivo e comportamentale. Per la persona che prova forte ansia, le esperienze di tipo psicologico, generalmente, possono essere costituite da uno stato di tensione continua che assorbe le energie psichiche del soggetto, da una visione pessimistica delle proprie situazioni e di quelle dei propri cari e da una situazione lavorativa, o di vita, vissuta come fortemente faticosa (in realtà, ci si sente quasi sempre stanchi).Riguardo al sistema fisiologico, si può andare da un respiro difficoltoso ed ansimante al sonno agitato e non ristoratore, dalle palpitazioni cardiache all’abbondante sudorazione, dai sensi di vertigine ai disturbi digestivi. Queste manifestazioni sono tanto più evidenti e fastidiose, quanto l’ansia è forte. A livello cognitivo, l’ansia sembra causare un restringimento del campo di attenzione e una grande difficoltà di concentrazione. Le persone ansiose dicono in genere di essere “bloccate”, di non riuscire a pensare. In realtà, pensano a tutta velocità, ma pensano soltanto a ciò che sta causando ansietà. Inoltre, spesso gli individui ansiosi sopravvalutano il potenziale pericoloso degli eventi e sottovalutano la loro capacità di farvi fronte. Quanto appena espresso si riversa sul comportamento della persona traducendosi in una serie di azioni atte a lenire questa emozione vissuta, quando eccessiva, come fortemente oppressiva e limitante. A livello comportamentale, infatti, si potranno riscontrare da un lato comportamenti adattivi di evitamento e fuga dalle situazioni che producono forte ansia, per esempio si eviteranno viaggi troppo lunghi in auto, le autostrade, i ristoranti troppo affollati, si “fuggirà” da situazioni dove ci si sente, per esempio, esaminati o in pericolo. Dall’altro lato si attueranno una serie di comportamenti per controllare che ogni cosa sia a posto, come assicurarsi che rubinetti e porte siano ben chiusi, magari tornando indietro per accertarsene più volte, riguardare documenti di lavoro dopo averli già controllati per verificare di non aver fatto errori, telefonare o farsi telefonare dalla persona cara più volte per essere sicuri che stia bene.Cosa possiamo fare? Innanzitutto è molto importante osservarsi, rendersi conto che si sta vivendo un disagio più o meno forte e valutare quali sono le ripercussioni sul nostro vivere quotidiano. Se percepiamo un’ansia moderata, probabilmente stiamo vivendo un periodo molto intenso quindi sarà il caso di allentare qualche impegno o di comprendere se tra gli impegni che abbiamo preso ce n’è qualcuno che ci crea più tensione di altri. Nel caso in cui non possiamo diminuire i nostri impegni possiamo imparare a rilassarci per allentare lo stato di tensione e permettere di ridurre i sintomi, senza bisogno di ricorrere a comportamenti adattivi. Quando, invece, lo stato di tensione ci comporta un forte malessere, di solito ci accorgiamo perché i comportamenti che attuiamo per lenire l’ansia o per controllare le situazioni ostacolano o rendono più difficile il nostro vivere quotidiano, è bene consultare un professionista perché continuare pensando che tanto passerà non ci sarà affatto di aiuto.
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