Eco Marche
Notizie
Home
Notizie
Cultura
Regione Marche
Cerca
Collegamenti web
News Feed
Contattaci
Fotografie delle Marche
Cartina delle Marche
Forum Community
Chat Marche
Mercatino Annunci
Ricette Marchigiane
WebCam Marchigiane
Archivio Eco
Diapositive Marchigiane
Video Marche
Affinità di Coppia
Amministratore
Articoli correlati
Frase del giorno
Frase del giorno:

cerca con Google!
link segnalati

Tempo in Città


Scopri il tempo per la tua città per la giornata di oggi e le prossime cartina meteo Marche

Lavoro Marche

tipo di lavoro:
città: Cerca il lavoro o l'opportunità per te tra le migliaia di offerte di lavori del database.
 

Chi è online

Immagine casuale

Home arrow Regione Marche arrow Regione Marche arrow PARLAMENTARI MARCHIGIANI SUI COMUNI SEDI DI IMPIANTI DI RAFFINAZIONE
PARLAMENTARI MARCHIGIANI SUI COMUNI SEDI DI IMPIANTI DI RAFFINAZIONE PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
ScarsoOttimo 
Scritto da settpre Politiche Istituzionali   

 

Soddisfazione è stata espressa dagli amministratori falconaresi per la decisione assunta sabato 18 dal Governo di fare proprio l’ordine del giorno, presentato dai parlamentari Maderloni, Vannucci, Andrea Ricci, Cesini, Galeazzi, Morri, Attili, Lomaglio, Misuraca, Marinello, con il quale si impegna il Governo ad adottare ogni utile iniziativa volta a dare attuazione all’art. 113 della Finanziaria 2003 che prevede a favore degli enti locali sedi di impianti di produzione e di stoccaggio una compartecipazione ai tributi erariali con finalità ambientali che queste aziende versano allo Stato, o, comunque, a individuare misure alternative che consentano alle amministrazioni locali di rispondere alle esigenze della cittadinanza e alla salvaguardia del territorio. Come è stato più volte ricordato il territorio dei sedici Comuni italiani AUGUSTA (SR), BUSALLA (GE), CREMONA, FALCONARA MARITTIMA (AN), GELA (CL), LIVORNO, MANTOVA, MILAZZO (ME), PANTANO-ROMA, PORTO MARGHERA-VENEZIA, PRIOLO GARGALLO (SR), RAVENNA, SANNAZZARO (PV), SARROCH (CA), TARANTO, TRECATE (NO), sedi di impianti di raffinazione, per il ruolo strategico svolto nei piani del settore energetico nazionale, nel corso degli anni è stato interessato da interventi che hanno prodotto un degrado ambientale e causato numerosi problemi. Le raffinerie italiane attualmente in esercizio assicurano la copertura di oltre il 48% del fabbisogno energetico del Paese. Problemi che le Amministrazioni Comunali sedi di impianti di raffinazione da sole non sono in grado di  risolvere. La portata di tali problemi e i consistenti impegni, anche finanziari, necessari per affrontarli positivamente, richiedono, per il ruolo di servizio che viene svolto nell’interesse più generale, anche l’intervento dello Stato. Con questa consapevolezza nella Finanziaria 2001, all’art. 113, era previsto a favore degli enti locali sedi di impianti di produzione e di stoccaggio di prodotti assoggettati a tributi erariali con finalità ambientali una compartecipazione a questi tributi.Il Governo entro 180 giorni dall’entrata in vigore della Finanziaria 2001 avrebbe dovuto definire, d’intesa con la Conferenza unificata (Stato, Regioni, Autonomie Locali), l’entità delle compartecipazioni ai citati tributi erariali a favore degli enti locali interessati ed adottare le conseguenti iniziative, anche legislative, di propria competenza.Nonostante le ripetute sollecitazioni che nel corso di questi 5 anni ha svolto il “Coordinamento dei Comuni sedi impianti di raffinazione”, promosso nel 2002 in collaborazione con Legautonomie Marche dal Comune di Falconara,  nessuna proposta è stata presentata dai vari Ministri dell’Economia che si sono succeduti alla Conferenza unificata.Purtroppo la legislatura si era conclusa senza dare attuazione a questa norma di legge.Nelle settimane scorse Riccardo Recanatini, sindaco del Comune di Falconara e Roberto Piccinini vicesindaco nonché direttore della Lega della Autonomie Locali, responsabili del Coordinamento Nazionale Comuni Sedi di Impianto di Raffinazione avevano sensibilizzato i Parlamentari affinché il Governo onorasse gli impegni che il Parlamento aveva assunto nei confronti di queste località, facendo predisporre nei tempi più brevi possibili una proposta da sottoporre alla Conferenza unificata dando finalmente attuazione a queste norme. La decisione assunta dal Governo è un primo ed importante risultato, anche in considerazione che nei giorni scorsi sembrava prevalere un orientamento di indisponibilità. A fronte di questo primo risultato il Comune di Falconara e gli altri comuni interessati non intendono abbassare la guardia, continuando ad impegnarsi fino a quando la Conferenza Unificata non avrà definito l’entità delle compartecipazioni. Pertanto continueranno a svolgere attività di sensibilizzazione nei confronti di quei soggetti che sono chiamati ad assumere le varie decisioni.                    p. Legautonomie Marche                                                                p. il coordinamento                     Roberto Piccinini                                                                     Riccardo Recanatini         Direttore Legautonomie Marche                                       Sindaco del Comune di Falconara Marittima                                  FINANZIARIA 2001  Capo XVII  INTERVENTI IN MATERIA AMBIENTALEArt. 113. (Compartecipazione degli enti locali ai tributi erariali con finalità ambientale)1.      Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo definisce, d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, le compartecipazioni ai tributi erariali con finalità ambientale da parte degli enti locali sedi di impianti di produzione e di stoccaggio di prodotti assoggettati ai suddetti tributi, e adotta le conseguenti iniziative, anche legislative, di propria competenza.2.       l’entità delle compartecipazioni è commisurata agli oneri degli enti locali interessati, necessari per la gestione del territorio compatibile con la utilizzazione industriale.3.       Le entrate degli enti locali derivanti dalle compartecipazioni non hanno carattere di compensazione del rischio ambientale e sanitario, e sono utilizzabili per programmi di salvaguardia e di sviluppo ecocompatibile del territorio. Sono fatti salvi tutti gli obblighi di protezione della salute e dell’ambiente e di rispetto della sicurezza, posti a carico delle aziende.

 

 
< Prec.   Pros. >