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turismo rurale/DURA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI PDF Stampa E-mail
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Scritto da laetitia   
Nuovi fermenti di protesta dal mondo agricolo verso la Giunta Regionale Spacca, dopo le manifestazioni della Coldiretti sui gravi ritardi nei pagamenti di alcuni investimenti agricoli: è la volta delle aziende medio-piccole e degli operatori biologici contro la gestione  politica del settore  e  l’indirizzo molto selettivo e penalizzante, del nuovo Piano di Sviluppo Rurale PSR 2007/2013, in corso di elaborazione e di ormai prossimo invio a Bruxelles. Il grave malessere deriva anche dalla difficile crisi di transizione dell’agricoltura marchigiana, che da recenti dati Istat fotografa una situazione allarmante: è sparita una azienda su due, riduzione del valore lordo vendibile del 10%,vistoso calo delle superficie coltivate e degli addetti con fenomeni di abbandono, crollo della zootecnica e delle colture foraggere  con flessione della cerealicoltura, PIL agricolo a -5%, aziende esposte a crescenti  indebitamenti bancari,ecc.Lo stato di mobilitazione della categoria,indetto dalla Associazioni Biologiche AMAB e Terra Sana nonché dal COPRAMATUR di Senigallia, è culminato  in una riuscita Manifestazione Pubblica presso il Palazzo della Regione nella mattinata del 15 gennaio,con la folta partecipazione di numerosi agricoltori provenienti da tutte le parti della regione. Il Coordinamento  Reg. per lo Sviluppo della Multifunzionalità e Turismo Rurale- COPRAMATUR in un comunicato, riferisce che i motivi della protesta vanno ricercati in  sintesi “ nella cattiva gestione dei Fondi comunitari del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2000/2006 con pesanti trascinamento di impegni non assolti  nel PSR 2007/2013,peraltro viziato da alcuni errori di impostazione non condivisi da gran parte delle Organizzazioni Professionali Agricole (OO.PP.AA.) e dalle Associazioni di coltivatori per discutibili scelte nonché per l’assenza di una strategia di medio periodo, la cui Bozza peraltro sottoposta ad un primo esame ai funzionari della CEE pare  ne sia stata consigliata la modifica in alcune parti.Gli agricoltori denunciano la burocratica e deficiente gestione ammistrativa dell’Ente,che ha comportato gravose incombenze aggiuntive ripetute, con gravi ritardi nei pagamenti e conseguente esposizione bancaria, utilizzo parziale dei fondi comunitari( in ordine del90%, superiore solo alle Regioni Molise e della Sicilia) e la mancanza di garanzie  sui  benefici per l’anno in corso e relative incertezze  sulle scelte colturali. Nel settore dell’agricoltura biologica, si registra l’incongruenza più incomprensibile –prosegue il comunicato- nel momento in cui la CEE approva e finanzia il Piano Regionale della Zootecnia  compreso il rilancio di quella Bio, il Documento  esclude dagli aiuti alcuni importanti colture  (foraggere,industriali, leguminose,ecc.) con valenza ambientale e di rotazione colturale, oltre a normative burocratiche  troppo rigide,che potrebbero arretrare il valore strategico raggiunto dal settore con una crescita negli ultimi  anni di oltre il  26%, in controtendenza rispetto  altre Regioni  . Il rischio concreto è il ritorno alle tecniche tradizionali  basate su concimazioni chimiche spinte di numerose aziende e conseguente riavvelenamento di altro territorio agricolo e delle peraltro inaridite falde acquifere, dopo che i cittadini delle Marche hanno rifiutato gli OGM e manifestano sempre più interesse alla qualità locale,anche certificata, dei prodotti agro-alimentari. Il COPRAMATUR informa inoltre di aver inviato alla Regione delle Marche, un pacchetto articolato di proposte modificative della Bozza PSR, al fine di correggere criteri  generali di  forte selettività  basati sugli  aspetti dimensionali delle aziende e sulle zonizzazioni in aree rurali su parametri anche statistici  peraltro di dubbia comparatività,che potrebbero favorire rispettivamente le grandi aziende a scapito della maggioranza delle medio-piccole(oltre l’85%) orientate verso la qualità, nonché le zone interne(che hanno beneficiato di ingenti risorse anche da altri Fondi comunitari) nei confronti delle altre aree,che presentano analoghi fenomeni di debolezza e di bisogni, diffusi in tutto il territorio. Il Documento PSR-prosegue il comunicato- non tiene conto della frammentazione produttiva delle superfici aziendali(media SAU 7,6 in linea con quella nazionale, ma con oltre il 54% di aziende sui 3 ha) oltre alla senilità degli operatori ( 48% oltre 65 anni), per cui puntare sugli aiuti alle macro-aziende(appena il 10%) ed alla meccanizzazione e tecnologia chimica spinta, nel tentativo improbabile di vincere sul fronte quantitativo le sfide internazionali, potrebbe rivelarsi dispersivo di risorse. Il COPRAMATUR rivendica maggiore attenzione al tessuto portante delle medio-piccole  aziende,che vanno aiutate a riconventirsi, al riparo della concorrenza, puntando su produzioni diversificate ed innovative anche no-food(colture agro-energetiche,bio-plastica,ecc.) attraverso la multifunzionalità e pluriattività aziendale (agriturismi anche biologici, artigianato rurale, fattorie didattiche,ecc.) oltre che sulle produzioni  di tipicità legate al territorio,sulle nicchie di eccellenza,sul biologico,ecc. Vengono ritenute inoltre insufficienti le risorse previste per l’ importante ruolo di manutentori e custodi dell’ambiente e del paesaggio agrario. Il COPRAMATUR-conclude il comunicato-rivolge un appello alle forze politiche ed alla Regione Marche per trovare risorse aggiuntive anche interne  all’insufficiente Fondo PSR 2007/2013,come peraltro fatto da altre Regioni, anche per far fronte al grave fuori-bilancio di onerosi impegni non soddisfatti nel precedente PSR, al fine di evitare “una guerra tra poveri” e cogliere forse l’ultima occasione per uscire dalla grave crisi e nell’invitare ad una maggiore unità dei Sindacati Agricoli a cui aderisce per una urgente modifica dellaBozza PSR,preannuncia  il ricorso ad ogni azione ordinaria e straordinaria anche in sede  internazionale a tutela dei diritti e legittime aspettative della categoria”    RIAMMISSIONE  DI SENIGALLIA AGLI AIUTI:NUOVE OPPORTUNITA’ RILANCIO  TURISMO RURALE Nei giorni precedenti la Manifestazione i dirigenti del COPRAMATUR Alberto Bruschi (nella foto) e Fausto Maroni, hanno avuto incontri con i Capigruppo di alcuni partiti, i Responsabili delle competenti Commissioni  Consiliari, lo stesso Presidente del Consiglio Regione Marche  Bucciarelli nonché Assessore Provinciale all’Agricoltura Carla Virili, ai quali è stata rappresentata la preoccupazione per l’ipotesi di esclusione dagli aiuti per le attività relative al III° Asse(Diversificazione aziendale: aumento ricettività e/o ristorazione per nuovi agriturismi fattorie didattiche, colture di bio-masse per filiere agro-energetiche,ecc.)  nei comprensori rurali della fascia costiera compreso Senigallia. E’stata illustrata la grave crisi del settore agro-alimentare(chiusura ex- SCAC, fallimento  di alcune cooperative agricole di servizio e vitivinicole,ecc.) e di quello manifatturiero in generale con indici di disoccupazione doppi(8%) della media regionale,che sta investendo il territorio Senigalliese con riflessi anche sull’economia agricola,il cui preoccupato grido d’allarme è stato lanciato di recente dai Segretari Zonali CISL e CGIL sulla stampa locale. Per tale situazione di crisi comprensoriale vale la pena di tentare la richiesta per Senigallia, uscita anche dal regime di phashing out Ob.2, l’assegnazione dei benefici dell’Asse IV°(Approccio Leader) come 6° GAL- Gruppo Azione Locale , per forme di animazione economica miste privato-pubblico verso l’entroterra (progetti integrati multisettoriali), valorizzando l’esperienza ed il ruolo di guida come Capofila del STL Sistema Turistico Locale. Nell’incontro dei Coordinatori Regionali delle sigle partecipanti  alla Manifestazione (AMAB, TERRA SANA, COPRAMATUR,LICAM) nella stessa mattinata con la Giunta Regionale,guidata  dal Presidente Spacca e dall’Assessore Agricoltura Petrini, sono state date assicurazioni riguardo alla ripresa dei pagamenti arretrati,sullo snellimento procedurale e sul potenziamento della struttura amministrativa. Da un intervento specifico di Bruschi, l’Assessore Petrini ha riferito che nella ristesura del nuovo PSR , da sottoporre all’esame di tutte le OO.PP.AA prevale l’orientamento all’ abolizione  delle zonizzazioni e l’attenuazione di alcuni criteri di accesso agli aiuti, rendendo quindi   finanziabili tutte le attività legate  alla multifunzionalità (turismoed artigianato rurale, servizi didattici e culturali,  agro-energia,ecc.) in tutte le aree rurali anche della fascia medio-bassa collinare litoranea. La riammissione di Senigallia  può rappresentare una opportunità da non perdere per il miglioramento e l’ampliamento agrituristico (alcune dei quali obsoleti e poco attrattivi rispetto a quelli delle zone interne  per politiche locali più restrittive ) recependo  ad esempio nel nuovo Regolamento Edilizio  Comunale in corso di preparazione ed in altri strumenti edilizi, le disposizioni più snelle e favorevoli in materia  urbanistica ed igienico-sanitaria previste dalla legge regionale sull’agriturismo n°3/02 e dalla legge-quadro nazionale(aumenti di volumetria, dotazione strutture leggere anche in legno per servizi dimensionati  all’attività agricola,ecc.), anche come valorizzazione del rilevante patrimonio di vecchie case coloniche, parte delle quali in rovina. Il COPRAMATUR rivolge un appello al Comune di Senigallia a  favorire per quanto di competenza questa forse ultima occasione di fruizione di benefici comunitari,tenuto conto che minori ostacoli burocratici anche a livello comunale avrebbero consentito un maggior utilizzo  dei testè cessati aiuti CEE dell’Obiettivo 2 e della collegata L.488/92, il cui Bilancio pur apprezzabile per le ristrutturazioni di alcuni Edifici Comunali, risulta deficitario per il settore produttivo privato in quanto ad esempio non è stato adeguatamente sfruttato per l’ammordenamento di gran parte dell’obsoleto apparato delle strutture ricettive. E’ appena il caso di citare i vantaggi di tali operazioni per Senigallia: offerta di un pacchetto turistico  completo ed integrato anche di un turismo rurale rinnovato comprensivo dell’offerta di  prodotti enogastronomici ed ambientali di qualità, nonché presenza di noti chef a livello internazionale  da indirizzare anche verso le specialità e tipicità agro-alimentari locali ,ecc; inserimento di una moderna rete di agriturismi e fattorie didattiche nel circuito storico culturale “Terre del Duca” ed altre iniziative, in grado di attrarre un interessante target di clientela anche straniera e conseguente rivitalizzazione dell’agricoltura collinare senigalliese. Non vanno sottovalutate le potenzialità anche occupazionali provenienti dalle Fattorie Didattiche, purchè inserite in aziende bio-agrituristiche, per  il ruolo educativo di conoscenza a favore delle scolaresche sulla qualità e sicurezza alimentare e come vetrina dei prodotti agro-tipici delle aziende biologiche,purchè inserite in una precisa Convenzione con la Dirigenza Scolastica e con la normazione da parte della Regione Marche sulle esatte competenze  anche nei confronti dei più organizzati e finanziati C.E.A.( Centri di Educazione e di Esperienza Ambientali), tenuto conto che le tecniche di  coltivazione, la civiltà contadina ed il contesto eco-ambientale connesso, devono essere  di competenza esclusiva delle Fattorie Didattiche. Riguardo alla possibilità di riammissione agli aiuti CEE del comprensorio rurale di Senigallia, ci sono buone possibilità di successo stante le assicurazioni ricevute nei numerosi incontri avuti dal Copramatur, tuttavia precisa il Dott.Alberto Bruschi,Coordinatore Regionale : “ Le ultime notizie ci inducono ad un moderato ottimismo, anche  se permangono perplessità su alcune questioni(aumento dotazione fondi PSR,avvio della  sburocratizzazione,ritardi emissione dei Bandi,ecc.) restiamo attenti  anche presso il Tavolo tecnico Regionale nel seguire l’iter approvativo dell’importante Documento,che decide l’utilizzo forse degli ultimi aiuti comunitari,a fianco delle Associazioni agricole ufficiali ed autonome favorevoli, mantenendo attivo lo stato di mobilitazione verso la Regione Marche e nel tenerci a disposizione per fornire ulteriori informazioni ai coltivatori (Tel.347.3554059)  non  escludiamo, se necessario, il ricorso a nuove azioni  concordate di pressione”     
 
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