| le mani anche sul calcio |
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| Scritto da Enrico Venturoli | |
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“Tutta questa grancassa mediatica sui fatti di Catania, i propositi di Prodi di cambiare tutto, la Melandri che pontifica, la sospensione a tempo indeterminato delle partite, i vertici ministeriali, le misure drastiche…..: colpire tutti per non colpire nessuno (a meno che non ci sia il sottinteso che come i commercianti e gli artigiani sono tutti evasori, così gli appassionati di calcio sono tutti beceri violenti). E intanto la tentazione forte per la politica di mettere le mani anche sul calcio; scendono in campo i corretti politicamente, i “buonisti”, mentre avremmo bisogno come il pane di persone “buone”. Da più parti si sostiene che non c’è bisogno di nuovi provvedimenti, ma che si tratta piuttosto di applicare con rigore quelli esistenti. In molti si chiederanno perché si sia proceduto soltanto ad una decina di arresti di fronte a centinaia di delinquenti, quasi che le forze dell’ordine non abbiano il coraggio (?), la possibilità di intervenire con maggiore determinazione e, diciamolo pure, durezza. Certo il clima socio-culturale prevalente nel paese non aiuta: un eccessivo e malinteso garantismo -che porta, fra l’altro, a processare persino i vertici dei servizi segreti per operazioni a tutela della sicurezza nazionale o a sentenze che stabiliscono la non perseguibilità di presunti terroristi -non consente a polizia e carabinieri di operare nelle migliori condizioni. Ma poi, i pochi arrestati finiranno mai in prigione? E ammesso che qualcuno ci vada pure a finire, dopo quanti mesi o giorni lo si potrà vedere (o intravedere) di nuovo, coperto dal passamontagna, aggirarsi intorno allo stadio o addirittura sedere in tribuna o curva? Per favore, se il momento è serio, niente sciacallaggio e/o strumentalizzazioni. E nemmeno il tentativo di distogliere l’opinione pubblica da altri problemi. |
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