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Scritto da laetitia
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A un anno esatto dallo scandalo che ha investito il circo del calcio, tutto è tornato alla normalità. Arbitri corrotti, partite comandate, classifiche falsate e quant’altro è successo, hanno riportato dopo esattamente dodici soli mesi, la situazione allo stato pre-Moggi.
La Juve, società maggiormente colpita, è ritornata in serie A; le altre squadre fortemente penalizzate hanno superato i loro handicap in classifica (Reggina salva e Lazio in Champions League), con l’incredibile epilogo del Milan che è addirittura diventato Campione d’Europa. Intendiamoci: non incredibile per demeriti tecnici. Quanto piuttosto il fatto che i rossoneri hanno vinto una competizione….alla quale forse non dovevano partecipare. Non addentriamoci nella giurisdizione sportiva perché le trappole sono tante, ma proviamo a pensarci ad un anno fa. Riavvolgiamo il nastro. Serate pre-mondiali dove di tutto si parlava tranne che della formazione della Nazionale di Lippi (cosa alquanto inusuale per il tifoso italiano). Argomento principale: Juve e Milan diritte in B. Giusto? Sbagliato? Per qualcuno era finalmente venuta alla luce la “grande mano” che instradava ogni risultato calcistico; la famosa divisione della torta. Pene severe si richiedevano, e pene severe arrivarono. Ma poi dopo un’iniziale giro di vite, cominciarono ad arrivare le piu’ disparate richieste di aiuto per le cosiddette grandi squadre. Le prime voci parlavano del Milan che oltre ad essere fuori dalla Coppa Campioni rischiava la B, la Juve invece si trovava sull’orlo della serie C che voleva dire fallimento (la Juve è una delle poche squadre calcistiche italiane quotate in borsa). Troppo. Tenendo conto che il Milan e la Juve insieme contano oltre la metà del bacino-tifoseria, il rischio che il calcio perdesse le due squadre piu’ blasonate e con piu’ potere televisivo (e quindi economico) era davanti agli occhi di tutti. In tanti avevano pronte le lettere di disdetta a Sky-calcio. Ma quante ne saranno partite, e quante ne avranno avuto un seguito? Poche diremmo noi.Perché poi si è assistito in piena omertà a sostituzioni di Procuratori Federali Sportivi, ad Organismi addetti al Deferimento Sportivo che improvvisamente hanno perso iniziativa. Non ultimo l’improvviso fine-lavori del Commissario Straordinario Guido Rossi, colui che per settimane ha guidato la mini-ristrutturazione della bufera post-Moggi. Prassi è stato detto. Mandato portato a termine, secondo i vertici del Calcio. Sarà, ma il risultato è stato poi sotto gli occhi di tutti. Con questo finale: tutto è tornato come prima. Sarebbe anche giusto qualora nel frattempo passi quel lasso di tempo che riconsegni ai tifosi ed agli addetti al lavoro interessati, quella giustizia richiesta dai defraudati.Dodici mesi sono troppo pochi per poter dire “abbiamo pagato il conto”. Questo pensiero è ancora piu’ forte per chi ogni tanto si va a rileggere o riascoltare i testi delle telefonate incriminate. |