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aiutateci, vogliono toglierci i nostri figli PDF Stampa E-mail
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Scritto da laetitia   

Abbiamo la volontà di divulgare la storia di due genitori arrabbiati, amareggiati, ma soprattutto impauriti perché c’è in ballo la vita, l’amore, i sentimenti più grandi, quelli verso i figli. Uno dei tanti aspetti della storia che fa riflettere è proprio che, se si troverà una soluzione a ciò che tra poco vi diremo, non sarà comunque il racconto di una storia di speranza per una vita migliore, ma ci sarà sempre il timore di una vita peggiore.


Enzo Rosati ha 62 anni, è nato a Mondolfo, ma è residente a San Silvestro, è sposato da 11 anni con Mara Abbruciati di 38 anni, di Senigallia. Hanno due figli, Debora di 10 anni e Davide di 9. Enzo è dipendente comunale, Mara è disoccupata e da quello che ci dice sembrerebbe che sia anche stata raggirata per un discorso di eredità. Fatto sta che si ritrovano a dover pagare 500 € al mese di affitto e ad avere un solo stipendio. Una situazione simile, oramai, a moltissime altre, ma c’è di più. Mara ha sofferto di depressione post partum, per diverso tempo è stata in cura e non poteva occuparsi in pieno dei suoi due piccoli bambini. Così un assistente sociale dell’Asur insieme alla consulenza di psicologhe ha deciso di affidarli a famiglie cosiddette “affidatarie”, cioè dalle 16 alle 19 tutti i pomeriggi Davide e Debora si separano ed entrambi hanno due genitori “sostitutivi” che sostengono quelli veri nel difficile compito dell’educazione, soprattutto per quanto riguarda la scuola, li aiutano a fare i compiti. Una forma d’aiuto risultata valida soprattutto per Davide che a scuola ha cominciato a conseguire risultati migliori. Per Debora, invece, sono insorte delle difficoltà, la famiglia affidataria può occuparsene solo il fine settimana e gli altri pomeriggi attualmente li passa al centro “il Germoglio”. Prima di quest’ultimo episodio la situazione in casa Rosati, per quanto tra le sue complessità, aveva trovato un certo equilibrio, ma ora lentamente lo sta riperdendo. Gli assistenti sociali che hanno durante il corso degli anni sempre e con zelo vigilato la situazione - da come ci riferiscono i Rosati non sempre in maniera corretta, ascoltando anche coloro che si arrogano il diritto illegittimo di interferire in una faccenda così privata e delicata - hanno inoltrato una richiesta. I figli di Enzo e Mara potrebbero a breve essere sistemati in una “Casa famiglia”. Debora e Davide potrebbero essere tolti  dall’abbraccio, dall’amore, dal calore dei loro genitori che, vittime loro stessi della situazione, senza alcuno sbaglio voluto nei confronti delle loro “creature”, potrebbero davvero raggiungere la più mera e buia disperazione. Chi ha il coraggio in questo caso (non ci sono episodi di maltrattamenti, di violenze, di mancato sostentamento, di cattiva condotta) di ergersi a giudice della vita altrui? Quello che i coniugi Rosati hanno lanciato all’Eco è un S.O.S, una richiesta di aiuto, per appellarsi alle istituzioni preposte, Comune, servizi sociali, per chiedere al primo e all’ultimo dell’infinita scala dei poteri di cambiare le sorti della vicenda. Innanzitutto andrebbe rafforzata la loro situazione finanziaria precaria prima di mettere sotto accusa quella dei loro figli, partendo dal dar loro un appartamento popolare, ad esempio. Sono persone semplicemente buone che hanno bisogno di essere aiutate invece di essere spinte nel baratro della disperazione.
 
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