Eco Marche
Notizie
Home
Notizie
Cultura
Regione Marche
Cerca
Collegamenti web
News Feed
Contattaci
Fotografie delle Marche
Cartina delle Marche
Forum Community
Chat Marche
Mercatino Annunci
Ricette Marchigiane
WebCam Marchigiane
Archivio Eco
Diapositive Marchigiane
Video Marche
Affinità di Coppia
Amministratore
Articoli correlati
Frase del giorno
Frase del giorno:

cerca con Google!
link segnalati

Tempo in Città


Scopri il tempo per la tua città per la giornata di oggi e le prossime cartina meteo Marche

Lavoro Marche

tipo di lavoro:
città: Cerca il lavoro o l'opportunità per te tra le migliaia di offerte di lavori del database.
 

Chi è online

Immagine casuale

Home arrow Notizie arrow Ultime arrow Chewingum: rivelazione indiepop
Chewingum: rivelazione indiepop PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
ScarsoOttimo 
Scritto da laetitia   
Chiudiamo gli occhi, alziamo un po’la testa, mettiamoci addosso quel sorriso un po’sciocco, ma che ci fa stare così bene e cominciamo ad immaginarci le storie di quando eravamo bambini (senza tralasciare se possibile un’intelligente autoironia). Ed ecco apparire l’omino della pioggia, lo zio Barba, la pianta delle pantofole, la stella gatto, il padrone della luna, gli elefanti equilibristi, l’orso bandito, la corsa delle tartarughe, una bambina con le trecce bionde sull’altalena, o mentre salta la corda. E’ di zucchero, di miele, è di fragole, ma senza panna, rosse come le ciliegie, dello stesso colore delle guance quando ci si emoziona, quando si ha caldo. C’è il sole e c’è il sapore della festa. Mettiamoci un nuovo naso e annusiamo l’atmosfera un po’ surreale che si è venuta a creare. Ci sono le buone maniere, i modi aggraziati, lo stile un po’retrò e c’è tanta immaginazione. Qualche richiamo nei testi alla letteratura, alla poesia, all’amore e ci vengono in mente i Valentini di Peynet. Ma il brillio, magari un po’effimero e naif, non trascura ricercatezza di suoni e sperimentazione di linguaggi musicali. Come una scatola cinese, graziosamente decorata nasconde, dietro la sua apparente lievità, i tormenti, un po’di inquietudine e qualche riflessione. A farci fantasticare è l’irresistibile appeal di “la seconda cosa da andare”, primo Album dei Chewingum, terzetto di Senigallia, definito su riviste musicali autorevoli “vera rivelazione indiepop italiana dell’anno”. Chitarra acustica, voce e autore dei testi (Giovanni Imparato), basso (Carta) e djing (Duscio). Nella zona verde dello Zabumba (fucina di idee e di artisti) ho chiacchierato un po’ con loro. “Siamo tre entità differenti, veniamo da esperienze musicali diverse. Duscio ha sempre ascoltato musica elettronica di un certo stampo, abbastanza fredda, impostata sul ritmo. Carta invece è un amante del reggae e Giovanni ama la musica più melodica, un esempio per tutti i Simon e Garfunkel…Di musica ne abbiamo ascoltata parecchia. Il difficile è stato proprio questo, riuscire a mescolare il tutto. Sarebbe stato riduttivo imbrigliarlo in un unico linguaggio.” La difficoltà: unire tre teste con tre linguaggi musicali diversi. Soddisfatti del risultato? “Ora sì…dopo tanta fatica, abbiamo superato varie fasi di maturazione per approdare a questo risultato. Qualcosa che non suonasse falso. C’è stata parecchia cura, a livello anche maniacale, per seguire tutti i suoni” In che modo avete fatto la gavetta? “C’è stata la propedeutica della Grancetta (quasi tutti i gruppi locali hanno cominciato a suonare alla casa della Grancetta ndr). Tutti i sabato mattina andavamo a suonare lì. Fino a che ne è uscita la registrazione di un demo. Qualcuno, ascoltandoci, ci ha incoraggiati. Ad es. Roberto Mazzoli, Matteo Verdini che elargivano consigli e ci caricavano. Abbiamo così concluso quella fase con la registrazione di un Ep (4 pezzi). Chi lo ascoltava commentava positivamente “fresco, divertente, carino” e così siamo stati spinti a mandarlo ad una webzine “hindypop” dove è stato recensito con toni entusiastici. Da lì altre webzine hanno cominciato a cercarci…” Si cominciava a credere in voi e voi avete cominciato a fare sul serio “…Cominciando a girare per concerti, al Nord soprattutto, Mantova, Udine. Ci hanno cercato per qualche Festival, a Gradara, all’Aeroporto di Venezia, ci spostavamo anche per tre, quattro giorni di fila…” Tutto questo prima dell’uscita dell’Album? “Esattamente. L’album è uscito di recente, il 15 dicembre. La serie di esperienze è servita per ottenere il suono che cercavamo. Parlatemi dell’Album L’album contiene dieci brani. E’ stato registrato a Modena, in un posto isolato e incantato in campagna. Mastering by Davide Cristiani al Bombanella Studio di Manaro sul Panaro (Mo) che - dobbiamo ammettere - ha avuto con noi molta pazienza. Eravamo proprio inesperti, non sapevamo a cosa andavamo incontro entrando in un vero studio di registrazione” Come siete arrivati al Bombanella studio? Chi vi ha sostenuto? “Tramite conoscenze, amicizie varie, persone che abbiamo conosciuto in questo anno decisivo per la band e grazie soprattutto a Marinaio Gaio. Quest’associazione formata da cinque gruppi musicali locali che della sinergia tra i singoli gruppi ne ha fatto un punto di forza. Un’unione compatta che ci sta aiutando molto, sia quando ciascuna band va fuori per concerti. Insieme diamo comunque un’immagine più professionale, seriosa, più costruttiva. Importante anche quando vogliamo organizzare qualcosa in loco (vedi rassegna del Gratis club). Grazie a Marinaio Gaio siamo riusciti a portare a Senigallia dei nomi della scena internazionale. Si trovano bene e tornano e di conseguenza noi acquisiamo credibilità e veniamo ospitati da loro. Oltre a Marinaio Gaio altre due etichette indipendenti hanno creduto in noi e hanno permesso l’uscita dell’album. Tafuzzy Records, etichetta indipendente romagnola, definita dalla rivista Blow up “La Nuova Fenice” e About a Boy Records, fondata da due validi senigalliesi, nostri produttori, che hanno sentito la necessità di far qualcosa per la musica.” Come va la vendita del disco? “Non avendo la possibilità di una grande rete di distribuzione, senza considerare che già anche per i grandi nomi c’è aria di crisi. Per vendere l’unica cosa da fare è che la gente prima ti conosca, ti ascolti e per questo optiamo sempre per fare serate. Dopo il concerto si può acquistare il disco. Su Internet andando su myspace.com/mychewingum o su abaoutaboyrecords.com l’album lo si può comprare con PayPal. O per chi non è pratico più semplicemente contattandoci: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo o venire allo Zabumba… Mi attira la copertina dell’album, piena di colori, loro su di una mongolfiera/pallone rosa chewingum… “La grafica è stata curata da Fabio Sera, il quale è stato veramente capace di dare l’immaginario alle nostre canzoni. Tutta la scena della copertina è poi un film. È un gioco di rimandi, una storia costruita con i nostri visi” Ha un significato “La seconda cosa da andare”? “L’andare, il viaggio è ricorrente nei testi, ma anche nelle nostre vite con tutti gli spostamenti. Ma i viaggi sono anche quelli interiori, dell’anima, parliamo di situazioni in bilico, rapporti difficili, se vuoi anche di inquietudini. Le nostre sono canzoni a cui piace il sole, all’apparenza ariose e solari ma nascondono poi un aspetto più profondo” I prossimi appuntamenti? “Tante le date in programma. Il 25 gennaio suoneremo a Pesaro, il 1 febbraio a Bologna, il 2 a Cattolica, il 9 a Castelfidardo, il 20 a Trieste, il 22 ad Udine, il 29 ad Ivrea e poi altre, seguiteci su Myspace…” Il primo pallone rosa chewingum si è alzato in volo. Il viaggio è lungo, la meta lontana e a noi non restare che ascoltare loro musica godibilmente “indiepop”.
 
< Prec.   Pros. >