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Le immagini che da qualche anno si stanno filmando sull’Afghanistan e sull’Iraq potrebbero sostituire le illustrazioni di un libro degli orrori e del fascino di un mondo lontano, che credevamo relegato nelle favole orientali…Durante il conflitto con i Talebani, a seguito dell’11 settembre 2001 ho visto dei soldati scalzi, barbuti, con copricapo a turbante come quelli che da bambino ammiravo sulle teste dei Re Magi…Ma a causa di quel conflitto quante nuove abitudini!…Barbe rasate o quasi, via quei copricapo e tra le donne, alcune ancora con il burka nero, due occhi misteriosi, ma anche più scioltamente vestite, impegnate in mansioni del nostro mondo…Qualche antenna televisiva sulle case, vecchi film a passo ridotto proiettati in sale improvvisate. Insomma una vita diversa…Ma l’antico ha resistito: per es. nei villaggi a comandare sono i capi-tribù e non sempre il governo centrale di Kabul…In Iraq, prima, tra le truppe di Saddam soldatesse fiere e belle, non solo disposte ai sacrifici maschili per regolamento ma per amore di lui…Poi soldati con cappucci neri determinati solo alla guerriglia di spara, esplodi e fuggi…Dopo un momento di silenzio e di vuoto nelle strade, Bagdad tornava a riempire i suoi viali bellissimi lungo l’Eufrate con grosse automobili. La vita che riprendeva si arrestava, però all’improvviso per gli assembramenti di una folla sporca, lacera urlante per altri morti, dopo che la guerra era finita…Provocati, questa volta, dalla guerriglia contro gli americani. La curiosità verso i liberatori, che faceva dire a delle giovani ragazze della buona borghesia (la scena l’abbiamo vista in Tv) raccolte in un caffè “che bello sarebbe aprire le finestre al mattino e vedere nel giardino degli aitanti maschi americani…”era finita! Ci si muove ormai contro di loro per il sospetto che si è interessato, in passato, all’Iraq non lo ha mai fatto disinteressatamente…Ed è vero! Ci si è cominciati anche a muovere fazione contro fazione…Gli Sciiti che avevano patito a causa di Saddam hanno attaccato i Sunniti. Si sono uccisi per le strade, nei mercati, nelle rispettive Moschee. Ma chi sono costoro? Si stenta a capirlo…Grosso modo potremmo dire che i Sunniti completano gli insegnamenti del Corano con le opinioni che Maometto espresse nella sua vita (=Sunna) e con le interpretazioni costruite per analogia…Gli altri, gli Sciiti, sono un po’ più conservatori, ammettono oltre che il Corano solo quanto si andò dicendo nelle due generazioni successive alla morte del profeta…Si sente nell’Islam l’assenza di una Scuola Coranica centrale che metta ordine e proponga, con metodo analogico o altro, criteri per moderni comportamenti, e faccia richiami alla coerenza…Ci siamo scandalizzati nel sentire che i residenti incappucciati, sgozzassero chi era stato rapito, nel nome di Allah, il misericordioso e il giusto…Il Corano vieta l’uccisione delle donne e i resistenti hanno ucciso giornaliste occidentali e volontarie impegnate nel soccorso al loro stesso paese…Il Corano comanda la sollecita sepoltura dei cadaveri e loro il nostro giornalista, pacifista Baldoni lo abbandonarono per più giorni nel deserto! Senza poi parlare del “martirio”che in antico si consumava nella guerra guerreggiata, ed ora anche nell’attacco improvviso da terra o su automezzo che a volte esplode con rapido comando, quando il “martirio” decide di procedere con cautela…Quello che più ha colpito noi occidentali sono state le folle inferocite esultare, ballare e fare scempio dei feriti a terra. Ci chiediamo se tra quel parapiglia in incognito fossero presenti ex-soldati o ex-soldatesse del passato regime, che Saddam voleva frequentassero le Università…Anche dinanzi a Saddam, le mani incatenate, il cappio al collo, in procinto di essere impiccato, i boia sciiti, incappucciati hanno imprecato, sputato, ballato oscenamente ed incivilmente…Le esecuzioni se dovranno ancora esserci dovrebbero restare severe, neutre per così dire…altrimenti diventano, come ebbe a dire Cesare Beccarla, atti barbarici dello Stato civile nei confronti di chi si sia lasciato prendere. Che contorta la psicologia di Saddam…quante impressioni contrastanti! Quando non si offriva alla folla in divisa, mani comode, vesti borghesi sembrava un gentiluomo di campagna, il sorriso sul viso pacioccone…ma quando dirigeva il consiglio dei ministri, lui sembrava bloccare quei personaggi, militari che lo guardavano tutti insieme, seduti lungo un tavolo in una stretta sala di dubbio gusto, vista tante volte in televisione…Saddam era un conoscitore della storia millenaria del suo Paese, ma restaurando le mura dell’antica Babilonia volle che su qualche pietra si stampassero le sue iniziali…La sfrenatezza della sua libidine prendeva altre direzioni, nonostante avesse sposato tre mogli piacenti…Si chiuse alle implorazioni delle figlie che chiedevano misericordia per i loro mariti sorpresi a congiurare…E al momento dell’esecuzione della condanna capitale, sembra che abbia consegnato una lettera a loro in cui le esorta ad occuparsi dei figli, da lui resi orfani…Come comandante di un esercito equipaggiatissimo non ebbe fortuna nello scontro con l?iran chiudendo dopo otto anni e con un milione di morti una guerra iniziata nel 1980 che non risolse nessuna delle questioni di frontiera…Con i Curdi del nord preferirà, negli anni successivi, sistemi più sbrigativi, più distruttivi, senza impegnare forze sul campo…preferirà il gas! Personalmente temeva la morte, e per questo aveva escogitato in passato, quando era l’incontrastato rajs, sistemi di fuga, soggiornando nei ventiquattro palazzi presidenziali che aveva fatto costruire nella capitale…Ma l’ironia feroce della sorte ha voluto che fosse catturato dagli americani, su delazione di un suo “suddito” nel vano sotterraneo di una casa di campagna…Lui, spaurito, smagrito, sporco come un barbone…ma in procinto di avere la corda al collo, è riuscito a tirar fuori dignità, severità di sguardo…o qualcosa che così è sembrata…Si è proclamato un “martire”, uno che aveva dovuto soffrire, che si era offerto rischiando per il suo popolo, che moriva per il suo popolo…Da buon mussulmano dell’ultima ora, ha recitato la formula della consacrazione. Non una frase che accennasse ad uno stato d’animo inquieto, che nascondesse, tuttavia, un affidamento ad un Allah giusto, ma anche pietoso…Un dubbio sulla giustezza di tutta la propria vita lo ebbe invece in punto di morte Cesare Augusto, un altro Principe assoluto, ma certamente non un crudele dittatore, quando con voce flebile, affaticata chiese alla moglie “Pensi che abbia recitato bene la mia parte, in questa commedia che si chiama…vita?”
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