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Scritto da Elena Ali
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In questo periodo le Esperte Rieducatrici della Scrittura che collaborano con l’Associazione onlus GraficaMente di Faenza stanno contattando le scuole della città per coinvolgerle in una ricerca statistica a livello nazionale sull’incidenza della disgrafia all’uscita dalla scuola primaria i cui dati verranno presentati durante un convegno nazionale sul tema nella primavera 2008.
La disgrafia è una difficoltà specifica di apprendimento che si caratterizza come un problema nella riproduzione dei segni alfabetici e numerici, il cui tracciato appare incerto, irregolare nella forma e nella dimensione, inadeguato (in parte o in tutto) ai modelli. Come si riconosce la disgrafia: velocità grafica non adeguata all’età dello scrivente perché la scrittura è troppo faticosa, lenta e precisa o troppo rapida, impulsiva e senza cura formale; leggibilità: scarsa o eccessiva senza scioltezza; disposizione spaziale: eccessivamente rigida o irregolare; gesto grafico: poco controllato o teso e bloccato; postura e presa dello strumento spesso scorrette.Un dato da mettere in rilievo è che i soggetti disgrafici presentano spesso un’ intelligenza superiore alla media, sono pienamente consapevoli della loro difficoltà e da soli cercano metodi diversi per cercare di superarla. Le conseguenze della disgrafia non si riversano solo sul foglio di carta, ma interessano anche l’atteggiamento del soggetto in difficoltà verso se stesso (bassa autostima), nei confronti degli altri (talvolta preso in giro dai compagni si sente “diverso”) e nei confronti dello studio (demotivazione e disaffezione allo studio che sfocia spesso nell’abbandono scolastico). La scrittura è una attività molto complessa che esige, per essere appresa, la padronanza di numerose abilità di base che il bambino dovrebbe acquisire prima di affrontare questo tipo di apprendimento mediante il gioco, le attività psicomotorie, il disegno e graduali esercizi di prescrittura. Possibili cause della disgrafia sono: Problemi fisici (vista, udito); Problemi psicologici (impulsività, insicurezza, instabilità emotiva, ansia, inibizione); Cattive abitudini (postura sbagliata, scorretta impugnatura della penna); Disturbi del linguaggio: ritardo di apprendimento linguistico, dislessia (difficoltà a riconoscere e comprendere i segni alfabetici associati alla parola), disortografia (interessa non la forma ma il contenuto della scrittura); Problemi maturativi ossia la mancata acquisizione dei prerequisiti essenziali per l’apprendimento della scrittura: conoscenza e rappresentazione dello schema corporeo (consente di orientarsi nello spazio grafico come uno spazio proiettivo), coordinazione motoria tramite il controllo occhio-mano, discriminazione di forme e percezione dei rapporti spaziali, dominanza laterale non ben definita o contrariata (la lateralità deve essere ben definita per poter allenare la mano potenzialmente più abile), memoria e attenzione (fondamentale la funzione della memoria a breve e lungo termine per fissare giornalmente gli apprendimenti legati sia alla corrispondenza suono/segno sia alla forma ed esecuzione di ogni singola lettera). |