alda_merini

Il Museo Nori De’ Nobili di Trecastelli e il Consiglio delle Donne di Senigallia hanno fatto visita al Museo Alda Merini di Milano 

Alda Merini nella sua stanza da letto

Lo scorso 17 febbraio 2019 il Museo Nori De’ Nobili di Trecastelli e il Consiglio delle Donne di Senigallia hanno organizzato una visita alla Casa delle Arti – Spazio Alda Merini di Milano. L’iniziativa è stata l’appuntamento conclusivo di DONNE SENZA TEMPO – alla scoperta dell’universo creativo di Nori De’Nobili e Alda Merini che, come prima tappa, aveva avuto una visita guidata al Museo di Trecastelli dedicato alla pittrice di origine marchigiana. Alla visita nella Città di Milano hanno preso parte oltre cinquanta partecipanti, che hanno avuto modo di vedere i luoghi in cui è nata e vissuta Alda Merini, percorrendo la zona dei navigli, fino ad arrivare a la Casa Museo Alda Merini. Lì il gruppo è stato accolto da Ave Comin, che ha raccontato la vita della celebre poetessa con storie, aneddoti, immagini e frammenti di pensieri e poesie. Erano presenti anche Maria Luisa Simone De Grada e Giuliano Grittini, fotografo ufficiale di Alda Merini. Al primo piano della Casa Museo i visitatori hanno potuto ammirare la ricostruzione della stanza da letto della poetessa dei Navigli, con mobili e oggetti personali che erano a lei cari, in un ambiente che ha saputo regalare profonde suggestioni legate alla figura di Alda Merini, donna dall’animo nobile e tormentato. La visita dedicata ai luoghi della poetessa milanese è stata promossa dal Museo Nori De’ Nobili del Comune di Trecastelli e dal Consiglio delle Donne del Comune di Senigallia.

Per Informazioni: Ufficio Turistico_Museo Nori De’ Nobili –Villino Romualdo- Piazza Leopardi, 32 loc. Ripe – Trecastelli (Ancona); tel. 071. 7957851 – trecastelliufficioturistico@gmail.comwww.museonoridenobili.it 

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One thought on “Donne senza tempo: Alda Merini

  1. Che piacere leggere qualsiasi cosa su Alda Merini. Andai anch’io nella sua casa sui Navigli…

    Amai teneramente dei dolcissimi amanti

    senza che essi sapessero mai nulla.

    E su questi intessei tele di ragno

    e fui preda della mia stessa materia.

    In me l’anima c’era della meretrice

    della santa della sanguinaria e dell’ipocrita.

    Molti diedero al mio modo di vivere un nome

    e fui soltanto una isterica.

    (da “La gazza ladra”)

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