Dall’archivio dell’Antonelliana

UNA LETTERA AUTOGRAFA DI GIUSEPPE VERDI

Giuseppe Verdi a Senigallia

 

Tra le note che l’archivista Edoardo Fazio raccoglieva con amore e perseveranza, una ricorda la presenza di Giuseppe Verdi  nella città di Senigallia.

Si tratta di una lettera nella quale il grande compositore detta le condizioni della sua venuta. 

 

 

Parma, 30 maggio 1843

Carissimo Poggi,

un po’ tardi riceverai risposta alla tua perché, speditami da Piacenza a Parma mentre io ero assente, è stata per alcuni giorni ferma in posta.

Sento con piacere che si facciano i Lombardi a Sinigaglia, perché credo che con Porto si formerà un complesso eccellente. In quanto a me ti dico senza complimenti che io non potrò venire a Sinigaglia se non ho il compenso di lire austriache 1000 mille. Comunque sia, o venga o non venga, io raccomando a Lanari che non risparmi di fare un’aggiunta ai Cori e non faccia economia nelle altre spese che così forse ne avrà un interesse maggiore.

Ho intenzione di mettere in fa l’ultimo slancio del finale secondo soltanto dove passa in tono maggiore. Parmi che diverrà meno faticoso e più potente perché tutti quei si acuti diverrebbero la, e questa nota è d’un effetto straordinario per la signora Erminia.

Scrivimi in proposito perché lo accomodo in quello spartito. Oggi parto per Milano. Dirigi là,

Mille cose alla signora Erminia e credimi

l’amicissimo

G. Verdi

P.S: Caso mai Lanari concedesse quanto ti chiedo t’avverto che non potrò fermarmi a Sinigaglia che 15 o 16 giorni.

(FonroNuovo Archivio, busta 909, n.8)

 

Giuseppe Verdi a Senigallia

L’opera I Lombardi alla Prima Crociata, rappresentata per la prima volta alla Scala di Milano il 17 febbraio 1843, fu poi replicata il 23 luglio a Senigallia, in piena Fiera della Maddalena, sotto la direzione dello stesso autore. Verdi si trattenne quindici giorni e abitò in Via del Teatro n. 275, nel palazzo Ferroni Frati sopra porta Ancona. Per la direzione dell’orchestra ricevette le mille lire che aveva richiesto. Gli interpreti furono il soprano Erminia Frezzolini, il tenore Antonio Poggi e il basso Carlo Porto.

 

Leonardo Badioli

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