“CHI HA PAURA DELLA SCIENZA”?

Io. Noi. E Galileo di Brecht.

 

chi ha paura della scienza

 

Trovo piuttosto infelice – per non dire occultamente tendenzioso – il titolo che il prof. Guido Silvestri ha voluto assegnare alla sua relazione su vaccini e gli organizzatori della conferenza all’intero programma di sala. Nasconde un’intenzione manichea che condizionerà il discorso fin dalla prima battuta. Come lo so? È un vecchio trucco tuttora molto usato nella pubblicità: un “sillogismo retorico”, esattamente, un “entimema”, se vogliamo dargli il nome che gli diede Aristotele. Funziona così. Voi fondate il discorso su una premessa non certa. Oppure di due possibili premesse ne nascondete una. Oppure ponete la questione in modo che ogni altra ne risulti squalificata. Un po’ come mettere le mani avanti.

Un esempio che non c’entra niente? Il calciatore Ibrahimovic si presentò ai futuri compagni di squadra dicendo: “Io sono Ibra. Voi chi siete?” Qual era l’affermazione implicita? “Voi non siete nessuno”.

Un altro esempio che non c’entra niente? Il movimento per la vita: chi non ne fa parte è necessariamente per la morte.

Ma veniamo a un esempio che c’entra; quello dei vaccini. Il titolo della conferenza in effetti non parla di vaccini: parla di “scienza”, e suppone che qualcuno ne abbia paura. Qual è l’affermazione implicita? Che i vaccini sono “la scienza” e chi muove obiezioni ai vaccini solo un essere impressionabile e ignorante. Il discorso è già chiuso.

E l’artificio non si ferma qui. Vedete voi: tutta Italia sta parlando di vaccini. Naturalmente ci sono favorevoli e contrari. Per quelli più sbrigativi è soltanto Sì vax, No vax. A questo sostanzialmente tende l’argomento di Silvestri: la scienza dice sì, la paura irragionevole dice no. Pallina bianca, pallina nera.

Toh, ce n’è una grigia: uno che è favorevole ai vaccini, ma vorrebbe sapere se undici sono troppi. Oh, un’altra grigia: perché quello della meningite è solo facoltativo? Altra grigia ancora: non sarebbe meglio accertarsi sulle possibili reazioni con un pre-vaccino? E ancora: perché la rosolia ai maschi se, presa da grande, danneggia le partorienti? Non ci sono dunque solo palline bianche o nere; anzi, a ben guardare la gran parte delle palline è grigia. Sono diverse tonalità di grigio, come nel mio caso: se fossi nato dopo il Sabin non avrei oggi esiti da polio.   

Ma spiace che l’argomento annunciato da Silvestri non abbia previsto queste variazioni della consapevolezza per chiudersi nel sillogismo vaccino uguale scienza: neanche all’inizio del Novecento, in tempi di positivismo e modernismo, si sfoggiava una così alta fede nelle metafisiche tecnologiche.

Così, per rinfrancarmi, sono andato a riprendere il Galileo di Brecht, per dire con le parole loro come si possa ragionevolmente avere paura della scienza.

GALILEO (con le mani professoralmente congiunte sull’adipe) Nel tempo che ho libero – e ne ho, di tempo libero – mi è avvenuto di rimeditare il mio caso e di domandarmi come dovrà giudicarlo quel mondo della scienza al quale non credo più di appartenere. Anche un venditore di lana, per quanto abile sia ad acquistarla a buon prezzo per poi rivenderla cara, deve preoccuparsi che il commercio della lana possa svolgersi senza difficoltà. Non credo che la pratica della scienza possa andar disgiunta dal coraggio. Essa tratta il sapere, che è un prodotto del dubbio; e col procacciare sapere a tutti su ogni cosa, tende a destare il dubbio in tutti. Ora, la gran parte della popolazione è tenuta dai suoi sovrani, dai suoi proprietari di terre, dai suoi preti, in una nebbia madreperlacea di superstizioni e di antiche sentenze, che occulta le malefatte di costoro. Antica come le rocce è la condizione dei più, e dall’alto dei pulpiti e delle cattedre si soleva dipingerla come altrettanto imperitura. Ma la nostra nuova arte del dubbio appassionò il gran pubblico, che corse a strapparci di mano il telescopio per puntarlo sui suoi aguzzini. Cotesti uomini egoisti e prepotenti, avidi predatori a proprio vantaggio dei frutti della scienza, si avvidero subito che un freddo occhio scientifico si era posato su una miseria millenaria ma artificiale: una miseria che chiaramente poteva essere eliminata con l’eliminare loro stessi; e allora sommersero noi sotto un profluvio di minacce e di corruzioni, tale da travolgere gli spiriti deboli. Ma possiamo noi respingere la massa e conservarci uomini di scienza? I moti dei corpi celesti ci sono divenuti più chiari; ma i moti dei potenti restano pur sempre imperscrutabili ai popoli. E se il dubbio ha vinto la battaglia per la misurabilità dei cieli, la battaglia della massaia romana per la sua bottiglia di latte sarà sempre perduta dalla credulità. Con tutt’e due queste battaglie, Andrea, ha a che fare la scienza. Finché l’umanità continuerà a brancolare nella sua nebbia millenaria di superstizioni e di venerande sentenze, finché sarà troppo ignorante per sviluppare le sue proprie energie, non sarà nemmeno capace di sviluppare le energie della natura che le vengono svelate. Che scopo si prefigge il vostro lavoro? Non credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell’esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all’intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà che fonte di nuovi triboli per l’uomo. E quando, coll’andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall’umanità. Tra voi e l’umanità si scaverà un abisso così grande, che ad ogni vostro eureka risponderà un grido di dolore universale.”

Leonardo Badioli e Catia Fronzi

 

 

“Una delle principali cause della miseria delle scienze sta, molto spesso, nella loro presunzione di essere ricche. Scopo della scienza non è tanto quello di aprire la porta all’infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all’infinita ignoranza.”  (Bertolt Brecht, Vita di Galileo)

 

Museo Galileo: Tito Lessi, Galileo e Viviani, olio su tavola, 1892. Il dipinto presenta Galileo vecchio con Vincenzo Viviani. Quest’ultimo fu assistente del Maestro dal 1639 fino alla morte (1642), confinato, dopo la condanna del 1633, nella villa Il Gioiello ad Arcetri | © Museo Galileo, Firenze

 

6 thoughts on “Il discorso è già chiuso

  1. Vorrei aggiungere al Galileo di Brecht una lettura cara alla mia generazione, ma capace di spiegare l’attuale: “La Tecnica e la scienza come Ideologia”, che si trova in società tecnologica”, di Jurgen Habermas. Scrive il sociologo francofortese: “A partire dall’ultimo quarto dell’Ottocento sono osservabili due tendenze di sviluppo nei paesi capitalisticamente più avanzati: a) la crescita dell’attività intervenzionistica dello stato; b) una crescente interdipendenza tra ricerca e tecnica, che fa delle scienze la prima forza produttiva”. Le due tendenze distruggono quella costellazione di quadro istituzionale e sottosistemi d’agire razionale rispetto allo scopo che aveva caratterizzato il capitalismo di tipo liberale […] A me sembra che la chiave per l’analisi della mutata costellazione sia fornita dalla tesi fondamentale di Marcuse che scienza e tecnica oggi assumono anche la funzione di legittimazione del dominio”.
    Il fervore della discussione intorno ai vaccini nasce, a mio parere, proprio dalla percezione del dominio nella sua rilevanza più estesa, planetaria. Possiamo dire che il mondo contemporaneo si è cercato uno spazio di sopravvivenza rispetto alla pervasiva forza della tecnologia assunta come “scienza” elaborando il concetto di “incertezza”. Messo a punto ai tempi della conferenza di Rio (1982), l’idea che la scienza e la tecnica non siano dotati di mezzi di predizione sufficientemente rassicuranti si pone alla base del “Principio di Precauzione”, che non è da confondere col “rischio calcolato”, ma da associare a una intrinseca insufficienza del pensiero tecnico-scientifico. L’idea di “incertezza” domina nelle attività che si riferiscono alla sopravvivenza del pianeta, ma si attagliano anche bene a quelle della sopravvivenza umana e personale. So che gli Stati Uniti non accettano questo principio, preferendo ad esso la nozione di “nocività non attestata”. Posso dunque capire come un professore di Atlanta si possa proclamare convinto che il suo metodo scientifico sia in esclusiva “quello che ci vuole” anziché un sistema ideologico di dominio delle multinazionali del farmaco sulla vita di ognuno di noi. Semplicemente: se “la scienza” sa qualcosa si spieghi. E risolva i dubbi di chi li presenta. Perché – tornando alla questione – “il rinvio propagandistico al ruolo della scienza e della tecnica”, scrive ancora Habermas, “spiega perché nelle società moderne un processo democratico di formazione delle volontà su questioni pratiche debba perdere le sue funzioni ed essere sostituito da decisioni di gruppi dirigenti del personale amministrativo”.

    aggiungo

    1. La scienza sono mesi che sta tentando di spiegarsi, anche (e abbondantemente) sulle “pillole grige” di cui all’articolo. Per esempio si e’ detto fino.allo sfinimento che un bimbo viene in contatto ogni giorno con milioni di antigeni per cui.le poche decine presenti nei multivaccini in uso non costituiscono nessun sovraccarico del.sistema immunitario. Si e’ anche provato a dire piu’ volte che in ogni caso (ammesso che rilevi e come detto non rileva)non sono 11 vaccini insieme ma 6 a tre mesi e 4 a un anno e si e’ provato a chiarire che questo e’ il calendario raccomandato in Italia da piu’ di 20.anni (e fatto da almeno l’85 per cento dei bimbi) per cui ci sono soldi dati sulla sicurezza (ma niente si seguita a sentir parlare di “sperimentazione di 10 vaccini insieme sulla pelle dei bambini”). Quante volte si e’provato a dire che non esistono test prevaccinali utili perche’ se ci fossero sarebbero i medici a consigliari e quelli che qualcuno propaganda sono (quelli si’) solo un modo per lucrare sulla pelle di genitori spaventati (ma niente ancora i test prevaccinali se non i prevaccini). Sul.perche’ l’antimeningococcica e’ stata tolta dai vaccini obbligatori (cosa che aveva candeggiato proprio il prof Silvestri) io non sono abbastanza competente per rispondere (ma e’una obiezione che al massimo vorrebe portare ad aumentare il numero di vaccini obligatori). Quanto alla scienza al servizio delle multinazionali si e’ detto milioni di volte che puo’ al massimo essere vero.in altri.ambiti ma non in questi visto che i vaccini costituiscono circa l’uno per cento del fatturato dei farmaci e le aziende guadagnerebbero molto di.piu’ a vendere i farmaci per curare le malattie che prevengono (vedi la epatite B che si cura con farmaci costosissimi che vanno.presi a vita ma si previene con due dosi di un vaccino). Ma niente se si tocca questo tasto si sente dire che non ha senso vaccinare i bambini perche’l’ epatite B si prende solo con sangue infetto e rapporti sessuali (non e’ vero la stragrande maggioranza dei casi si infettavano per contagio inapparente e molto spesso nella prima infanzia detto tante volte ma niente) e si tirano fuori le tangenti intascate da De Lorenzo da GSK: vere ma per modificare il.prezzo dei farmaci e per spostare i farmaci sauna fascia di spesa all’altra non per introdurre il vaccino. La Corte di Cassazione condannanolo per questo lo assolse invece dalla accusa di essersi fatto.pagare per modificare leggi (come sarebbe stato introdurre l’obbligatorieta ‘di un vaccino) anche questo spiegato varie volte, ma niente…

  2. Cari Amici, grazie dell’interessante commento e del fatto di firmarvi con nome e cognome, cosa rara di questi tempi, e che apprezzo molto. Due rapide precisazioni ed una curiosa osservazione. La prima precisazione e’ che non ho mai fatto l’equazione “vaccino = scienza”. La mia equazione, semmai, e’, che negare la sicurezza ed efficacia di un vaccino dopo che questa e’ stata scientificamente provata vuol dire, di fatto, negare la scienza come metodo di indagine e conoscenza (non e’ che abbiate fatto un po’ di “entimema” anche voi con questa semplificazione?). La seconda precisazione e’ che il titolo della serata non e’ stato scelto da me ma dagli organizzatori. La curiosa osservazione e’ che avete scelto, come esempio di “entimema”, il Movimento per la Vita — la associazione di genitori anonimi che ha invitato a Senigallia il negazionista dell’AIDS Fabio Franchi si firma proprio “Genitori per la Vita”. Curioso, no?

  3. “…ciò che è dannoso è l’atteggiamento dei poteri pubblici, delle istituzioni o dei loro rappresentanti che preferiscono negare i problemi piuttosto che affrontarli. Uno degli esempi, tra i tanti, è il rapporto con gli effetti collaterali delle vaccinazioni. Non è negando questi effetti collaterali che aiutiamo le vaccinazioni, al contrario: uccidiamo le vaccinazioni che sono molto utili. Ma bisogna riconoscere che ci sono bambini, persone, che non bisogna vaccinare se sussistono circostanze particolari…Non bisogna far sì che la vaccinazione sia una vaccinazione di massa. Le vaccinazioni di massa sono disastrose! E’ necessaria una maggior partecipazione dei medici, ed è importante che non ci siano morti a seguito delle vaccinazioni: anche un solo morto sarebbe troppo. Anche una malattia grave o un handicap per un bambino sarebbe troppo. NOn è più ammissibile negare questi avvenimenti…” (Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina 2008, Medico, biologo e virologo, Professore presso l’istituto Pasteur di Parigi, scopritore, insieme alla d.ssa Barrè Sinoussi e al prof. Gallo, del virus dell’HIV)

    1. Ripeto, tutte risposte già date
      Nessuno ha mai “nascosto” gli effetti collaterali dei vaccini, se ne è parlato centinaia di volte in questi mesi; se sono molto rari dovremmo esserne tutti contenti anzichè fare di tutto per sostenere il contrario.
      E’ pacifico che in presenza di controindicazioni (immagino ci si riferisca a questo parlando di “circostanze particolari”) i bambini non vengono vaccinati, anche questo è stato spiegato più volte
      Negli ultimi rapporti AIFA non sono mai stati registrati morti sicuramente attribuibili alla vaccinazione (sono invece segnalati alcuni casi di morti avvenute “a breve distanza” dalla vaccinazione ma senza alcun nesso causale); pure di questo si è parlato innumerevoli volte: in ogni caso ci sono anche casi di morti causati dalle cinture di sicurezza delle automobili (persone rimaste intrappolate nellì’auto in fiamme perchè la cintura non si sganciava per es) ma non mi sembra nessuno dica che “anche un morto è troppo” perchè tutti convengono che sono molte di più le vite salvate (e nel caso dei vaccini il rapporto fra rischi evitati e rischi causati è ancora più sbilanciato a favore dei primi)

      Da ultimo, chi continua da sbandierare il “premio Nobel 2008” per avvalorare qualunque cosa dica Montagner anche su argomenti molto distanti da quelli che gli sono valsi il premio stesso dovrebbe sapere che (con la stessa logica) è facile rispondere che ben altri 35 vincitori di premio Nobel qualche hanno fa hanno firmato un documento per contestare una sua nomina in ambito scientifico sostenendo che da tempo sostiene tesi antiscientifiche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *