In libreria, il volume che raccoglie gli articoli a firma di Valerio Calzolaio, usciti nel  2020 per Il Bo Live, il prestigioso magazine dell’Università di Padova.

«Forse la malattia Covid-19 condizionerà per anni la vita della comunità di donne e uomini sapiens sul pianeta Terra. La previsione è abbastanza certa. Premettere l’avverbio ‘forse’ allerta il lettore sulla presenza di molte variabili rispetto alla successiva concreta verifica». L’accento è sul ‘forse’.

Ed è proprio questo avverbio a dare il titolo al libro: Il Forse. Cronache dalla pandemia in corso tra scienza ed etica della responsabilità (Ventura Edizioni, pag. 206 euro 12). Nel volume sono stati raccolti una ventina di articoli pubblicati da metà gennaio a metà novembre 2020 su Il Bo Live, questa bella e restaurata rivista online dell’Università di Padova, direttore il docente scienziato Telmo Pievani e caporedattore il giornalista scientifico Pietro Greco, con la quale collabora, da qualche anno, il giornalista Valerio Calzolaio. Il Bo Live costituisce oggi di gran lunga la rivista accademica italiana più letta, i contatti non sono limitati al Veneto o al nord Italia, riguardano lettori di tutte le regioni e molti italiani all’estero.

Greta è la collana scelta dalla casa editrice marchigiana per ospitare il volume; tendenzialmente seleziona narrazioni che intrecciano saggistica e letteratura, mai da considerare mondi separati e addirittura contrapposti. La collana si ispira alla giovane esemplare Greta Thunberg, allarmata dai cambiamenti climatici antropici globali e dai ritardi o errori dei governi (di tutti i paesi emettitori inquinatori) nel trarne le conseguenze; mette così in discussione l’idea e le pratiche di dominio antropocentrico sulla Terra, affermando la necessità di pensieri e parole che spezzino le sfere chiuse e si arricchiscano delle differenze, come hanno contribuito a sottolineare e praticare i movimenti ecologisti, femministi e pacifisti. Il Forse prende spunto dall’esimio compaesano Giacomo Leopardi e riassume il senso dell’incerto precario rapporto tra falso e vero, antico e moderno, poetico e scientifico, cuore e intelletto, come tra i due corni di ogni dinamica schematicamente binaria.

Gli articoli scelti sono stati raggruppati in tre parti distinte: quelli di commento alle origini, alla descrizione e agli sviluppi della malattia Covid-19; quelli di argomento scientifico connesso o più ampio; quelli relativi a parole, temi e personalità rilevanti o vicende parallele emerse nel 2020. Non sono in ordine cronologico d’uscita, seguono un filo conduttore legato agli argomenti, pur mantenendo il contesto culturale e la musicalità espressiva legati alla sede che li ha ospitati. Non hanno subìto revisioni, nemmeno formali o stilistiche, nemmeno nei titoli; perlopiù la trattazione originale ha retto all’usura del tempo; è stato ritenuto utile presentarli ancora, e insieme, visto il tema non scaduto e la persistenza dell’allarme sanitario; di per sé la dimensione cartacea è poi un’altra cosa; inedite sono la prefazione del fraterno maestro dell’autore, Pietro Greco (Barano d’Ischia, 20 aprile 1955 – Ischia Porto, 18 dicembre 2020), l’introduzione, la nota alla seconda parte e tre recensioni di libri pubblicati in piena pandemia (che vi si riferiscono).

Ognuno ha vissuto l’evoluzione formale e comune della malattia con le proprie differenze ediseguaglianze, alcune ingenerose o ingiuste, talora incidentali o volute o connesse a sopraffazioni e discriminazioni umane; differenze e diseguaglianze di morfologia e capacità, di contesto climatico e sociale, di stato ed ecosistema, di reddito familiare e opportunità formativa, di lavoro e affetti, di percezione e competenza, di abilità e disabilità, di scienza e coscienza. Covid-19 è comunque entrata nel vissuto e nell’immaginario della quasi totalità di donne e uomini sapiens viventi, se non altro per i servizi e le regole con cui le differenti nazioni e istituzioni pubbliche hanno cercato di far fronte alla malattia, di gestirla (non sempre bene) dopo che non eravamo stati capaci di prevenirla o almeno di organizzarci per prevedibili previste pandemie.

Può, dunque, essere utile riflettere su quanto avvenuto nell’indimenticabile 2020, verificare le effettive contingenze e specificità accanto alle dinamiche estese di più lungo periodo, accompagnando l’esame descrittivo del fenomeno sanitario con altri aspetti della vita sociale e culturale di noi cittadini, in particolare d’Italia e d’Europa. Ecco, egocentrismo e antropocentrismo sono premesse oggettive di ciascuno, sappiamo che sono fallaci e comunque non bastano. Coltiviamo una coscienza di soggettiva imperfetta finita specie meticcia, perché no?

I testi avevano una finalità di informazione d’attualità e si è deciso di metterli insieme solo da poche settimane. Alcune propensioni comunicative erano scelte: i ritardi cognitivi certificati suggeriscono di conoscere cosa può essere migliorato e cosa non può esserlo; c’è una musicalità necessaria, più o meno cercata, nella scrittura destinata alla stampa (pur talora con troppe allitterazioni, virgolette, corsivi); le parole e la loro connessione in frasi dicono immediatamente cose diverse da quelle pensate, esplicito e implicito si mescolano; le metafore minimamente argomentate possono essere molto utili; le teorie (come le paure) si esprimono nominando fatti ed esperimenti; elementi nuovi vanno fondati su altri noti; l’ultima stesura è necessariamente frutto provvisorio di errori, distrazioni, difetti, vuoti, riletture, affinamenti e ripensamenti; si devono puntare il modo di ragionare e la coscienza degli interlocutori, non stare per forza in pace con i propri; articoli, saggi, racconti, liriche, lettere, barzellette, post, probabilmente anche i silenzi, sono comunque narrazioni letterarie da ponderare e curare, ognuno a proprio modo (proprio del comunicante, proprio dei comunicati, proprio dello strumento).

Valerio Calzolaio

Portrait of Valerio Calzolaio 29/09/2019 ©Roberto GANDOLA/Opale via Leemage

BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Valerio Calzolaio nacque a Recanati nel 1956, risiede a Macerata, ha due figli. Professore a contratto di Diritto Costituzionale all’Università di Macerata (1990-1992), deputato per 4 legislature, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente (1996-2001), consulente Onu-UNCCD (nel 2002 e dal 2006 al 2009), è giornalista e saggista dal 1979, ha collaborato con numerosi quotidiani nazionali. Parallelamente all’attività politica, tra la fine del secolo scorso e l’inizio del nuovo millennio, ha proseguito in studi e ricerche: ottenne due borse di studio di storia costituzionale in Francia (Parigi, 1982) e in Inghilterra (Exeter,1984); ha curato l’edizione di alcuni volumi collettanei e scritto testi su vari argomenti storici, culturali e ambientali; interviene con articoli su Il Bo Live e varie altre testate.
Da tempo immemorabile realizza e pubblica recensioni di libri in vari siti, blog e riviste online, in particolare di romanzi gialli e noir (dal 1995 al 2014 con una rubrica settimanale di recensioni di genere su settimanali distribuiti in edicola).
(Chi volesse ricevere periodicamente le recensioni può rivolgersi a: calzolaiov@gmail.com) Nell’ultimo decennio ha pubblicato saggi di storia politica sul Novecento e di divulgazione scientifica sulle migrazioni: Ecoprofughi (Nda Press, Rimini 2010); con Carlo Latini, Da Moro a Berlinguer.
Il Pdup dal 1978 al 1984 (Ediesse, Roma 2014); con Telmo Pievani, Libertà di migrare (Einaudi, Torino 2016); Migrazioni. La rivoluzione dei Global Compact (Doppiavoce, Napoli 2019); La specie meticcia. Introduzione multidisciplinare a una teoria scientifica del migrare (People, Gallarate 2019).

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