Su Minimalemare, serie fotografica di Gio Ghiandoni in mostra alla Terrazza Marconi

Il mare di Ghiando è una serie di microvariazioni su un mare essenziale. Va guardato in sequenza. Commentato con parole anch’esse ritmiche e scarne. Forse con la musica di Terry Riley. Sacrale e psichico. Iterativo come le immagini dei mille Buddha. Il risultato in mostra è ottenuto attraverso l’estrema riduzione da ogni dato attributivo, coloristico, pittorico, pittoresco. Il mare di Ghiando è psichico: fa dimenticare che ci sia qualcuno che l’ha fotografato. Sembra dire “io sono”. E’ un mare ontologico. Ontologia Orientata all’Oggetto, esattamente. Non più nemmeno di Ghiando: lui è solo il modo in cui lo guarda. Soggetto come noi lo siamo al margine e in certo modo dentro. Perché noi apparteniamo tutti all’ecosistema identitario del mare. 

Leonardo Badioli

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