Costruita con i soldi della discarica

Materiali ecocompatibili, luci con il fotovoltaico e classi hi-tech nella elementare Martin Luther King. L’istituto pubblico, in provincia di Ancona, è finanziato con i ricavi dello stoccaggio dei rifiuti dei paesi vicini

 

 

 di Jenner Meletti, Repubblica.it

MAIOLATI SPONTINI (Ancona) “Se devo dirla tutta / qui sono in paradiso / per venire in questa scuola / mi sveglio col sorriso”. Claudio e Maria, quinta C, non hanno molto tempo per parlare, perché stanno già preparando “lo spettacolo di Natale”. “Lo sa che questa scuola è magica? Quando entriamo le luci si accendono da sole, non tutte, solo quelle che servono. Quando usciamo si spengono. E ha visto i tetti? Non ci sono tegole ma prati e giardini”. Il rap continua e spiega. “Se guardi sopra il tetto / esclami mamma mia / con tutti quei pannelli / facciamo ecologia”.

 

La frazione Moie è un pezzetto d’Italia dove i bambini della Martin Luther King cantano “mi sento fortunato” e hanno ragione. In 326, divisi in 15 classi dalla prima alla quinta elementare, vanno ogni giorno in una scuola nella quale anche i genitori vogliono entrare, per controllare che i racconti fatti a casa dai loro figli non siano fantasie. Un pezzetto d’Italia fortunato perché ciò che altrove è un problema e a volte un dramma qui è diventato una risorsa. “Abbiamo una discarica  –  racconta il sindaco Giancarlo Carbini  –  che ci permette di investire nel futuro del nostro paese. Ripeto: nel futuro. Potremmo usare i soldi per annullare le tasse e dare servizi gratis ai cittadini. Invece aiutiamo chi ha davvero bisogno, ma chi ha un reddito medio o alto continua a pagare. Ci siamo chiesti: quando finirà la discarica, che faremo? Per questo investiamo nella scuola e nella cultura, il vero futuro”. Ci sono Comuni che spendono milioni di euro per spedire lontano i rifiuti e qui si raccolgono i frutti di queste assurde scelte. Nel bilancio 2011 di Maiolati Spontini (6.300 abitanti) ci sono 12.764.517 euro di entrate e ben 3.731.900 arrivano dalla discarica. Con questi soldi è stato possibile spendere 3,4 milioni per la scuola elementare, e altri 9 sono pronti per le nuove scuole medie. Una vecchia fornace già dal 2007 è stata trasformata in una splendida biblioteca (costata 2.751.170 euro) che ospita 178 incontri all’anno, ha 2.705 iscritti e presta più di 40.000 volumi.

 

Fa quasi impressione, la scuola bella. Sui muri che parlano ci sono scritte e disegni, preparati dallo studio Mlk di Pesaro, lo stesso che ha disegnato la comunicazione visiva per il Maxxi di Roma. “Gli spazi comuni, le pareti, i corridoi  –  raccontano i grafici Monica Zaffini e Massimiliano Patrignani  –  diventano grandi superfici comunicative, capaci di veicolare messaggi importanti ed educativi in modo ludico e contemporaneo. Con il linguaggio dei bambini si parla di ambiente, di integrazione, del rispetto degli altri, e anche dell’alimentazione “. All’ingresso, una scritta su una porta a vetri: “Vado a scuola perché”. Queste le risposte già preparate: non ci si annoia mai, le maestre sono fortissime, ho fatto tutti i compiti e sono preparato, sono secchione e me ne vanto, mi ci portano mamma e papà…Ma anche i bambini possono scrivere le loro risposte. Due bacheche raccolgono foglietti, disegni, messaggi d’amore, sogni, ecc. su “la scuola che vorrei, il mondo che vorrei”. Anche un’intera parete, in ogni classe  –  in questa scuola aperta da due mesi non c’è nessun graffito, nemmeno fatto a matita  –  raccoglie su materiale adesivo messaggi e disegni degli alunni. In una classe c’è una lavagna multimediale (per collegarsi a internet, vedere film, scrivere…) e presto altre arriveranno in tutte le classi.

 

“Già il primo giorno  –  dice Nicola Brunetti, il dirigente dell’istituto comprensivo dedicato a Carlo Urbani, il medico che ha scoperto la Sars e ha perso la vita per curare gli altri, di cui fa parte la Martin Luther King  –  i bambini ci hanno promesso che non faranno nessun segno sui muri. “Sono già troppo belli”, ci hanno detto. Le scritte del percorso grafico sono in italiano, inglese, spagnolo e francese, le stesse lingue che gli alunni troveranno poi alle medie. Si insegna anche la musica: abbiamo l’orchestra di istituto, dove si imparano pianoforte, violino, chitarra e flauto traverso. Per gli altri strumenti, collaboriamo con la banda musicale l’Esina, che “assume” altri nostri ragazzi. Alla fine dell’anno, un bel concerto tutti assieme”.

 

A gennaio inizieranno i lavori per la scuola media, che in comune con le elementari avrà sette laboratori (dalle scienze alle lingue straniere, dall’informatica all’interculturalità) un’aula magna e una palestra. “La scuola elementare  –  dice l’architetto Nazzareno Petrini, che l’ha progettata  –  è fatta di due braccia che sembrano conficcate nella collina. L’impatto è minimo, anche perché i tetti sono coperti da 770 metri quadri di giardini pensili. Con l’impianto fotovoltaico, siamo autonomi anche per l’energia. Non ci sono termosifoni, il calore  –  regolato da un computer  –  arriva dal soffitto”. La sala mensa sembra un ristorante. Risotto, arista, patate e mele. “Qui ci possiamo permettere  –  dice il sindaco Giancarlo Carbini  –  di usare solo prodotti di stagione. Non ci sono surgelati. Facciamo di tutto, per aumentare la voglia di andare a scuola”. L’obiettivo sembra raggiunto. La scuola  –  secondo il rap di questi cantautori in grembiulino  –  “è bella come il sole / e dentro questo sole / son bello da morire”.

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