Un pesciolino rosso nella sua boccia di vetro. Questa visione fa parte dell’infanzia di tutti noi; se proviamo a evocarla, il nostro dvd mentale ci proietterà l’immagine del nostro primo acquario. Sì, perché, di acquario si tratta, anche se il più semplice.

Consci o inconsci, un pesciolino rosso muta nei nostri ricordi e se non abbiamo scheletri nell’armadio, la lisca del nostro pesciolino d’infanzia sicuramente c’è. L’ennesimo pesce mamma non lo comprò sentenziando perentoria tanto muore sempre. Un pesciolino rosso può vivere anche 30 anni, ma il suo ostinato mutismo ci impedisce di coglierne le grida di aiuto.

Acqua, acqua, acqua pulita! Boccheggia il nostro pesce. Pensiamo che abbia fame e che riceve altro cibo che peggiora lo stato del suo piccolo ambiente. La tecnica acquariologica ha fatto grandi passi e con pochi euro è possibile acquistare dei piccoli ed efficienti filtri che possono trasformare una vaschetta comune in un confortevole acquario.

Accantoniamo la psicoanalisi ittica e consideriamo come sia facile far invecchiare i nostri silenziosi amici.

Manutenzione dell’acquario:

la regola fondamentale per aver successo con l’acquario è quella di cambiare regolarmente il 20% dell’acqua. Ogni 10,15,30 giorni a seconda di quanti pesci abbiamo (anche per i pesci rossi.)

Cura del pesce rosso:

Se vive in una vaschetta (sempre troppo piccola) l’acqua va cambiata tutta, avendo l’accortezza di prepararla alcune ore prima, aggiungendo un buon biocondizionatore, evitando così bruschi sbalzi di temperatura. I pesci sia tropicali che rossi hanno bisogno di cibo di buona qualità e di molta, molta acqua pulita.

                                                                                      Gilberto Giorgi

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