Ma buone risorse per migliorare

“Fotografate” nel rapporto nazionale “Territori civili verso l’ecologia integrale” di Caritas e Legambiente

Le Marche terza regione in Italia per consumo di droghe, al di sopra della media nazionale il numero delle persone assistite dalla Caritas; al quart’ultimo posto per livelli di disuguaglianza dei redditi; una regione sempre più anziana, con un alto indice di vecchiaia, bassa natalità e bassa incidenza degli under 35.

Aspetti legati alla “fragilità sociale”, una delle questioni descritte da alcuni dei 70 indicatori da cui è nato il rapporto nazionale “Territori civili. Indicatori, mappe e buone pratiche verso l’ecologia integrale”, stilato da Caritas e Legambiente (reso noto a fine novembre scorso), sui principali dati statistici disponibili, sulle attività di ricerca della Caritas e su altri rapporti di Legambiente. In sostanza “Territori civili” fotografa le Marche come una regione socialmente fragile nonostante le risorse sociali, con dati anagrafici preoccupanti, e caratterizzate da un tessuto economico impoverito ma – va sottolineato – con discreti parametri e virtuose pratiche ambientali (come per la raccolta differenziata dei rifiuti), di contrasto generale alla povertà, buone risorse sociali, capacità di innovazione, offerta sanitaria (per fare alcuni esempi) e del trasporto pubblico su cui puntare e rilanciare.

“La foto scattata da questo importante lavoro – ha dichiarato la presidente di Legambiente Marche Francesca Pulcini – va letta tenendo conto delle drammatiche difficoltà che le Marche hanno vissuto in questi ultimi anni, a partire dal sisma del 2016 che ha modificato profondamente tutta la comunità. Oggi la vera priorità è rafforzare il tessuto sociale e lavorare sulle disuguaglianze per abbatterle. Le tematiche ambientali rappresentano una straordinaria occasione per migliorare le condizioni sociali, aumentare la qualità della vita dei cittadini, rendere le nostre città più a misura d’uomo e generare sano lavoro, ed è la direzione che traccia questa pubblicazione. Una direzione verso obbiettivi che possono essere centrati (coll’impegno delle istituzioni n.d.r) facendo partecipare negli stessi tavoli di lavoro e di coordinamento attori e idee un tempo lontani, coinvolgendo in modo sempre più massiccio la comunità locale, a diversi livelli: associazioni, comitati di quartiere, chiese locali, singoli cittadini, uniti nello sforzo di rendere la nostra casa comune più accogliente e abitabile per tutti”.

Secondo Legambiente e Caritas “un nuovo modello di società e di economia, finalmente civile perché capace di generare benefici ambientali e sociali, invece di distruggere risorse naturali, moltiplicando povertà e disuguaglianze, non solo è possibile, ma è necessaria, e le risorse che arriveranno nei territori dovranno andare tutte in questa direzione; solo attraverso la cura della fragilità sociale, avendo l’ambiente come bussola, saremo in grado di costruire insieme un territorio più forte e in grado di affrontare le nuove sfide”.

Il Report sulla nostra Regione per i vari ambiti

Il fattore negativo: “fragilità sociali” e aspetti demografici

La regione registra un tasso di natalità (6,4), un saldo migratorio totale (1,0) e un’incidenza degli under35 (32,2%) al di sotto della media nazionale; l’indice di vecchiaia si attesta ben al di sopra del valore nazionale (196,2). Per il consumo di stupefacenti le Marche sono la terza regione per numero di tossicodipendenti in trattamento per 1000 abitanti (0,447). Al di sopra della media nazionale il peso degli assistiti Caritas, che risultano esclusi dal mondo del lavoro e deboli sul fronte delle relazioni familiari (pari al 17,6%).

Contenute le “fragilità ambientali”

Per la produzione di rifiuti urbani, sono 531,12 i chilogrammi pro-capite prodotti da ogni abitante, le Marche sono al quinto posto. Mentre sono al nono sia per il consumo di suolo, con 64.669 ettari consumati (pari al 6,9%) sia per l’acqua depurata (93,1%).

Le buone risorse ambientali

Il livello di raccolta differenziata di rifiuti è la principale risorsa della regione, che con un tasso del 68,5% si posiziona al quarto posto. Ben 157 i Comuni al 100% elettrici presenti nella Regione, che si classifica la sesto posto. Da segnalare anche il risultato positivo del valore economico della mobilità su bici, pari a 110.897.100 euro

Risorse sociali, bilancio abbastanza positivo

I livelli di dispersione scolastica sono inferiori alla media nazionale (10,0%) così come l’incidenza dei Neet nella fascia 15-34 anni (15,9%). Contenuto il problema della popolazione in uno stato di grave deprivazione materiale (4,8%) anche perché è più alta della media nazionale l’incidenza dei volontari nelle istituzioni no profit (11,5% contro il 9,1%) impegnati nel contrasto alla povertà. Ma la regione è al quart’ultimo posto per livelli di disuguaglianza dei redditi (il rapporto tra il reddito delle persone più ricche e quello delle persone più povere è di 4,4 a fronte di una media nazionale di 6,1). Marche al terzo posto per il numero di start up innovative ogni 100mila abitanti (23,4) e al secondo per numero di centri di ascolto ogni 10mila abitanti. Per l’offerta sanitaria la regione è al sesto posto per il numero di posti letto nei presidi residenziali socio-assistenziali e sanitari (9,0). Alta la percentuale di persone di 14 anni e più che si dimostrano soddisfatte per tutti i mezzi di trasporto utilizzati abitualmente (al quarto posto con il 31,1%). La percentuale di adulti che scontano la pena in area penale esterna è tra le più alte d’Italia (74%). Alta anche la percentuale di bambini che hanno usufruito dei servizi comunali Prima Infanzia (16% a fronte di una media nazionale del 13%); al di sopra del valore nazionale anche l’incidenza delle scuola accessibili (barriere fisiche).

(articolo tratto da www.urlomensile.it)

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