Stavolta  parliamo un po’ del blu. In psicoterapia utilizziamo spesso il test dei colori:  un test diagnostico utile nel definire il quadro di personalità di un determinato soggetto. Il colore blu in questo test corrisponde ad un temperamento flemmatico, un carattere calmo e soddisfatto. Stranamente molto diverso  è il significato emotivo  che evoca il blu (in questo caso BLUE) nell’universo simbolico  anglosassone,  un misto di scontrosa malinconia e di voglia di starsene soli. In sintonia con questa disposizione d’animo, non possiamo non ricordare che qualche tempo  fa,  il 19 gennaio di quest’anno, l’umanità intera avrebbe  vissuto un giorno particolare e rischioso, il cosiddetto BLUE MONDAY. Ogni anno, infatti, secondo gli esperti, a causa di una combinazione complicatissima di fattori terrestri, biologici e  psicologici,il terzo lunedì di gennaio è il giorno più triste dell’anno. Ma anche quest’anno  si direbbe che l’abbiamo scampata. Ma c’è un altro, non meno seduttivo, accostamento all’universo del  blu, questa volta in ambito artistico: il  musicista più travolgente e  malinconico  che si conosca, George Geshwin, ha infatti composto non solo la grande RHAPSODY IN BLU (1924) ma anche  un  piccolo gioiello, la jazz-opera in un atto BLUE MONDAY  (1922) proprio dedicata al giorno più problematico della settimana.  Ma non basta. Se  sprofondiamo  ancora di più nel blu, con una fusione tra il senso della vista e il senso dell’udito, incontriamo  nella storia della musica una nota speciale, diversa da tutte le altre, la BLUE NOTE, la malinconica nota tipica del blues e del jazz che conferisce a questi generi musicali il loro inconfondibile e ombroso fascino. In altro ambito creativo, la pittura, troviamo  straordinariamente blu il celebre dipinto THE BLUE BOY di Thomas Gainsborough, dal quale  ci osserva uno svagato diciassettenne del 1770, dalla trasandata eleganza in blu. Ma ovviamente la questione si complica: infatti nel 1929 HalRoach, il regista di Stanlio e Ollio, non avendo di meglio da fare,  ebbe la bella idea di ispirarsi al quadro del BLUE BOY, per realizzare coi due attori una delle storie comiche più travolgenti della loro e di tutta la filmografia mondiale,  l’esilarante film muto “Wrongagain” in cui l’equivoco base tra il BLUE BOY quadro  e un omonimo BLUE BOY cavallo da corsa, porta alle catastrofiche e sempre inevitabili conseguenze.

 

 

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