quel rock di velluto made in senigallia

Non solo Summer Jamboree. Il rock’n’roll, o meglio, il rock, a Senigallia ha cominciato a farsi sentire fin dai primi anni ‘80. Tanto che si può parlare, senza tema di smentite, di un punk-new wave jumboree targato spiaggia di velluto. Una piccola-grande epoca d’oro, a Senigallia, incentrata su quello che fu un vero e proprio locale culto per le nuove, originali e più o meno arrabbiate sonorità in arrivo dall’Inghilterra e dagli Usa. Un’epoca che può essere sintetizzata in un acronimo: G.R.A.T.I.S, ovvero Gruppo Ricerca Animazione Teatro Immagini e Suono. 1982? 1983? Non ricordo la data esatta dello stupefacente esordio del circolo Arci di Via Bonopera, sbocciato in posizione strategica proprio di fronte alla stazione ferroviaria. In ogni caso, fu subito un grande successo, capace di calamitare il popolo rockettaro da confini anche ultraprovinciali. Decine di concerti, di band emergenti, ma, via via, anche di gruppi che di lì a poco avrebbero fatto parlare benissimo di loro nella scena italiana e internazionale. Musica dalla consolle e dal vivo, dal punk alla new wave, dal dark ai primi ensamble di elettronica. Ingresso quasi sempre gratuito, bastava la tessera Arci, poi birra a fiumi e cavalcate in pista davanti al palco o alla consolle. E anche teatro, mostre, installazioni artistiche. Un’epoca brillante, fino alla fine degli anni’80. Poi un naturale calo fisiologico, cambi di gestione e direzione artistica, alti e bassi, ma sempre la stessa atmosfera liberatoria e propositiva di nuove emozioni. Ancora oggi, a distanza di più di 30 anni, il Gratis è ancora lì. Punto di riferimento per rassegne di gruppi locali, party con djs in arrivo anche dall’estero, performance di artisti di spessore, con maggiore attenzione, rispetto ai pionieristici tempi degli inizi, al soul, al jazz, alla musica etnica, alle note sintetizzate e campionate più danzerecce. Negli anni’90, l’ingresso in scena del Mamamia. Da qualche stagione un pò in calo, per la verità. Una grande rockoteca. Con tanto di corner dedicato a mercatino di cd, gadget e libri. E soprattutto un ampio palco, dove si è esibita la crema del rock italiano. E piste, in estate, anche all’aperto, con djs prodighi di indie, hard,dark e afro.reggae-dub. Da considerare, guardando agli anni più recenti, la dirompente e trasgressiva esplosione del centro sociale occupato autogestito Mezza Canaja. Giunto alla sua terza localizzazione, in strada della Marina, dopo i fasti delle feste e dei concerti nell’ex stabile della colonia Enel (demolito poi da contestatissime ruspe private). Politica, impegno,lotta per un mondo migliore possibile e ondate di musica “resistente”, soprattutto di matrice etnica e new global. Da citare “last but not least”, il rock-bar Macondo. Originale e suadente per il suo arredamento vintage, piccolino ma caliente, zona free per band italiane underground (come si diceva una volta) e tra i pochi, nella nostra regione, capace di proporre con coraggio, e successo, i gruppi di matrice sixties. Non solo Summer Jamboree e rock’n’roll sui lidi agostani, insomma. La cartolina di Senigallia, ancora oggi, fotografa una soddisfatta voglia di rock tutto l’anno. Provare per credere.

 

                                                                                                                                              Giampaolo Milzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *