Si inaugura oggi, sabato 17 giugno, dalle ore 17

la pregevole mostra “la devota bellezza”

che pone di nuovo Sassoferrato come il paese natale di Gian Battista Salvi (1609-1685)

 

 

La Madonna orante di Gian Battista Salvi, olio su tela della collezione di arte antica dei Musei Civici di Macerata

 

 

Un Angelo appare ad Elia, Giovanni Battista Salvi, Collezione privata

 

Ventisette anni dopo la prestigiosa mostra dedicata ai dipinti di G. B. Salvi detto il Sassoferrato organizzata dalla sua città natale nel 1990, questa stessa ha deciso di promuovere un nuovo evento espositivo incentrato questa volta sui disegni dell’artista. L’opera grafica del Sassoferrato, che non è praticamente mai stata esposta in Italia, è estremamente rara: si contano meno di novanta disegni sicuramente attribuibili, dei quali sessantatré appartengono alle collezioni reali inglesi, acquistati direttamente a Roma nel 1768-9 dal connoisseur Richard Dalton per le collezioni di Giorgio III, di cui era Bibliotecario.

S. M. La Regina d’Inghilterra ha graziosamente acconsentito al prestito di ventuno di questi disegni, disegni che formano il corpus centrale della mostra e senza i quali l’evento non sarebbe stato possibile; pochi altri fogli di collezioni pubbliche e private accrescono questo nucleo fondamentale.  Accanto a questa serie di opere su carta vengono presentati alcuni importanti dipinti che possono così per la prima volta essere raffrontati ai disegni stessi, permettendo di indagare e meglio comprendere la pratica pittorica dell’artista.

Dal raffronto emerge chiaramente fino a qual punto l’artista rimanga fedele alla prima idea espressa nel disegno, come si può vedere nell’Angelo di Windsor e nel quadro corrispondente della Fondazione Longhi, o nel disegno della Madonna, Gesù Bambino e San Giovanni Battista di Windsor raffrontato alla bella tela della fondazione Tosio Martinengo di Brescia, fermi restando i suoi debiti con il repertorio rinascimentale in genere e raffaellesco in particolare mediato per il tramite dell’opera incisa dell’Urbinate.

Un importante  gruppo di dipinti provenienti soprattutto dal territorio marchigiano, affiancherà poi il nucleo centrale della mostra, concreta presenza e viva testimonianza dell’impegno con cui si intende procedere nell’opera di ricostruzione e tutela del patrimonio artistico della Regione così pesantemente segnato dai recenti eventi tellurici, nuovamente pronto ad accogliere appassionati d’arte e turisti.

 

 

 

La mostra si tiene a Palazzo degli Scalzi dal 17 giugno al 5 novembre 2017, ed è curata da François Macé de Lépinay, organizzata dal Comune di Sassoferrato, Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Marche. La mostra è suddivisa in 2 sezioni. La prima è quella che vede le opere (oltre 20 disegni) arrivate direttamente dal Castello di Windsor, dalla collezione privata di Sua Altezza la Regina d’Inghilterra  Elisabetta II e saranno affiancate da tele realizzate dal Sassoferrato che saranno utili per cogliere le differenze tra studio grafico e opera compiuta. Nella seconda sezione, a cura di Stefano Papetti, sono esposte opere del Salvi conservate nelle Marche, insieme ad alcune delle sue più impegnative realizzazioni romane, legate alla committenza, di casa Aldobrandini che testimoniano la capacità dell’artista di ideare composizioni articolate e complesse, oltre a quelle di formato ridotto.

 

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