di Leonello Zaquini

AUSPICO UN GOVERNO COLLEGIALE

Come risolvere il problema delle “crisi di governo” ricorrente in Italia? (Ma non  nel paese dove vivo io, all’estero). Suggerisco ed auspico :

– un nuovo governo fatto di rappresentanti indicati dai partiti maggiori : M5s – PD – Lega .

– i tre partiti maggiori indichino nomi di persone che siano anche ” di mediazione ” .

– quindi : non Renzi, non Salvini ed anche non Di Maio. (Comunque mai un “capo partito ”) .

– presidente del Consiglio. sia : persona super partes , non iscritto ad uno dei partiti (Conte andrebbe benissimo, a me pare).

– durante il mandato i ministri sono tenuti alla “COLLEGIALITA”: le divergenze le dirimono in consiglio, non in pubblico. In pubblico non possono esprimere opinioni personali né “del partito” .

– chi trasgedisce la collegialità deve dimettersi.

Non sto inventando niente!  Vi sto solo descrivendo il sistema svizzero degli “ESECUTIVI A-PARTITICI E COLLEGIALI”, diffusi a tutti i livelli: federale, cantonale, comunale (sebbene con diversità locali e diversi metodi elettorali). Da emigrato italiano, sono stato eletto in un consiglio comunale (qui nei cantoni della Svizzera francofona è possibile a noi stranieri). Avrei anche degli aneddoti persino divertenti da raccontare, ma, in base a questa esperienza diretta, mi limito a testimoniare che i governi a-partitici e collegiali hanno la proprietà di migliorare anche la cultura civile mediamente diffusa: il fatto che i partiti non possano usare il governo per “mettersi in mostra”, riduce anche il partitismo nella forma della “tifoseria” purtroppo diffusa anche tra i cittadini. Le opinioni politiche si concentrano di più sui contenuti.

UN ESEMPIO DI COLLEGIALITA’

Vi riporto uno dei problemi affrontati di recente nel Consiglio comunale della cittadina dove vivo.

 La decisione di “chiudere l’asilo ”  viene proposta dalla giunta. Deve essere approvata dal consiglio.

Noi consiglieri come nemmeno i cittadini ( tanto meno loro … ) non siamo in grado di sapere da CHI della giunta e di QUALE partito provenga la proposta: la proposta viene dall’ ESECUTIVO ( organo COLLEGIALE).

Le famiglie , coi bambini , le maestre … manifestano contro la chiusura.

Ma ” contro chi ” ?

Contro la proposta dell’ : ESECUTIVO COMUNALE,  costituito da tutti i partiti ( meno uno ) che opéra  collegialmente .

Il Consiglio comunale ( legislativo ) deve decidere la proposta : approvare, si o no.. …

Prima della votazione tutti i partiti si esprimono per il NO. Qualche singolo consigliere ( dei partiti più diversi ) si esprime e poi vota a favore.

La proposta di chiudere l’asilo è rifiutata a larghissima maggioranza.

Questo, qualche mese fa.

In Svizzera esistono anche altri strumenti che contrastano il partitismo, questo dei governi collegiali non è l’unico, ma à efficace.

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3 thoughts on “Testimonianze da un Paese diverso

  1. “Mai un capo politico”. I ruoli vanno tenuti distinti!
    Quando ne parlo mi guardano come un vecchio matto
    ma l’appiattimento dei principi che ispirano le singole formazioni politiche
    sull’iniziativa del loro capo non fa altro che spostare tali principi
    sull’asse della contrattazione. Il mercato politico diventa il fine ultimo dei partiti.
    Vedere come ne scriveva Simon Weil già nel 1943!

  2. Grazie per la testimonianza, sig. Zaquini.

    Il modello da lei narrato si basa su concetti che condivido in pieno: distinzione tra politica e partito, collegialità, confronto nel merito dei temi.

    Mi auguro che questo modo di fare politica inizi anche da noi.

    1. Questo rispecchiamento della Svizzera è molto istruttivo.
      Per vedere differenze che per certi versi sembrano incolmabili
      (posto che nessuna organizzazione politica ce l’ha in agenda);
      ma anche perché le cose se non si sanno è molto più difficile ottenerle!

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