Prima parte

La Chiesa più misteriosa di Senigallia

di Leonardo Badioli

Portale della chiesa della Maddalena. Immagine presa da www.slownews.it

La visita di una chiesa non sarà certo il primo dei desideri per chi viene a Senigallia per trascorrere una vacanza al mare. Tuttavia potrebbe essere piacevole, oltre che interessante, entrare nella fresca penombra che vi regna immutata nei secoli, e di sostarvi un poco. Suggeriremmo in questo caso una visita a una chiesa che i senigalliesi considerano un tantino misteriosa: quella della Maddalena. Ci proporremmo, anzi, come guida se mai ci accorgessimo che qualcuno ci segue.
Vogliamo provare? Servirà innanzitutto una presentazione ufficiale, compito che volentieri affidiamo a Benedetta Montevecchi, che ha qualità e titoli per farla. Lei ci guiderà subito sotto il quadro della Concezione, particolarmente rilevante per il fatto di associare la celebrazione della dinastia dei Della Rovere con l’illustrazione di una sua propria teologia politica. Questa prima conoscenza ci condurrà poi lungo percorsi inesplorati e sorprendenti, alla scoperta di recessi figurativi e narrativi intimi e segreti entro i quali si annidano i segni di una grande
storia.

Chiesa della Maddalena: dipinto raffigurante l’ “Immacolata e astanti”

di Benedetta Montevecchi in Itinerari Rovereschi nel Ducato di Urbino, edito dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Storici delle Marche, Urbino, 1981.


L’attuale chiesa di Santa Maria Maddalena è stata costruita tra il 1751 e il 1756 al posto del precedente complesso dei Padri Minori Conventuali costruito nel 1491.
Il secondo altare a sinistra, in legno intagliato e dorato, di gusto tipicamente cinquecentesco, proviene dall’antica chiesa ed è adorno di una pregevole pala di un ignoto pittore baroccesco, forse il Visaccio (Calzini, 1909). Ma l’interesse principale del dipinto è nel suo valore storico, essendo la committenza evidentemente legata a membri della famiglia Della Rovere. L’Anselmi (1904), infatti, lo identifica nel dipinto eseguito da un pittore di corte tra il 1598 e il 1599 a cui sembra alludere il duca Francesco Maria II in una lettera del 5 dicembre. La tela presenta un’iconografia insolita e piuttosto complessa per la non immediata identificazione dei personaggi che vi compaiono, ma è chiaramente legata al culto dell’Immacolata Concezione che appare in alto, tra nuvole, sull’emblematica falce di luna, resa secondo uno schema figurativo devozionale di matrice ancora quattrocentesca. In basso, oltre il gruppo degli astanti, si apre un profondo paesaggio con una città fortificata posta sulla riva del mare, in cui è chiaramente identificabile la cinta muraria di Senigallia con i tipici baluardi angolari, la Rocca e una chiesa sulla destra, forse la stessa chiesa della Maddalena.
I personaggi sono divisi in due gruppi: tra di essi è immediatamente riconoscibile a sinistra, in primo piano, il papa Sisto IV, inginocchiato, col triregno ai piedi, vestito di un ricco piviale di broccato dorato sul cui cappuccio sono ricamati l’“adorazione del bambino” e lo stemma della Rovere. Dietro di lui è un vescovo, in mozzetta nera e viola cangiante, con il tipico copricapo rosso al fianco, da identificare in Marco Vigerio delle Rovere, eletto vescovo di Senigallia, nel 1476 da Sisto IV. Nel 1491 Vigerio introdusse a Senigallia i Minori Conventuali, ordine cui egli stesso apparteneva, concedendo loro la chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena col beneplacito apostolico di Innocenzo VIII (Siena, 1746). In secondo piano sono un frate francescano e un orante. A destra è un gruppo di personaggi vestiti di nero, con costumi tardocinquecenteschi, uno dei quali reca il gonfalone con i colori e lo stemma della città di Senigallia ed è dunque identificabile nel Magistrato cittadino. Seminascosto dietro di lui è un bambino in ricche vesti broccate. Il quadro potrebbe spiegarsi come celebrativo dell’insediamento dei Francescani nella chiesa senigalliese e come affermazione della devozione all’Immacolata la cui dottrina era stata approvata da Sisto IV nel 1477 (Réau, 1977). Tali avvenimenti vengono commemorati nel dipinto eseguito un secolo dopo, forse con la committenza del vescovo Pietro Ridolfi, eletto nel 1591, anch’egli Minore Conventuale e molto devoto all’Immacolata (Moroni, 1845), che è forse da riconoscere nel personaggio orante in alto, a sinistra, dalle cui mani pende il cappello vescovile. Resta da spiegare la presenza del bambino tra i notabili senigalliesi: si tratta evidentemente di un personaggio di rilievo e legato al dominio della città. Probabilmente è, quindi, da identificare nel piccolo duca Federico Ubaldo, ipotesi avvalorata dalla notevole somiglianza col sicuro ritratto che compare nella pala della chiesa di San Filippo a Sant’Angelo in Vado, del Pandolfi. Poiché il dipinto senigalliese fu verosimilmente eseguito prima della morte del vescovo Ridolfi, avvenuta nel 1601, e Federico Ubaldo nacque solo nel 1605, sempre in via ipotetica si può immaginare che la figura del giovane erede del ducato e della signoria di Senigallia sia stata aggiunta in un secondo tempo,per completare il gruppo dei notabili della città sulla quale viene invocata laprotezione dell’Immacolata. La proposta dell’Anselmi che la pala possa essere stata un quadro votivo fatto in occasione di una pestilenza sembra adattarsi, invece, ad un altro dipinto, sempre nella stessa chiesa e appeso alla parete absidale. E’ anche questa un’opera della fine del Cinquecento, di evidente matrice baroccesca, liberamente ispirata alla “Madonna del Popolo” degli Uffizi, in cui compaiono, come intercessori, al lati della Vergine, si santi protettori di Senigallia Paolino e Maria Maddalena.

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One thought on “Visita alla Maddalena

  1. Bene. Se avete letto l’indispensabile guida di Benedetta Montevecchi, particolarmente centrata sul quadro della Concezione, avete fatto un buon passo, ma solo il primo di un percorso che non si ferma qui; perché adesso vorrei prendervi per mano e guidarvi su sentieri ben più ardui e panoramici. Vi avevo anticipato il carattere misterioso di questa visita. Concordo col programma di visita di Benedetta che comincia da questo quadro. Vogliamo analizzarlo insieme?

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