Le nuvole di Howard, i colori di Goethe e i paesaggi di Constable

di Rossano Morici

29 gen 2021 h. 6.54
29 gen 2021 h. 7.07

L’eccellente saggio «Sur les modifications des nuages. suivi de Goethe, La Forme des nuages selon Howard»a cura di Anouchka Vasaki con la prefazione di Emmanuel Le Roy Ladurie, mi ha spronato ad intraprendere un interessante viaggio fotografico sui vari aspetti del cielo: sereno, nuvoloso, più o meno colorato.

Le albe tinte di rosso e giallo intensi mi avevano già attratto in precedenza, sfociando in due ricerche pubblicate su l’Eco:

Albe rosse a Senigallia, il 12 novembre 2019 https://www.ecomarchenews.com/albe-rosse-a-senigallia/ e Red dawns in Senigallia il 5 novembre 2020 https://www.ecomarchenews.com/red-dawns-in-senigallia/.

Il libro sulle modificazioni delle nuvole curato e commentato da Anouchka Vasak è stato quindi il vero catalizzatore che mi ha spinto a realizzare questo nuovo lavoro. Mi sono messo di gran lena a cercare nell’immensa biblioteca virtuale di Google documenti e libri sul tema. Come di consueto Google books è corso in mio aiuto: sono riuscito infatti a trovare l’opera originale del meteorologo inglese sette-ottocentesco Luke Horwardii che ha studiato per anni le nuvole e la loro forma.

Copertina del libro Sulle modificazioni delle nuvole a cura di Anouchka Vasak, Hermann, Paris 2012

La forma delle nuvole di Luke Horward

Nel suo Saggio sulle modificazioni delle nuvole il meteorologo inglese Luke Howard attraverso studi approfonditi è riuscito a dare un nome alle nuvole e a classificarle in base alla loro forma, dimensione e all’altezza rispetto al suolo. Nell’immagine sottostante riportiamo il frontespizio della terza edizione del saggio (la prima edizione risale al 1803).


Frontespizio del Saggio sulle modificazioni delle nuvole di Luke Horward, terza edizione, 1865
https://luckysoap.com/thegatheringcloud/Howard_modificationofclouds.pdf

Dagli studi di Luke Howard ricaviamo le tre modificazioni semplici o di base delle nuvole individuate dal meteorologo inglese, dai cui derivano le modificazioni intermedie e quelle più complesse.

Pertanto la classificazione delle nuvole da lui proposta in lingua latina è la seguente:

  1. Modificazioni semplici: Cirrus, Cumulus, Stratus;
  2. Modificazioni intermedie: Cirro-cumulus, Cirro-stratus;
  3. Modificazioni complesse: Cumulo-stratus,Cumulo-cirro-stratus (Nimbus).

Le modificazioni semplici:

1a) Cirrus: Nubes cirrata, tenuissima, quæ undique crescat. (Cirro: Le nuvole sono a forma di ricci, molto sottili, che possono crescere da ogni lato).

1b) Cumulus: Nubes cumulata, densa, sursum crescens. (Cumulo: nuvole ammucchiate, dense, che crescono verso l’alto).

1c) Stratus: Nubes strata, aquæ modo expansa, deorsum crescens. (Strato: nuvole sparse, distese a modo di acqua, che crescono verso il basso).

Le modificazioni intermedie:

2a) Cirro-Cumulus: Nubeculæ densiores subrotundæ et quasi in agmine appositæ. (Cirro-Cumulo: Nuvolette più dense, arrotondate e disposte quasi a schiera).

2b) Cirro-Stratus: Nubes extenuata subconcava vel undulata. Nubeculæ hujusmodi appositæ. (Cirro-Strato: Nube assottigliata, concava o ondulata. Nubi più piccole dello stesso tipo poste vicino).

Le modificazioni composte:

3a) Cumulo-Stratus: Nubes densa, basim planam undique supercrescens, vel cujus moles longinqua videtur partim plana partim cumulata. (Cumulo-strato: Nuvola densa, con una base piatta che cresce su tutti i lati, o la cui massa da distante appare in parte piatta e in parte a cumulo.

3b) Cumulo-Cirro Stratus vel Nimbus: Nubes vel nubium congeries [superné cirrata] pluvium effundes (Cumulo Cirro Strato o Nimbo: Nubi o serie di nuvole, [arricciate in alto], versano la pioggia). La nuvola di pioggia è una nuvola, o un sistema di nuvole, da cui cade la pioggia. È un foglio orizzontale sopra il quale si stende il Cirro, mentre il Cumulo vi entra lateralmente e dal basso.

Per una migliore comprensione dell’opera di Howard, riportiamo di seguito i disegni originali presenti da pagina 4 a pagina 13, che riguardano le diverse forme e classificazioni delle nuvole.

Le forme che assumono le nuvole quando si assemblano prima di un temporale
Cumulo-strato

Strato

Cirro-Cumulo

Cirro-Strato

Nimbo (nuvola di pioggia)

Goethe: la meteorologia ed il colore

Copertina del libro «Goethe: la natura e le sue forme» a cura di Francesco Mosio. Si evidenzia il dipinto di Goethe L’eruzione del Vesuvio (estate 1787)

Wolfgang Goethe è poeta e letterato di profonde esigenze teoretiche, pensatore, filosofo, scrittore, pittore, cultore delle scienze naturali; è autore di studi sulla botanica, zoologia, anatomia comparata geologia e mineralogia. Esercitò un forte influsso sul pensiero scientifico tedesco del primo trentennio dell’Ottocento. Goethe è altresì appassionato e studioso di meteorologia sfociata nello studio «La forma delle nuvole e altri saggi di meteorologia»i.

Goethe era difatti affascinato dalla classificazione delle nuvole proposta dal meteorologo Luke Howard, al punto di voler effettuare una serie di osservazioni personali scritte in forma di diario giornaliero inerente la città di Jena, che vanno dal 23 aprile al 28 maggio 1820i.

L’interesse così forte e approfondito per la meteorologia porta il poeta tedesco a scrivere nel 1820 un primo libro intitolato La forma delle nuvole, e un Saggio di meteorologia tra il 1823 e il 1825.

Nel Diario meteorologico Goethe annotava l’aspetto del cielo, la direzione del vento, la forma delle nuvole, se l’aria era umida o secca, se c’era la nebbia, se il cielo era coperto, se pioveva o nevicava. Faceva altresì osservazioni sulla pressione atmosferica annotando i valori alti o bassi del barometro.

Scrisse anche alcune liriche per descrivere la forma delle nuvole; ne riportiamo alcuni significativi versi tradotti in lingua italianaii.

Strato

Quando dal quieto piano dello specchio d’acqua

Solleva una nebbia il liscio tappeto,

E la luna, unita al moto dell’evento,

Pare uno spettro che spettri forgia

Allora tutti siamo, lo ammettiamo,

Felici tuoi figli, ristorati o natura!

Allora si solleva alla montagna, a stria

Unendo stria in ampio viluppo di bruma,

L’altura centrale, insieme incline,

Come acqua a cadere o come aere a salire.

Cumulo

E se più sopra, a più alta quota

L’attiva sostanza viene convocata,

Alta s’impone, la nuvola stupendamente tonda,

Compatta la forma ne annuncia la possanza.

E, come temete e già esperito avete,

Quand’è minaccia in alto, in basso c’è il tremore.

Cirro

Sempre più alto sale il nobil impulso!

Dissoluzione è lieve celeste costrizione:

Un mucchio accumulato si divide in fiocchi,

Qual pecorella trotterellando, lieve s’aduna al gruppo.

Così infine, quel che lieve di sotto s’era formato,

Fluisce muto lassù del Padre in grembo e in mano.

Frontespizio del libro di Goethe Zur Farbenlehre del 1810 (Google books)

Wolfgang Goethe è altresì autore di una Teoria del colore (Zur Farbenlehrei). Uno studio sulla teoria di Goethe , definito come l’ultimo genio rinascimentale, è stato condotto dal professor Massimo Corradi dell’Università di Genova, dal titolo “La teoria dei colori di Johann Wolgang von Goethe”.ii

Secondo Massimo Corradi, il genio tedesco illustra la sua teoria sui colori e sulla loro percezione in un nuovo modo che non riguarda solo l’ottica, ma la fisica e, più in generale, la scienza. Si pone infatti in contrapposizione alla teoria di Newton strettamente scientifica del fenomeno, ridando dignità sensibile e poetica al fenomenoi.

Corradi prosegue affermando che il saggio di Goethe, pubblicato nel 1810, contiene alcune delle prime descrizioni su fenomeni come ombre colorate, rifrazione e aberrazione cromatica. La sua teoria sul colore esercitò una forte influenza su numerosi artisti: sulla pittura di Philipp Otto Runge, William Turner, Wassily Kandinsky, Paul Klee e molti altri; trovò altresì particolare interesse e curiosità in studiosi appartenenti ad altre discipline, quali filosofi come Arthur Schopenhauer, Ludwig Wittgenstein, Rudolf Steiner; tra i fisici Thomas Johann Seebeck, Hermann von Helmholtz, Werner Heisenberg, e infine tra i matematici Kurt Gödel e Mitchell Feigenbaumi.

La teoria di Goethe si basa sulle leggi della polarità e dell’esaltazione e culmina nel suo cerchio dei colori a sei sezioni. Secondo il poeta due sono i colori originari: il giallo e il blu, i quali miscelati danno il color verde, nella loro elevazione arancio e violetto; la loro congiunzione dà porpora o magenta come colore supremo che Newton non aveva considerato nel suo spettroi. Secondo la teoria di Newton la luce è composta da 7 colori puri, mentre secondo Goethe i colori sarebbero solo il giallo e il blu, da cui per gradazione derivano tutti gli altri colori.

Infine il cerchio cromatico, che per il fisico inglese si suddivide in sette colori e presenta una composizione asimmetrica, per lo scrittore tedesco invece è di sei colori componendo un cerchio simmetrico. Nel cerchio del colore ci sono solo tre colori puri: il giallo, i rosso e il blu; gli altri colori saturi, arancio, violetto e verde, posso essere generati con la mescolanza dei due colori fondamentali puri più prossimii. Questo metodo sta anche alla base della odierna stampa a tre colori. Nel cerchio i colori che stanno l’uno in posizione opposta all’altro sono chiamati colori complementari. Il cerchio del colore di Goethe, oltre ad esprimere i colori del prisma ottico, esprime anche quelli fisiologici che nascono nel cervello e nell’occhioii.


Johann Wolfgang von Goethe, Cerchio del colore che simboleggia lo spirito umano e la vita dell’anima
[la vita spirituale e psichica dell’uomo]
1809, Originale: Freies Deutsches Hochstift – Frankfurter Goethe
https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Goethe,_Farbenkreis_zur_Symbolisierung_des_menschlichen_Geistes-_und_Seelenlebens,_1809.jpg
.Lo schema della figura del cerchio illustra il capitolo «Uso allegorico, simbolico, mistico del colore» nella teoria di Goethe: (anello interno): [rosso] “bello” [arancione] “nobile” [giallo] “buono” [verde] “utile” [blu] “cattivo” [viola] “non necessario”; (anello esterno): [rosso-arancione] “Ragione” [giallo-verde] “Mente” [verde-blu] “Sensualità” [rosso-viola] “Immaginazione
“.


Il pittore delle nuvole

John Constable, pittore inglese tra la seconda metà del Settecento ed il primo quarto dell’Ottocento è considerato uno dei più grandi artisti di paesaggi, in particolare dell’aspetto del cielo e delle nuvole.

Cliccando sul seguente link si posso ammirare le immagini di paesaggi, di cieli nuvolosi con le diverse forme di nuvole, immortalati da Constable: https://www.google.com/search?q=constable+pittore+delle+nuvole&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwiB7bql8-X3AhWagf0HHVjOCncQ_AUoAXoECAEQAw&biw=1280&bih=689&dpr=1.

Dall’ottimo catalogo curato da Jonathan Clarkson, apprendiamo che Constable era appassionato di meteorologia, allora scienza in formazione e in evoluzione; in particolare era interessato agli effetti meteorologici transitori, illustrati nelle raffigurazioni dei temporali imminenti o appena terminati. In alcuni dipinti si osserva il sole che filtra dalle nubi.

I dipinti di Constable più rappresentativi sulle nuvole e la loro forma, presenti nel catalogo sono: Studi di altocumuli (1821), Studio di nubi ad Hampstead (1821), Studio di nubi con uccelli (1821), Studio di cumuli (1822), Studio di cirri (1822), Tempesta sul mare (1824)i.


Copertina del Catalogo delle opere di John Costable, La Chiusa (1824), olio su tela; museo Thyssen-Bornemisza, Madrid

IV di copertina del catalogo di Constable: La cattedrale di Salisbury vista dai terreni del vescovo (1823),
olio su tela; Victoria and Albert Museum, Londra

Probabilmente Constable si è ispirato ai disegni di Luke Horward, al quale forse arrivò tramite l’opera di un altro meteorologo, Thomas Forster, che aveva pubblicato nel 1813 Ricerche sui fenomeni atmosferici. Il saggio di Howard era stato pubblicato dieci anni prima, nel 1803.

Secondo Jonathan Clarkson, autore del libro (catalogo), non si è a conoscenza dell’anno in cui Constable scoprì il saggio sulle nuvole di Luke Howard, “ma le annotazioni sul retro dei suoi studi dimostrano che ne conosceva il sistema di classificazione ed era in grado di usarlo con cognizione di causa”i.

Colori delle albe e dei tramonti

Si propongono qui di seguito gli scatti di albe e tramonti più significativi a Senigallia nel corso del 2021 sino ai primi giorni del mese di giugno 2022. Si potranno notare cieli nuvolosi o con colori tenui che ricordano alcune opere di John Constable, Gianbattista Tiepolo, Eugène Boudin, Claude Monet, Camille Corot, sino al rosso, giallo, rosso-arancio, più o meno intensi tipici delle opere di William Turner, Caspar Friedrich, Edward Munch, Peder Balke, Frederic Edwin Church.


17 febbraio 2021, ore 6.52
26 febbraio 2021, il sole alle ore 7.04

19 marzo 2021, ore 6.17

8 maggio 2021, ore 5.52 (4.52 ora solare)

1º luglio 2021, ore 21.00 (20.00 ora solare)

3 luglio 2021, ore 19.38 (18.38 ora solare) – tramonto al molo

11 agosto 2021, ore 19.56 – 20.09 (18.56-19.09 ora solare) – tramonto al molo, sequenza fotografica

3 ottobre 2021, ore 7.13 – 7.20 (6.13-6.20 ora solare) – il sole che sorge e le immagini successive –
10 ottobre 2021, ore 18.28 – 18.36 (17.28 – 17.36 ora solare) – tramonto con effetto acquerello –

14 novembre 2021, ore 6,33 – 6,34 – nuvole simili ad una catena montuosa –

8 dicembre 2021, ore 7.20

4 gennaio 2022, ore 16.50-17.00

15 febbraio 2022, ore 7.05 – 7.06

28 febbraio 2022, ore 17.47 – 17.57

19 marzo 2022, ore 5.56

29 aprile 2022 ore 6.10 (5.10 ora solare)

5 maggio 2022, ore 5.45-546 (4.45-4.46 ora solare)

15 maggio 2022 ore 19.12 (18.12 ora solare)

5 giugno 2022, ore 20.49 – 20.50 (19.49 – 19.50 ora solare) – particolare tramonto africano per la presenza di sabbia del Sahara [pulviscolo desertico] nell’atmosfera –

Ringraziamenti

Alcuni amici recanatesi e senigalliesi mi hanno spronato a condurre in porto questa ricerca per me non facile. Infatti sono appassionato di fotografia ma non sono un fotografo; pertanto ho trovato enormi difficoltà anche per la scelta delle numerose foto scattate. Addirittura per altri amici avrei dovuto esporre le mie fotografie in una mostra dedicata ai colori delle albe e dei tramonti, considerata la qualità delle foto.

Un grazie particolare agli amici Leonardo Badioli, scrittore, e Giuseppe Santoni, storico, per gli utili suggerimenti.

Un grazie particolare al fotografo Antonio Baleani – AFI, per gli ottimi consigli.

Un grazie speciale a Lucia Diamantini, docente di storia dell’arte, per i preziosi suggerimenti.

Infine il mio pensiero va a mia moglie Gabriella, vera musa ispiratrice di questo lavoro fotografico.

Note

Luke Howard, Sur les modifications des nuages, Suivi de Goethe, La Forme des nuages selon Howard, Édition présentée par Anouchka Vasak, Préface par Emmanuel Le Roy Ladurie, Hermann, Paris 2012. Veramente eccellente il lavoro di Anouchka Vasak, maitresse dé conférences en littérature française, studiosa di storia del clima e del rapporto tra letteratura, arte pittorica e clima. La Vasak ha collaborato per molti anni con il professor Emmanuel Le Roy Ladurie [fondatore degli studi storici sul clima].
Valente scrittrice (bellissimo il suo ultimo libro: «1797 Pour une histoire météore», Anamosa 2022) Anouchka Vasak è cofondatrice di Réseau Perception du climat, rete internazione di studiosi di meteorologia, di storia del clima e di temi che riguardano l’ambiente, di cui ho l’onore di essere membro.

Luke Howard, Essay on the modifications of clouds, by Luke Howard, F.R.S., &c First Published 1803. Third Edition, London 1865 (Google books).

Wolfgang Goethe, La forma delle nuvole e altri saggi di meteorologia, a cura di Gabriella Rovagnati, Rosellina Archinto, Milano 2000.

Goethe, La forma delle nuvole e altri saggi di meteorologia, cit., pp. 58-59; Il clima di Senigallia dal Settecento ai nostri giorni, di Rossano Morici e Redo Fusari, Sena Nova, Senigallia, settembre 2011, pp.88-89.

Goethe, La forma delle nuvole e altri saggi di meteorologia, cit., pp. 58-59; Il clima di Senigallia dal Settecento ai nostri giorni, cit., pp. 88-89.

Wolfgang Goethe, Zur Farbenlehre. Tübingen, Cotta 1810. https://books.google.it/books?id=7UY7AAAAcAAJ&printsec=frontcover&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false
https://library.si.edu/digital-library/book/zurfarbenlehre00goeta https://ia801302.us.archive.org/23/items/ZurFarbenlehre00GoetA/ZurFarbenlehre00GoetA.pdf

Massimo Corradi, La teoria dei colori di Johann Wolfgang von Goethe, Dipartimento di Scienze per l’Architettura – Scuola Politecnica, Genova, p.1. https://www.academia.edu/15624666/La_teoria_dei_colori_di_Johann_Wolfgang_von_Goethe

Corradi, La teoria dei colori di Johann Wolfgang von Goethe, cit., pp.1-2.

Francesco Moiso, Goethe: la natura e le sue forme; l’edizione del presente volume esce postuma a cura di Cornelia Diekamp, Associazione culturale Mimesis, Milano 2002, p. 97-98.

Moiso, Goethe: la natura e le sue forme, cit.,p.98.

Moiso, Goethe: la natura e le sue forme, cit., p. 98.

Goethe; La forma delle nuvolee altri saggi di meteorologia,cit., pp.115-116.

Goethe, La forma delle nuvole e altri saggi di meteorologia,cit., pp. 115-116.

Jonathan Clarkson, Constable, Phaidon Press Limited, London 2010. L’edizione italiana è stata realizzata da postScriptum, Roma, con la traduzione dall’inglese di Sara Crimi e Laura Santi, pp. 132-161.

Clarkson, Constable, cit., p. 156.

7 thoughts on “Luci e colori al sorgere e al tramonto del sole

  1. Questa raccolta di fantastiche immagini costruisce anche una vera miniera per testi di meteorologia.
    Complimenti vivissimi per questo tuo impegno a raccogliere una simile documentazione.

  2. L’ultimo lavoro di Rossano Morici risulta superare i precedenti pure interessanti, ma stavolta alla ricerca di dati oggettivi si aggiungono le interpretazioni artistiche che ci fanno emozionare.
    Grazie Rossano

  3. Molto interessante! Dietro alle cose più semplici e scontate ho appreso quante particolarità si possono ritrovare e quanti studi! Grazie per il tuo lavoro!

  4. Stavolta lasciando in terra epidemie e alluvioni finalmente sei asceso in cielo. Bravissimo e creativo. Complimenti anche alla musa ispiratrice.Luciano.

  5. A dati scientifici hai unito immagini di una grande intensità emotiva! Ho letto con attenzione il tuo prezioso lavoro e non può essere fine a se stesso…sì alla mostra fotografica e alla sua divulgazione su riviste scientifiche. Complimenti Rossano x la tua curiosità che sfocia sempre in lavori molto interessanti!

  6. Colori

    Non sempre la lettura di un libro inchioda sulla sedia il lettore traendo vantaggio dalla sua passività: ce ne sono di quelli che, come una “macchina celibe” di Duchamp, attivano correlazioni logiche e anche, in qualche caso, avventurose o addirittura paradossali. Di due precondizioni, la prima sta nel libro stesso, capace di stimolare alla verifica, al controllo, all’azione; una seconda sta nella qualità del ricettore, di Rossano Morici in questo caso: estatica e onnipotente a volte come quella di un bambino che vuole aprire il giocattolo, condotta sul filo di un’emozione che lo fa correre alla finestra che apre sulla sua città, o alla biblioteca di Google per conoscere subito e ripetutamente il qui e il là, il prima e il dopo, il possibile e l’impossibile.

    Il libro, motore immobile al quale fa seguito la sua osservazione, è una nuova edizione dello storico saggio di Luke Howard “Essay on the modifications of clouds” (1803), che Anouchka Vasak cura e rende in francese col titolo di “Sur les modifications des nuages”; seguito dallo scritto di Goethe “Wolkengestalt nach Howard”, in traduzione francese “La Forme des nuages selon Howard”, per la prefazione di Emmanuel Le Roy Ladurie, Hermann, Paris 2012. Rispettivamente, in italiano, “Trattato sulla modificazione delle nuvole” e “La forma delle nuvole secondo Howard”.

    Il lavoro fotografico che ne scaturisce ha in sé il germe della verifica empirica e della divulgazione scientifica. Pubblicato su l’Eco, blog di cultura, arte e scienza, come “Luci e colori al sorgere e al tramonto del sole”, isola in modo specifico l’aspetto coloristico valendosi come guida critica della mirabile e ampia introduzione della curatrice. Oppure, all’inverso, è il desiderio di fotografare con sistematicità pre-scientifica il colore delle nuvole, e di ricondurre l’osservazione verso una loro sistematizzazione teorica. In questo caso, si tratterebbe di attraversare il ponte delle conoscenze fenomeniche – ad esempio quella dei colori nefelici seguiti all’eruzione del Tambora del 1816 – per approdare prima al Goethe pittore e disegnatore di nuvole, e accodarsi a lui nella scoperta dell’opera fondativa di Howard.

    Pervenuto alla sommità di questa risalita, tuttavia, il “viandante a ritroso” non vi trova nessuna effusione sul tema coloristico che lo aveva guidato, perché il fondatore della Nefologia (dal greco nèfos, nuvola) aveva soprattutto affrontato sforzi di classificazione e di definizione terminologica delle forme. Esiste però “un territorio comune dalle frontiere epistemologiche indefinite” tra lo studio scientifico e quello dell’arte (Vasak, ivi). Così, quando il poeta parla di colori, il suo riferimento oppositivo non è Howard, che di colore non si interessa, ma Newton, per il quale come fisico, il colore è dato dalla rifrazione della luce. La teoria dei colori di Goethe è invece ricondotta a una origine soggettiva legata a una disposizione dell’occhio. Vediamo dunque, per stare nel testo, come la pittura di John Constable si giovi di entrambe. Nelle 19 foto scelte, che riportano giorno, mese, anno e orario legale o solare, si possono ammirare cieli nuvolosi o con colori tenui che ricordano alcune opere di Constable, Gianbattista Tiepolo, Eugène Boudin, Claude Monet, Camille Corot, sino al rosso, giallo, rosso-arancio, più o meno intensi tipici delle opere di William Turner, Caspar Friedrich, Edvard Munch, Peder Balke, Frederic Edwin Church.

    A questo punto, se anche il lavoro fotografico di Rossano Morici avesse solo il valore di una ricognizione e di una testimonianza, io credo che dovremmo a lui gratitudine per averci indicato una delle possibili vie che connettono le origini della meteorologia alle sensibilità dei nostri tempi, percorso che difficilmente da soli avremmo ritrovato. Ma, data la costanza del lavoro e la qualità delle immagini, possiamo anche dire che è molto di più.

    (Leonardo Badioli)

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