arte a parte per dire no alla violenza sulle donne
Shirin Neshat Rebellious Silence (1994).

 

 

Martedì 24 novembre alle ore 21 si svolto al Museo Nori De’ Nobili di Trecastelli, un incontro contro la violenza sulle donne in anticipo sulla Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne dal titolo “ARTE A PARTE, tre artiste contemporanee a confronto”.

La relazione a cura della prof.ssa Anna Pia Giansanti è stata come sempre una lezione da non perdere, condotta con chiarezza e gran professionalità. Un vero piacere e la scoperta di quell’universo femminile dal punto di vista psicologico, fisico e sociale che parte dalla vita e dal lavoro di tre donne di rilevanza nel panorama artistico contemporaneo. Anna Pia ha messo a confronto le grandi artiste, attive sin dagli anni Settanta sui temi al femminile: Shirin Neshat, Vanessa Beecroft e Marina Abramovic.

Shirin Neshat, è un’artista iraniana d’arte visiva contemporanea, conosciuta soprattutto per il suo lavoro nel cinema, nei video e nella fotografia. L’artista che è stata educata in occidente, ha potuto guardare con obiettività alla condizione femminile nell’Islam. La sua ricca produzione di fotografie, documentari e film, ha messo in luce molti aspetti della condizione di vita delle donne iraniane.

arte a parte per dire no alla violenza contro le donneVanessa Beecroft, madre italiana e padre britannico, dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Genova si diploma all’Accademia Ligustica di Belle Arti, segue i corsi di spettacolo dell’Associazione La Chiave di Campopisano diretta da Mimmo Chianese, s’iscrive alla facoltà d’Architettura e poi all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si diploma nel 1993. L’artista affronta un tema tutto occidentale, quello dell’anoressia al quale ha dedicato gran parte della sua attività artistica con fotografie e performances che trattano le ossessioni femminili legate alla bellezza fisica.

Marina Abramoarte a parte per dire no alla violenza contro le donnevic, nativa di Belgrado ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Belgrado e dal 1973 al 1975 ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Novi Sad. E’ la più nota esponente della Body Art, usa il proprio corpo come oggetto della sua arte, mettendosi in gioco e indagando i confini estremi della resistenza fisica e psichica, per dimostrare a sé e agli altri quanto una donna è in grado di sopportare il dolore e come possa riuscire, se lo vuole a superare le paure.

 

Maria Antonia Martines

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