Nei “piccoli” centri di provincia il servizio notturno delle farmacie viene fornito solo su chiamata, dando tempo al titolare di arrivare da casa. Ci sono esempi di piccoli paesi, che distano pochi chilometri l’uno dall’altro, e che messi insieme hanno una popolazione paragonabile a quella di una media città. In provincia di Ancona, ad esempio, si può immaginare un cerchio composto da sei comuni: Castelleone di Suasa, Tre Castelli (risultante dai tre ex comuni di Monterado, Castel Colonna e Ripe), Ostra, Ostra Vetere, Barbara e Corinaldo. Si potrebbe ipotizzare che in ciascuno dei sei centri una farmacia faccia a turno un orario H24 e, considerando che in alcuni paesi ci sono anche due farmacie, tali aperture avrebbero una frequenza superiore alla settimana (e delle stesse potrebbero usufruire anche le cittadine confinanti con il cerchio descritto). E i benefici per i cittadini sarebbero significativi in quanto potrebbero usufruire, oltre che della disponibilità rapida di medicinali e terapie, di servizi di piccolo pronto intervento, senza ricorrere ai pronto soccorso, che sono ovunque intasati (eufemismo) e in condizioni disumane di attesa e di permanenza. E se ne gioverebbe anche il servizio sanitario nazionale i cui risparmi potrebbero in parte essere impiegati per remunerare le farmacie per il servizio aggiuntivo. (Un discorso ancora più immaginifico, ma concretamente positivo per la gente e la finanza pubblica, potrebbe essere quello di prevedere la presenza nelle farmacie H24 anche di un medico di guardia, la cui sicurezza dovrebbe essere assicurata, come per i farmacisti, da un collegamento con i carabinieri per un intervento immediato in caso di pericolo, anche solo annunciato).

 

Enrico Venturoli

 

farmacie notturne ecomarchenews

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