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La Banda Grossi: briganti per qualcuno, eroi per altri

Ne è nato un film per la regia di Claudio Ripalti

 

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Una storia vera quasi dimenticata, una leggenda raccontata dai nonni di fronte al camino, “una terra che fu teatro inatteso di vicende e misfatti gravissimi”… La Banda Grossi è una storia di grande violenza e di altrettanto coraggio che ha come protagonista un nullatenente di Urbania di nome Terenzio Grossi. Un misero bracciante per lo Stato, un servitore tradito per la Chiesa, un eroe del popolo per il proletariato marchigiano…

È il 1861 e le Marche vivono un repentino cambiamento politico: lo Stato della Chiesa e la secolarizzazione delle sue norme e consuetudini lasciano il posto al nuovo dominatore piemontese. Nuovo potere significa nuove regole, nuove tasse e leva obbligatoria che toglie braccia forti al lavoro nei campi per combattere guerre di cui non si conosce nulla, nemmeno la collocazione geografica.

La Banda Grossi è un’emblematica banda di briganti che nel 1860 mise a ferro e fuoco la provincia di Pesaro e Urbino con omicidi, grassazioni, violenze e furti d’ogni tipo, guidata da un capobanda fiero e irriverente, uno che ha alzato la testa in un momento in cui tutti tacevano… Briganti per qualcuno, eroi per altri: uomini destinati a cambiare la storia, poi dimenticati.
Ma c’è un soldato che si batte sul campo di battaglia senza codardia e viltà, è un Brigadiere dei Carabinieri Reali ed è determinato a portare a termine il suo incarico: catturare Terenzio Grossi e la sua banda di delinquenti. Retto e incorruttibile, dovrà fare i conti con la sua coscienza di fronte alla povera realtà del proletariato marchigiano e quando la legge scenderà al compromesso per porre fine al crimine, verrà messa alla prova la sua integrità.

Su questo sfondo si muovono Terenzio Grossi e la sua banda in un’appassionante vicenda umana, adattata in forma inedita da Claudio Ripalti in una sceneggiatura per il cinema di carattere drammatico che, grazie al soggetto particolarmente affascinante, assume aspetti in comune al poema epico, al Romanticismo, al romanzo d’avventura e al western. L’abbandono di casa, il viaggio, il libero arbitrio, il coraggio… sono solo alcuni dei sentimenti che descrivono quest’opera così audace e fuori dal tempo, per niente politica , ma senz’altro attuale nel descrivere le disparità della società in cui viviamo.

 

Da giovedì 20 settembre sta girando in tutta Italia questo imponente progetto cinematografico, tutto marchigiano. Due ore di film per raccontare le efferate vicende realmente accadute nelle Marche del 1860, proprio quando l’Italia si univa sotto un’unica bandiera. Le riprese de La Banda Grossi sono iniziate mercoledì 8 marzo 2017 sotto la regia di Claudio Ripalti e la produzione di Cinestudio. Le vicende di una banda di uomini destinati a cambiare la storia, poi dimenticati. Un progetto che racconta una storia del Montefeltro. La vita di un territorio agli albori dell’Unità del Paese. Un progetto cinematografico unico nel suo genere, nato anche grazie all’importante contributo raccolto tramite la piattaforma di crowdfunding Kickstarter. Una risposta al progetto più che positiva che ha portato al primato del film: la Banda Grossi è infatti il film Italiano di maggior successo della storia del Crowdfunding, avendo raccolto oltre €72.000 di contributi da tutto il mondo, nel solo mese di Luglio 2016. Il film lungometraggio è realizzato anche grazie al contributo del MIBAC (Ministero dei Beni Artistici Storici e Culturali), che ha riconosciuto La Banda Grossi come Film di Interesse Storico e Culturale. Interamente girato nelle Marche, La Banda Grossi ha permesso di mettere sotto una nuova luce quei luoghi dell’entroterra della provincia pesarese che furono scenario della drammatica ed incisiva storia della banda di briganti, capitanata da Terenzio Grossi (nel film interpretato dal giovane attore Camillo Ciorciaro), che dal 1860 al 1862 ha letteralmente messo a ferro e fuoco l’intero territorio della provincia di Pesaro e Urbino. Una storia vera quasi dimenticata, vicende tramandate oralmente di generazione in generazione sullo sfondo di una terra difficile, quella delle Marche.

 

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